Il Ministero della Cultura compra anche la Tomba François per 15 milioni di euro. Destinata al Museo Nazionale Etrusco di Roma

Scoperta nel 1857 nella necropoli di Ponte Rotto a Vulci, la tomba rappresenta una preziosa testimonianza delle pittura etrusca e dell’arte antica mediterranea. Acquistata dagli eredi delle famiglie Torlonia, Sforza Cesarini e Gaetani, sarà celebrata con una grande mostra, che aprirà il 25 giugno 2026

Si potrebbe pensare che a forza di ironizzare sulla munificenza dimostrata negli ultimi mesi dal Ministero della Cultura, Alessandro Giuli si sia davvero calato nella parte del ministro “compratutto”.

Il Ministero della Cultura compre la Tomba François

Di fatto, l’ennesima operazione di compravendita appena conclusa sancisce il lieto fine di una vicenda iniziata oltre un secolo fa, quando nel 1921 lo Stato italiano manifestò per la prima volta il proprio interesse per l’acquisizione della Tomba François. Ora l’intenzione si compie: la Tomba François di Vulci, tra le più importanti testimonianze superstiti della pittura etrusca, entra ufficialmente a far parte del patrimonio dello Stato italiano. L’operazione, del valore complessivo di 15 milioni di euro, rappresenta, stando alla nota ufficiale che divulga l’esito della compravendita, uno dei più importanti investimenti realizzati negli ultimi anni dal Ministero della Cultura nel campo delle acquisizioni patrimoniali.

Il Ministro Alessandro Giuli durante l'accordo di compravendita della Tomba François
Il Ministro Alessandro Giuli durante l’accordo di compravendita della Tomba François

“L’acquisizione della Tomba François rappresenta un risultato di straordinario valore per il patrimonio culturale nazionale e testimonia l’impegno del Ministero della Cultura nel rafforzare le collezioni pubbliche attraverso la restituzione alla collettività di opere fondamentali della nostra storia” sottolinea a riguardo dichiara Giuli “Con questo atto lo Stato acquisisce uno dei più importanti capolavori della pittura etrusca e dell’arte antica mediterranea, consegnandolo definitivamente alla fruizione pubblica e alla ricerca scientifica. La Tomba François è una testimonianza identitaria della civiltà etrusca e del ruolo centrale che essa ha avuto nella formazione culturale dell’Italia antica. Questa acquisizione conferma la volontà del Ministero di investire nella tutela, nella valorizzazione e nell’accessibilità del patrimonio culturale come bene comune e strumento di conoscenza condivisa”.
Così, mentre a Roma inaugura la mostra che espone temporaneamente presso la Biblioteca del Senato il Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini dipinto da Caravaggio – entrato di recente nel patrimonio dello Stato grazie a un altro cospicuo investimento – il Ministero della Cultura può celebrare un nuovo traguardo.

L’ingresso nelle collezioni del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e la mostra per celebrarlo

L’acquisizione è stata resa possibile grazie alla collaborazione degli eredi delle famiglie Torlonia, Sforza Cesarini e Gaetani, fino a oggi proprietari dell’opera, e al lavoro congiunto della Direzione generale Musei, diretta da Massimo Osanna, e del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, diretto da Luana Toniolo. Dal prossimo 25 giugno, la Tomba François sarà esposta in modo permanente proprio al Museo di Villa Giulia, cui l’opera è stata destinata. Nella nuova collocazione, l’allestimento, concepito secondo i più avanzati criteri di accessibilità fisica e cognitiva, consentirà al pubblico di approfondire la conoscenza del monumento attraverso strumenti innovativi, tavoli tattili e contenuti in Lingua dei Segni Italiana. L’ingresso nelle collezioni del museo romano sarà celebrato con una grande mostra dedicata alla Tomba François, realizzata in collaborazione con alcune delle più prestigiose istituzioni museali italiane e internazionali, per ricomporre idealmente il contesto originario del monumento. Il Musée du Louvre, il British Museum, il Royal Museum of Art and History di Bruxelles, il Musée cantonal d’archéologie et d’histoire di Losanna, i Musei Vaticani e l’Istituto Archeologico Germanico di Roma hanno concesso prestiti eccezionali che permetteranno di riunire reperti, documenti, copie storiche e opere provenienti dal corredo della tomba o connesse alla sua vicenda collezionistica.

La storia della Tomba François

Scoperta il 1° maggio 1857 dall’archeologo Alessandro François nei terreni del principe Alessandro Torlonia, nella necropoli di Ponte Rotto a Vulci, la tomba è scavata nel tufo e composta da trentasette pannelli dipinti e da due cippi litici rinvenuti nel corridoio di accesso. Realizzata tra il 340 e il 320 a.C., la sua decorazione pittorica intreccia mito greco, memoria storica etrusca e costruzione dell’identità aristocratica di Vulci. Attraverso iscrizioni dipinte accanto ai personaggi, le scene permettono di riconoscere nomi, volti ed episodi: tra le immagini più celebri spicca il grande pannello con il sacrificio dei prigionieri troiani presso la tomba di Patroclo. Sulla parete opposta è invece rappresentata la liberazione di Celio Vibenna da parte del fratello Aulo e di Macstarna, identificato dalla tradizione con il futuro re di Roma Servio Tullio, in una scena di grande importanza storica e politica. Di notevole qualità anche il più lungo fregio animalistico noto dell’antichità, popolato da grifoni, leoni, pantere, cervi, cinghiali e altre creature reali e fantastiche.

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