Giambattista Tiepolo: 10 opere per celebrare il maestro del rococò veneziano

L’artista, nato a Venezia il 5 marzo 1696, è stato uno dei grandi nomi del Settecento italiano e un nume della pittura rococò in tutta Europa. Una breve selezione di opere ci aiuta a conoscere la sua ascesa e le committenze più prestigiose.

Maestro del rococò, Giambattista Tiepolo è stato un pittore raffinato ed eclettico del Settecento veneziano. Nato a Venezia il 5 marzo 1696 e formatosi nella bottega di Gregorio Lazzarini, Tiepolo raccolse le diverse suggestioni artistiche del secolo, dal barocco più puro al tenebrismo, maturando uno stile luminoso e teatrale, contrassegnato da uno sfarzo a tratti decadente. Committenze religiose si alternavano a incarichi di privati e grandi corti europee, portandolo a viaggiare tra Milano, Udine, la Baviera e la Spagna, dove morì il 27 marzo 1770. Ecco dieci opere per celebrare l’eredità di un maestro della luce.

– Giulia Giaume

 

1. ALESSANDRO E CAMPASPE NELLO STUDIO DI APELLE

Tiepolo, Alessandro e Campaspe nello studio di Apelle

Definito dai suoi contemporanei “quasi insolente”, questo dipinto del 1725-26 propugna la sincretica mescolanza di elementi antichi e contemporanei, caratteristica che si sarebbe dimostrata propria di tutta la produzione dell’artista. Il dipinto, che rappresenta un episodio della Naturalis Historia di Plinio il Vecchio, raffigura il pittore prediletto di Alessandro Magno, Apelle, che ritrae la concubina Campaspe, la preferita del conquistatore. Storia vuole che l’artista si innamorò di lei durante l’esecuzione dell’opera, e che il re magnanimo lo abbia ricompensato per l’opera cedendogli la sua amata: un buon auspicio per lo stesso artista, che nel 1719, a soli ventitré anni, si era sposato in segreto con la diciassettenne Maria Cecilia Guardi e da cui avrebbe avuto ben 10 figli. Il suo volto è qui prestato alla bella Campaspe, e comparirà ancora nelle vesti di Cleopatra e Bithia.

2. GLI AFFRESCHI DI PALAZZO PATRIARCALE A UDINE

Tiepolo, Gallerie del Palazzo Patriarcale di Udine, particolare

Gli affreschi del Palazzo Patriarcale di Udine, eseguiti tra il 1726 e il 1729 su commissione del patriarca di Aquileia, sono un nuovo punto di approdo nella produzione artistica di Tiepolo. L’artista, che già aveva dipinto la cappella del Santissimo Sacramento nel Duomo della città, dipinge qui la volta dello Scalone dOnore con la Caduta degli Angeli Ribelli, la Galleria degli ospiti con storie dal Vecchio Testamento e la volta della Sala Rossa con il Giudizio di Salomone. Si riconoscono qui tutti gli elementi che avrebbero reso Tiepolo celebre in Europa: in particolare nella Caduta spiccano la delicata leggerezza degli angeli e di un giovanissimo arcangelo Michele – cosa che trasforma il momento da drammatico a poetico – e una sapiente costruzione formale propria del rococò, con una contrapposizione compositiva in equilibrio tra il lato degli angeli “buoni” e quello degli angeli “cattivi”. I tenui colori del paesaggio contribuiscono a dare al tutto l’impressione di una visione sognante.

3. GLI AFFRESCHI ALLA SCUOLA DEI CARMINI A VENEZIA

Tiepolo, Scuola dei Carmini, La madonna consegna lo scapolare a S. Simone Stock

La commissione della Scuola Grande Arciconfraternita di Santa Maria del Carmelo in Venezia non cominciò sotto il migliore degli auspici. I carmelitani proposero all’artista di completare la decorazione degli scomparti laterali affiancandosi agli affreschi già realizzati dal Padovanino: allorché un già famoso Tiepolo rispose che avrebbe accettato lincarico solo dopo la rimozione della tela centrale, per poter realizzare un progetto integrale. Nel 1739 gli fu assegnata la commissione alle sue condizioni. Tiepolo realizzò una decorazione pittorica a nove scomparti, che come filo conduttore avessero lesaltazione e la glorificazione dello Scapolare, la parte più significativa e riconoscibile dell’abito monastico. Con uno schema compositivo che richiama i cicli decorativi di Paolo Veronese a Palazzo Ducale, gli affreschi raffigurano l’apparizione di una perfetta Madonna a San Simone Stock, mentre un angelo gli offre lo Scapolare, circondati da virtù e beatitudini. Il tutto è immerso in una luce dorata e vibrante.

