Biennale d’Arte 2019, il duo di artiste Pauline Boudry / Renate Lorenz rappresenterà la Svizzera

Moving Backwards è il titolo del progetto che trasformerà il Padiglione Svizzero in una grande installazione immersiva che riflette sulle tendenze sociopolitiche reazionarie contemporanee

Facade Central Pavilion - Photo by Italo Rondinella - Courtesy of La Biennale di Venezia
Facade Central Pavilion - Photo by Italo Rondinella - Courtesy of La Biennale di Venezia FREESPACE Curator: Yvonne Farrell + Shelley McNamara

Lo avevamo già accennato, e adesso la nostra impressione sembra essere confermata: quella in programma a Venezia dall’11 maggio al 24 novembre 2019 sarà una Biennale d’Arte piuttosto declinata al femminile. Nonostante il quadro della kermesse lagunare non sia ancora completo, emerge già una tendenza: la predominante presenza di artiste, molte delle quali impegnate a indagare il ruolo della donna nella società contemporanea. Qualche esempio? Renate Bertlmann per l’Austria, Eva Rothschild per l’Irlanda, Cathy Wilkes per la Gran Bretagna, Laure Prouvost per la Francia, Charlotte Prodger, vincitrice del Turner Prize 2018, per la Scozia, Shirley Tze per Hong Kong, Anna K.E. per la Giorgia, Shu Lea Cheang per il Taiwan e la cineasta e poetessa Nujoom Alghanem per gli Emirati Arabi Uniti. A questo parterre adesso si aggiunge il duo di artiste Pauline Boudry / Renate Lorenz, che proporranno all’interno del Padiglione della Svizzera una grande installazione immersiva dal titolo Moving Backwards, a cura di Charlotte Laubard.

IL PADIGLIONE IMMERSIVO

Attraverso “coreografie postmoderne, danze urbane ed elementi della cultura underground queer”, Pauline Boudry / Renate Lorenz presenteranno una grande installazione filmica che “esplora le pratiche resistenziali”: Moving Backwards si riallaccia così alla situazione politica attuale, con le sue forze regressive di chiusura verso l’altro e tutto ciò che è diverso. Davanti a questa tendenza al ripiegamento, le artiste decidono, invece di praticare un’opposizione frontale, di considerare queste tendenze reazionarie come un paradigma che potrebbe generare altre forme di resistenza e di azione. Per la Biennale di Venezia, le artiste realizzeranno come già accennato un’installazione filmica con cinque performer, Julie Cunningham, Werner Hirsch, Latifa Laâbissi, Marbles Jumbo Radio e Nach, che sperimenteranno movimenti a ritroso. Invitato a entrare in una coreografia densa, generata da gesti corporei, sequenze filmate e oggetti animati, il pubblico prenderà parte e sarà protagonista di incontri bizzarri, in un ambiente che evoca quello di un locale notturno. Al Padiglione “immersivo” si aggiunge inoltre un’iniziativa editoriale: un giornale gratuito con interventi firmati da diversi autori e autrici, su temi della filosofia, dell’arte, della militanza politica, delle teorie postcoloniali e queer.

ARTE E POLITICA

“Pauline Boudry / Renate Lorenz concepiscono le loro installazioni come dispositivi che inducono ognuno di noi a rivedere le proprie rappresentazioni”, spiega la curatrice Charlotte Laubard. “Il loro lavoro produce un duplice rovesciamento: esso introduce gesti, immagini e oggetti che rimandano a questioni politiche e sociali, e allo stesso tempo conferisce a questi medesimi elementi una forte autonomia affinché possano interagire con il pubblico e instaurare una relazione che stravolga la loro percezione e la loro identificazione”.

– Desirée Maida

www.labiennale.org

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AutoriPauline Boudry, Renate Lorenz
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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.