Al via il progetto Carta Bianca, nato dalla collaborazione tra il Madre e Capodimonte

Dieci personalità del mondo della cultura e del sapere sono stati invitati a scegliere dieci opere a testa dai depositi di Capodimonte per la mostra Carta Bianca da Sylvain Bellenger, direttore del museo di Capodimonte, e Andrea Viliani, direttore generale del Madre. Una lettura inedita della collezione che parte dai fruitori e non dagli storici dell’arte. E il pubblico è chiamato a partecipare tramite i social…

Reggia di Capodimonte
Reggia di Capodimonte

A Napoli è sempre più ampio il fronte delle collaborazioni tra le istituzioni culturali cittadine. Dopo la mostra [email protected] Materia Archeologica, nata dall’inedita collaborazione tra il polo archeologico e il museo d’arte contemporanea, un nuovo progetto culturale prende forma dalla sinergia tra il Madre e il Museo di Capodimonte. È la mostra Carta Bianca. Il sensibile guardare, organizzata da Electa, che inaugurerà il prossimo 11 dicembre a Capodimonte. Ne abbiamo parlato con Sylvain Bellenger, direttore del museo di Capodimonte, e Andrea Viliani, direttore generale del Madre, che ci hanno raccontato la genesi e lo sviluppo del progetto.

LA SINERGIA TRE LE ISTITUZIONI CAMPANE

Il progetto Carta Bianca così come la mostra [email protected] Materia Archeologica”, racconta Andrea Viliani ad Artribune, “nasce da una strategia culturale condivisa con la Regione Campania e il suo governatore Vincenzo De Luca volta a creare una serie di collaborazioni con le istituzioni culturali del territorio che pongano le premesse per un museo diffuso”. Un progetto ad ampio spettro possibile anche grazie all’autonomia gestionale e finanziare voluta dalla riforma Franceschini. “Grazie alla riforma Franceschini e alla maggiore autonomia decisionale”, continua Viliani, “è più semplice creare progetti condivisi ad ampio raggio”.

LA MOSTRA

L’idea della mostra è nata da una chiacchierata tra me ed Andrea Viliani”, racconta Sylvain Bellenger, durante una cena a casa di Lia Rumma. Non si tratta di un progetto così insolito in realtà perché Capodimonte, grazie ai miei predecessori, ha una lunga tradizione sull’arte contemporanea che risale alla fine degli anni Settanta”. Il museo di Capodimonte ha una collezione di oltre 47.000 opere d’arte a partire dal XII secolo. Solo una piccola parte, circa il 15%, di opere di proprietà del museo sono esposte al pubblico. Un patrimonio immenso sconosciuto ai più. A partire proprio dalla collezione i due direttori hanno invitato 10 personalità del mondo della cultura e del sapere a selezionare nei depositi del museo dieci opere da esporre, con un solo obbligo: spiegare le motivazioni della propria scelta. I dieci curatori sono Laura Bossi Règnier, neurologa e storica della scienza, Giuliana Bruno, professore di Visual and Environmental Studies alla Harward University, Gianfranco D’Amato, industriale e collezionista, Marc Fumaroli, storico e membro dell’Académie française, Riccardo Muti, direttore d’orchestra, Mariella Pandolfi, professore di Antropologia all’Université de Montréal, Paolo Pejrone, architetto e paesaggista,Vittorio Sgarbi, critico e collezionista d’arte e gli artisti Giulio Paolini e Francesco Vezzoli.  “Tutte le persone invitate hanno accettato con entusiasmo”, ci dice Bellenger. La mostra sarà l’occasione per riportare alla luce le opere conservate nei depositi o anche per offrire nuove chiavi di lettura sulla collezione. “La scelta di invitare personalità del mondo della cultura così diverse”, racconta Viliani, “nasce dalla volontà di rileggere la storia di Capodimonte dal punto di vista non degli storici dell’arte ma dei fruitori. E in quest’ottica, la scelta dei due artisti invitati è stata assolutamente ponderata: da un lato Giulio Paolini, che ha già avuto in passato una personale a Capodimonte e che da sempre lavora sull’idea dell’opera, del pubblico, del museo e dall’altro Francesco Vezzoli che ha avuto “carta bianca” recentemente anche dal Centre Pompidou in occasione delle celebrazioni per i suoi 40 anni”.

CARTA BIANCA AL PUBBLICO

Una mostra pensata per il pubblico che avrà un ruolo attivo nella mostra. A partire dal 12 dicembre sul sito e sui social del museo, le persone avranno la possibilità di avere “carta bianca” e di creare il proprio progetto curatoriale. Una giuria presieduta da Sylvain Bellenger eleggerà il progetto più bello che sarà poi effettivamente realizzato. Inoltre, attraverso l’app Carta Bianca, ideata dalla società Arm 23, il pubblico, inquadrando con il proprio smartphone un’opera della mostra potrà accedere alle interviste video in cui i dieci curatori spiegano le motivazioni della loro scelta.

– Mariacristina Ferraioli

Napoli// 12 dicembre 2017 – 10 giugno 2018
Carta Bianca. Il Sensibile guardare
da un’idea di Sylvain Bellenger e Andrea Viliani
Museo e Real Bosco di Capodimonte
Via Miano 2, Napoli

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia e Icon Design. Sta conseguendo un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano ed è docente a contratto presso diverse istituzioni tra cui l’Accademia di Belle Arti di Brera.