4. GLI AFFRESCHI DI PALAZZO CLERICI A MILANO

La Galleria Grande di Palazzo Clerici CC Lombardia Beni Culturali

Milano, dove l’artista lavorò tra gli anni Trenta e Quaranta del Settecento, fu per Tiepolo un vero e proprio trampolino di lancio internazionale. Nel 1740 gli furono commissionati da Anton Giorgio Clerici gli affreschi della Galleria Grande di Palazzo Clerici, ex palazzo visconteo diventata sfarzosa dimora dell’omonima famiglia milanese: un incarico importante, che sarebbe potuto naufragare molto presto se Tiepolo si fosse arreso alle evidenti difficoltà di realizzazione, primo tra tutti il fatto che le dimensioni comunicategli per il progetto erano completamente falsate. Non si diede per vinto, e aiutato dal giovane figlio Giandomenico creò un capolavoro che premette l’acceleratore di una carriera già brillante. Su un cielo che pare immenso, striato da nuvole bianche e rosate, si stagliano il Carro del Sole e Mercurio, gruppi di divinità greche e le allegorie dei quattro continenti allora conosciuti, con i loro animali-simbolo: il cavallo per lEuropa, lelefante per lAfrica, il cammello per lAsia e il coccodrillo per le Americhe. Queste sono affiancate dalle allegorie delle Arti – dove Tiepolo ha incluso il suo autoritratto, ovviamente nella Pittura – e altre divinità dell’acqua. Un capolavoro di illusionismo in cui l’artista anticipa, nei soggetti e nelle scelte formali, limpresa dello scalone e della Sala dell’Imperatore del Vescovado di Würzburg.

5. L’INCONTRO TRA ANTONIO E CLEOPATRA A PALAZZO LABIA

L’Incontro tra Antonio e Cleopatra fa parte di un ciclo di affreschi realizzati dallartista nel Salone da Ballo di Palazzo Labia a Venezia tra il 1745 e il 1748.  L’affresco per il palazzo dei Labia, edificio barocco del sestiere di Cannareggio costruito tra il XVII e il XVIII secolo, andava a celebrare l’adesione dei Labia al patriziato veneziano, grazie al loro contributo nella guerra di Candia. Al centro del grande affresco compaiono il generale romano Antonio e la regina d’Egitto Cleopatra, in sfarzosi abiti di fattura settecentesca. Parzialmente coperti dallarchitettura classica, si intravvedono i membri della corte egizia, che fanno da contraltare ai due protagonisti dell’opera, mentre alle loro spalle si ergono le navi premonitrici della conclusione della storia d’amore appena nata. La corte di Cleopatra e i suoi incontri con Antonio – tema già comparso ne Il Banchetto di Antonio e Cleopatra realizzato pochi anni prima per la neonata Galleria di Dresda – è un raffinato pretesto per parlare della società veneziana: lo sfarzo, il valore sociale ed economico dell’ostentazione, la gran commedia della vita sono tutti elementi propri della Venezia di Tiepolo.

6. I MONUMENTALI AFFRESCHI IMPERIALI A WURZBURG

Tiepolo, la Kaisersaal di Wurzburg

Nel 1750 Tiepolo fu chiamato a Würzburg, in Baviera, insieme al figlio Giandomenico che ormai lo affiancava nel lavoro, per decorare la Kaisersaal e lo scalone donore della reggia progettata da Johann Balthasar Neumann per il principe vescovo Johann Philipp Franz von Schönborn, appena conclusa. Gli affreschi – commissionati dal nuovo principe vescovo del palazzo, Karl Philipp von Greiffenklau – dovevano celebrare lo spirito dell’Impero: il risultato è uno dei massimi vertici del rococò europeo. Nello scalone d’onore compaiono sempre i quattro continenti (spicca Europa che domina sul mondo) che rendono omaggio al principe vescovo, raffigurato in un medaglione, sostenuto dalla Fama personificata e incoronato dalla Gloria. Nella Sala dell’Imperatore spiccano le imprese legate allantico regno degli Hohenstaufen, che permise l’ascesa del principato vescovile di Würzburg, e in particolare allimperatore Federico Barbarossa. La volta, drappeggiata dai “tendaggi” stuccati di Antonio Bossi, è incredibilmente luminosa, arricchita come teatralmente da paesaggi e personaggi mitologici che paiono risplendere nella gloria dell’impero tedesco.

