Artisti contro il Muos. In Sicilia la galleria Laveronica contro le antenne militari USA

Immagini, appunti e memorie da una mostra a Modica e da una vicenda siciliana. La galleria Laveronica ospita opere e documentazioni realizzate da artisti e attivisti No Muos. Una battaglia dal territorio ragusano, contro le antenne di una base americana.

Maddalena Migliore, Occupazione della base militare USA, Niscemi, 2013. Wallpaper 300 x 200 cm Courtesy the artist and Laveronica arte contemporanea -1024x1024
Maddalena Migliore, Occupazione della base militare USA, Niscemi, 2013. Wallpaper 300 x 200 cm Courtesy the artist and Laveronica arte contemporanea -1024x1024

In quest’angolo di Sicilia la battaglia contro lo strapotere USA ha una sua trama controversa. Liberata dagli americani durante la stretta del nazi-fascismo, l’isola sconta una secolare attitudine a farsi colonia, terra di conquista.
La questione militare resta la più simbolica. Basti pensare alla stazione di Sigonella, base aerea della marina statunitense. Oppure, in tema di battaglie, si vada indietro fino all’estate del 1983, quando a Comiso si ritrovarono liberi cittadini, intellettuali, movimenti indipendenti di tutta la Sicilia, l’Italia, l’Europa. Si lottava contro la costruzione di una base missilistica americana. E l’8 agosto, dopo tre giorni di manifestazioni, la polizia si scagliò sui manifestati, con lacrimogeni, cariche e pestaggi. Centinaia furono i feriti e una ventina i fermi. Una drammatica pagina di cronaca.
Qualcosa di simile è accaduto a partire dal 2012, stavolta con un minore impatto mediatico nazionale, ma con un più alto livello di coinvolgimento locale. Siamo a Niscemi, sempre in provincia di Ragusa, dove nel 2014 è terminato il cantiere per la realizzazione di una stazione di terra del MUOS, acronimo di Mobile User Objective System, ovvero un sistema di comunicazioni satellitari militari ad alta frequenza.

Le antenne del Muos, a Niscemi
Le antenne del Muos, a Niscemi

I RISCHI DEL MUOS E LE PROTESTE

Un’ondata di protesta, dalle molte anime e dai diversi colori politici, ha opposto una strenua resistenza alla costruzione di queste enormi antenne, attraverso campagne, sit in, cortei, pubblicazioni, mobilitazioni. Massa critica coesa e plurale, di cui oggi rende testimonianza con una mostra la Galleria Laveronica di Modica, eccellenza dell’art system siciliano, da sempre attenta a quella zona di contatto fra estetica contemporanea e pensiero politico. Una scelta che arriva dal mainstream culturale e che però si pone a fianco, nel mezzo, dal basso, con gesto empatico e sguardo sincero.
Fra parole di denuncia, immagini ironiche o poetiche, stralci di documentazioni, emerge un antiamericanismo che sa di pacifismo, ambientalismo, anticapitalismo: essere contro il Muos per questa gente significa tutelare la riserva naturale in cui sono edificate le antenne; ripudiare la guerra; rivendicare la sovranità popolare e territoriale contro l’ingerenza della superpotenza straniera. E infine scongiurare il rischio (per alcuni immotivato, per altri molto probabile) di un danno alla salute dei cittadini, esposti alle onde corte emesse dall’aliena struttura. Paura di malformazioni, cancri, leucemie, che dopo infinite traversie la legge ha giudicato senza fondamento: le antenne oggi sono tutte attive. La battaglia è (momentaneamente) persa.

Artists Against MUOS, installation view at Laveronica arte contemporanea, 2017, ph. Francesco Di Giovanni
Artists Against MUOS, installation view at Laveronica arte contemporanea, 2017, ph. Francesco Di Giovanni

ARTE SCOMODA IN GALLERIA

Disegni, fotografie, video, testi e murales compongono così il corpus di Artists Against MUOS, collettiva-omaggio fatta da artisti e attivisti No Muos (Antenne46, Francesco D’Amore, Francesca Dimanuele, Giuseppe Firrincieli, Guglielmo Manenti, Maddalena Migliore, Matilde Politi, Irene Puglisi, Maria Domenica Rapicavoli), dedicata a chiunque sia convinto che “l’arte politica debba essere scomoda, capace di saltare fuori dagli schemi, pronta a scegliere da che parte stare”. Parola di galleristi engagé, come Corrado Gugliotta e Sveva D’Antonio. E il senso è quello di piccole utopie che spostano centimetri e alimentano visioni. Non senza spunti ideologici, passioni partigiane e dialettiche codificate. Con una combinazione di base salda: teoria, riflessione, condivisione e – come in questo caso – azione. Niente è vano, anche solo in termini culturali, umani, di comunità.

– Helga Marsala

Evento correlato
Nome eventoArtists against Muos
Vernissage29/12/2016
Duratadal 29/12/2016 al 25/03/2017
Generiarte contemporanea, collettiva
Spazio espositivoLAVERONICA ARTE CONTEMPORANEA
IndirizzoVia Clemente Grimaldi 93 - Modica - Sicilia
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Helga Marsala
Helga Marsala è critica d'arte, giornalista, editorialista culturale e curatrice. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma, dove è stata anche responsabile dell'ufficio comunicazione. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatorice dell’Archivio S.A.C.S (Sportello Artisti Contemporanei Siciliani) presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali. Dal 2018 al 2020 ha lavorato come Consulente per la Cultura del Presidente della Regione Siciliana e dell'Assessore dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana.