Al Museo Egizio di Torino ora c’è un centro di ricerca per studiare la scrittura dell’Antico Egitto attraverso tremila anni di storia

Il Museo Egizio di Torino si conferma polo di riferimento per la ricerca sull’Antico Egitto con la nascita di ME-Scripta, centro dedicato allo studio, al restauro e alla digitalizzazione delle fonti scritte che raccontano una delle civiltà scomparse più affascinanti di tutti i tempi

C’è un investimento pari a 3 milioni di euro, stanziati dalla Fondazione CRT, dietro alla nascita di ME-Scripta nell’alveo del Museo Egizio di Torino. Un progetto che conferma la vocazione scientifica altamente specializzata e qualificata del polo torinese nell’ambito degli studi internazionali sull’Antico Egitto.

Al lavoro nel centro di ricerca ME-Scripta del Museo Egizio di Torino
Al lavoro nel centro di ricerca ME-Scripta del Museo Egizio di Torino

Il Museo Egizio di Torino inaugura ME-Scripta

D’ora in avanti, ME-Scripta funzionerà, infatti, come centro di ricerca del Museo Egizio dedicato allo studio, al restauro e alla digitalizzazione delle fonti scritte dell’Antico Egitto e dei suoi supporti, dai papiri agli ostraca, fino alle legature copte. Un’operazione fondamentale per sistematizzare l’impegno del museo, che in questo modo si dota di una propria struttura scientifica e operativa, con un organico dedicato di due curatori, tre collaboratori, un data manager e un apprendista, sotto la direzione di Susanne Töpfer, già curatrice responsabile della collezione papirologica del Museo Egizio.

La collezioni di papiri del Museo Egizio di Torino

Del resto, il polo diretto da Christian Greco, fondato nel 1824 da re Carlo Felice di Savoia (è dunque il più antico museo al mondo dedicato all’egittologia) e ospitato nello storico Palazzo dell’Accademia delle Scienze, possiede e conserva una delle più significative collezioni di papiri al mondo, composta da circa 1.000 manoscritti, interi o riassemblati, e oltre 30.000 frammenti, che documentano più di 3.000 anni di cultura materiale scritta, in 7 scritture e 8 lingue. Un patrimonio ricchissimo, ancora in parte da studiare, valorizzare e restituire al pubblico e alla comunità scientifica.

Gli ostraca al Museo Egizio di Torino
Gli ostraca al Museo Egizio di Torino

Cosa farà ME-Scripta. Gli obiettivi in ambito internazionale

E la nascita di ME-Scripta rappresenta la coda lunga dei festeggiamenti per il bicentenario del Museo – che nel frattempo si è dotato di un nuovo e più moderno allestimento, con la Galleria dei Re ripensata da studio OMA, al lavoro anche per il completamento dell’ambiziosa Piazza Egizia – iniziati nel 2024.
Il programma di ricerca sarà aperto a partnership accademiche e istituzionali (dall’Università di Torino all’IFAO del Cairo) e improntato su un approccio multidisciplinare: filologia e analisi multispettrali, papirologia e informatica. Con questo approccio, Me-Scripta perseguirà tre macro-progetti complementari, ciascuno dedicato a una diversa categoria di materiale scritto.
Il primo, focalizzato su papiri e filologia, comprende il riassemblaggio e lo studio del cartonnage di Assiut, testi fiscali, economici e letterari del III-II secolo a.C., preziosi per la storia amministrativa dell’Egitto tolemaico – e l’edizione critica di circa 25 manoscritti demotici inediti provenienti da Gebelein, che documentano la vita dei templi, le proprietà fondiarie e gli archivi sacerdotali dell’epoca. In questo contesto si svilupperà ECHiMaP, progetto dedicato allo sviluppo di metodologie innovative per rimuovere supporti e adesivi non conservativi applicati in restauri storici su papiri.
Il secondo progetto approfondirà l’uso degli ostraca, le schegge di pietra calcarea e i cocci di ceramica che costituivano i supporti su cui scrivevano e disegnavano gli antichi egizi. Il terzo, ribattezzato RE-BIND, affronterà il restauro e lo studio di diciassette legature copte delle collezioni del Museo, manufatti che racchiudono strati di cuoio, papiro e cartonnage databili tra il VII e l’VIII secolo.

La piattaforma online per studiare la scrittura dell’Antico Egitto

Entro il 2034 sarà possibile lanciare una piattaforma digitale integrata, che estenderà l’attuale piattaforma digitale online TPOPconimmagini in formato IIIF, trascrizioni digitali e collegamenti alle principali banche dati internazionali. Sarà la prima piattaforma al mondo dedicata in modo sistematico alla scrittura egizia attraverso 3.000 anni di storia. Ma il programma prevede anche la restituzione al pubblico del lavoro, tramite contenuti didattici bilingui (italiano e inglese) destinati a scuole e università, laboratori aperti, workshop, e giornate di studio e attività con docenti e studenti che renderanno il centro un luogo vivo. Non ultimi, i benefici occupazionali: il progetto prevede l’impiego di ricercatori postdoc, restauratori, informatici. Si stima che in 9 anni oltre 150 professionisti accederanno a programmi di formazione, tra summer school internazionali, tirocini, workshop tecnici su imaging multispettrale, TEI-XML e restauro avanzato.

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