A Napoli c’è una mostra ispirata a Emily Dickinson dove è la luce a creare le opere
Con la nuova serie di lavori realizzata proprio in città, Diego Perrone osserva la luce mentre attraversa oggetti di vetro e trasforma quelle rifrazioni in immagini fotografiche e pittoriche
La luce attraversa la mostra There’s a certain Slant of light di Diego Perrone (Asti, 1970), ospitata negli spazi della Galleria Umberto Di Marino, come una presenza quasi elusiva. Il titolo riprende l’omonima poesia di Emily Dickinson, evocando quella qualità obliqua della luce che introduce una sospensione liminale tra visibile e immaginato.

Le nuove opere di Diego Perrone sono nate a Napoli
Il nuovo corpus di lavori nasce da una visione maturata a Napoli, frutto dell’osservazione della luce che attraversa oggetti di vetro domestici, generando rifrazioni accidentali che l’artista traduce in immagini fotografiche e pittoriche. Non è casuale che questa indagine prenda forma proprio nella città partenopea, luogo in cui l’architettura e la vita quotidiana sono da sempre scandite da un fitto intreccio di luci e ombre: dai tagli di sole che attraversano vicoli e cortili fino alla dimensione più intima delle abitazioni, dove la luce diventa parte integrante della vita che si consuma dietro le finestre.

Diego Perrone tra fotografie e tele dipinte
Da un lato, dunque, le fotografie, racchiuse entro cornici modellate in pasta di vetro; dall’altro le grandi superfici realizzate con aerografo, carboncino e gessetti, dove campi d’ombra emergono su fondi bianchi come sfumate apparizioni. Il dispositivo visivo insiste su queste minime variazioni ottiche, costruendo un’indagine sulla percezione che appare deliberatamente trattenuta, come sospesa entro una gamma limitata di possibilità formali.

La mostra alla Galleria Umberto Di Marino
L’allestimento accompagna il visitatore lungo le pareti della galleria con una continuità che rasenta l’intento cinematografico. Le opere si dispongono come fotogrammi successivi, formando una sequenza che scorre nello spazio in un ritmo visivo che ricorda la lenta progressione di una pellicola in bianco e nero. In questo flusso, il motivo del vetro assume una funzione ambigua: oggetto osservato e, al tempo stesso, materia che struttura l’immagine stessa, soprattutto nelle cornici in pasta vitrea che trattengono e condensano la luce fotografata.

Il potere generativo della luce nel lavoro di Diego Perrone
Il dialogo tra le due serie, da un lato quella fotografica e dall’altro quella pittorica, sembra allora ruotare attorno a quel gesto per cui la luce, per sua natura sfuggente, non viene mai afferrata, quanto piuttosto trattenuta nel momento della sua apparizione, come se l’immagine fosse il residuo di un evento ottico appena accaduto. Ne deriva una grammatica visiva fatta di vibrazioni minime, di contorni che emergono e si dissolvono e in cui le forme rimangono in bilico in un gioco tra presenza e dissolvenza.
Diana Cava
Napoli // fino al 2 maggio 2026
Diego Perrone. There’s a certain Slant of light
GALLERIA UMBERTO DI MARINO – Via Monte di Dio, 9
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