A Torino un museo ha chiuso e si è trasformato in showroom di moda (dopo l’estate però parziale riapertura in una nuova sede)

Il Museo Ettore Fico di Torino ha chiuso. Al suo posto c’è una società di abbigliamento. Intanto il proprietario, Andrea Busto, ha acquisito un nuovo spazio con l’obiettivo di riaprire anche se in modalità diversa e più “riflessiva”: una o due mostre l’anno e apertura solo su appuntamento. Inaugurazione a settembre 2026

Lo scorso marzo, la notizia della chiusura del Museo Ettore Fico di Torino si diffondeva a mezzo stampa. Dopo quasi dodici anni di attività, il progetto che aveva trasformato un’ex fabbrica di Via Cigna, a Barriera, in uno spazio museale custode di migliaia di opere capace di dialogare con i linguaggi contemporanei e con il quartiere, si concludeva, regalando come ultimo atto la mostra dedicata a Enrico Berlinguer.

La chiusura del Museo Ettore Fico a Via Cigna. Il disaccordo con il Comune

Ora nello spazio si è già insediato uno showroom di abbigliamento, per decisione del proprietario dell’ex fabbrica, Andrea Busto – che è anche direttore della Fondazione e del Museo Ettore Fico – che ha scelto di affittarlo alla società N.G. Rappresentanze, dopo il mancato (e auspicato) accordo con il Comune di Torino. L’amministrazione cittadina, preoccupata di perdere un punto di riferimento culturale per Torino, si era detta pronta a farsi carico della gestione del museo qualora Busto avesse deciso di donare lo spazio alla città (unica opzione perseguibile per il passaggio di consegne, essendo il Comune impossibilitato a comprare immobili, come da termini del Patto per Torino). Un nulla di fatto, nonostante le buone intenzioni iniziali: “Il proprietario ha chiesto un dialogo, aperto all’ipotesi di una donazione e poi si è tirato indietro, preferendo affittare gli spazi” ha raccontato nelle ultime ore alla Stampail consigliere del Pd sul territorio Antonio LeddaSi sarebbero potute portare temporaneamente al Museo Ettore Fico le opere che traslocheranno dalla Gam durante i lavori di riqualificazione”. E da Palazzo Civico non fanno mistero della delusione per l’occasione sfumata.

Il nuovo Museo Ettore Fico al Centro Piero della Francesca

Ora è lo stesso Andrea Busto a rispondere, con una lettera inviata agli “amici del Museo Ettore Fico”: “Avrete appreso dagli organi di stampa che il museo è attualmente chiuso e, diversamente da quanto hanno scritto alcune testate cittadine, non è stato a causa di problemi economici ma per una mia decisione personale. Contestualmente alla chiusura degli spazi espositivi ho deciso di avviare un programma radicalmente diverso dal precedente, più intimo e più riflessivo”.
Un programma che si è tradotto nell’acquisto di un nuovo immobile in via Pessinetto 10G, nel Centro Piero della Francesca – “il nome è già un’indicazione di rigore, minimalismo e sobrietà”, sottolinea Busto – “per condurre una ricerca volta a progetti site-specific con artisti nazionali e internazionali con cui produrre grandi opere e grandi eventi che avranno cadenza semestrale”. Del percorso condotto sin qui, Busto si dice molto orgoglioso, per “aver fatto della periferia il fulcro dei nostri progetti utilizzando la nostra energia culturale per rendere Barriera un po’ meno lontana dal centro storico cittadino”.

I primi progetti del nuovo spazio che inaugura a settembre 2026

Ma è il momento di cambiare rotta, pur “senza rinnegare ciò che è stato fatto finora”. La nuova Fondazione Ettore e Ines Fico – come si chiamerà l’ente che gestirà anche le proprietà del Museo – inaugurerà con un progetto inedito di Giovanni Termini, ultimo vincitore del Premio Ettore e Ines Fico assegnato durante Artissima 2025, “il quale realizzerà una grandiosa scultura nello spirito ready-made / neodada che contraddistingue il suo operato e la sua poetica”. Seguiranno il francese Antoine Renard e “un artista di origine africana che si inserisce nel programma di ricerca sugli artisti di quel continente che operano nel loro territorio d’origine o in altri contesti internazionali”. Nello spazio di via Pessinetto – siamo nel quartiere di Borgo Vittoria, all’interno del centro multifunzionale affacciato sul Parco Dora, sorto nell’area dell’ex cotonificio Mazzonis – le mostre avranno una durata di quattro/sei mesi ciascuna con momenti di approfondimento in presenza dell’artista o con giovani curatori. Inoltre, anticipa Busto, è stato sviluppato “un programma rivolto alle scuole ideato appositamente per i ragazzi che desiderano conoscere meglio l’arte, ma non ci siamo dimenticati degli adulti che ci seguono da sempre con tanto entusiasmo”. L’apertura della Fondazione è programmata per la seconda metà di settembre 2026; l’ingresso sarà gratuito, ma solo su prenotazione sul sito del Museo. “Siamo stati i primi a scommettere sul quartiere Barriera di Milano, ora penso che le potenzialità di questa nuova location siano altrettanto vincenti”.

Livia Montagnoli

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