7. GLI AFFRESCHI LETTERARI DI VILLA VALMARANA

Tiepolo, Villa Valmarana ai Nani, Il sacrificio di Ifigenia

A Villa Valmarana ai Nani, a Vicenza, Giambattista Tiepolo realizza insieme a Giandomenico nel 1757 gli affreschi di cinque stanze, su commissione di Giustino Valmarana (che gli commissionò anche gli affreschi per la residenza estiva della ricca famiglia a San Bastiano). Le decorazioni sono tutete a tema letterario: i soggetti sono i protagonisti di cinque capolavori classici e rinascimentali, ossia lIliade, lEneide, lIfigenia in Aulide, lOrlando Furioso e la Gerusalemme Liberata. Tra illusionismo prospettico e visioni tridimensionali create dalla replica di architetture classiche, gli affreschi assumono un tono monumentale senza mai perdere le proprie connotazioni equilibrate e dal carattere naturalistico.

8. L’APOTEOSI DELLA FAMIGLIA PISANI

Tiepolo, Apoteosi della Famiglia Pisani

LApoteosi della famiglia Pisani è l’affresco realizzato negli anni 1761-1762 per la grande famiglia patrizia Venezia. Questo, che decora il salone da ballo di Villa Pisani a Stra, nei pressi di Venezia, è una summa di tutta la sua produzione artistica: lo scorcio prospettico dal basso, la composizione divisa in più parti, il cielo di un azzurro chiarissimo appena colorato da bianche nuvole, non manca nulla. La Madonna benedice qui la famiglia Pisani, che occupa uno dei lati del dipinto, a cui si contrappongono le personificazioni dellAsia e dellAmerica, nuove mete commerciali della famiglia. Questo è l’ultimo grande lavoro del maestro del rococò in Italia.

9. LE CARICATURE VENEZIANE

Tiepolo, Caricatura di un uomo visto da dietro con una spada, con indosso un mantello e un tricorno

Particolarmente apprezzate da Camillo Boito, le copiose caricature di Tiepolo (che sembra riempissero almeno tre albi, ciascuno da un centinaio di disegni) ritraevano la decadente società veneziana, di cui l’artista si dimostra pienamente consapevole pur essendovi immerso e beneficiandone. Generalmente datate al suo ultimo periodo veneziano – tra il suo ritorno da Würzburg nel 1753 e la partenza per la Spagna nel 1762 – le caricature di Tiepolo non rappresentava persone specifiche ma tipi generalizzati che dovevano essere immediatamente riconoscibili ai contemporanei, non diversamente dalle coeve maschere goldoniane. I gesti sono minimi, pochissimi anche i dettagli dei vestiti, tutta l’attenzione è concentrata sui corpi.

10. I CAPOLAVORI PER RE CARLO III DI BORBONE

Tiepolo, L’Apoteosi della Monarchia Spagnola

Accompagnato dai figli Giandomenico e Lorenzo, l’ultimo viaggio di Tiepolo è alla volta di Madrid. Non tornerà più: qui morirà nel 1770. Per incarico del re Carlo III di Borbone, il maestro veneziano decora qui tre sale del Palazzo Reale della capitale tra il 1762 e il 1766: il Salone degli alabardieri – che Tiepolo affresca con la scena classica dellApoteosi di Enea – l’Anticamera della regina – che ospiterà l’acclamata Apoteosi della Monarchia spagnola – e infine la Sala del trono, la più solenne del palazzo. Usata ancora oggi per le cerimonie ufficiali e rimasta immutata dallepoca di Carlo III, con larredo rococò e i quattro leoni in bronzo dorato, venne ornata da Tiepolo con un affresco a tutto soffitto. Ormai sulla settantina, il pittore raffigura qui la Gloria di Spagna, che celebra la monarchia dei Borbone con una sfarzosa enciclopedia barocca di stemmi, bandiere, animali, popoli e figure mitologiche. Il tramonto del rococò è però dietro l’angolo.

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Giulia Giaume
Amante della cultura in ogni sua forma, è divoratrice di libri, spettacoli, mostre e balletti. Laureata in Lettere Moderne, con una tesi sul Furioso, e in Scienze Storiche, indirizzo di Storia Contemporanea, ha frequentato l'VIII edizione del master di giornalismo Walter Tobagi. Collabora con diverse riviste su temi culturali, diritti civili e tutto ciò che è manifestazione della cultura umana, semplicemente perché non può farne a meno.