Nasce a Roma FOROF, nuovo spazio tra arte contemporanea e archeologia

Ha inaugurato Forof, una nuova realtà culturale capitolina promossa da Giovanna Caruso Fendi negli spazi di Palazzo Roccagiovine, che si affaccia sui Fori Imperiali

Forof Roma, credits Loiotile
Forof Roma, credits Loiotile

Apre Forof, il nuovo spazio sperimentale a cavallo tra arte contemporanea e archeologia nel cuore di Roma, proprio dirimpetto alla Colonna Traiana. Si tratta di una nuova realtà culturale promossa da Giovanna Caruso Fendi. L’ambiente è stato ridisegnato dallo studio IT’S, che ha deciso di intervenire seguendo un approccio discreto, articolato attraverso una sequenza di variazioni minime di materia e luce: i colori delle pareti sono tenui e neutri, le volte cambiano in ogni stanza favorendo l’idea di passaggio dalla luce naturale a quella artificiale, mentre il pavimento è in cocciopesto per omaggiare l’antica tecnica di costruzione romana. L’allestimento illuminotecnico è stato curato dallo studio Artec3 di Barcellona; la luce si adatta plasmandosi e rimodulandosi secondo forma, dimensioni e sfumature di ogni sala. I primi artisti ospiti sono i SOUNDWALK Collective, che hanno coinvolto Charlotte Gainsbourg, Lyra Pramuk, AtomTM, Paul B. Preciado Willem Dafoe per dar vita a un’installazione sonora multicanale: LOVOTIC. È un’esperienza immersiva in dialogo con gli scavi della Basilica Ulpia a cura di Threes Productions,alias Ruggero Pietromarchi e Nicola Giuliani. Tutto si origina dal testo scritto da Paul B. Preciado: il filosofo della fluidità per eccellenza crea uno spaesamento temporale, trasportandoci nel 2300, i futuri abitanti della terra trovano delle placche in acciaio incise.

Forof Roma, credits Loiotile
Forof Roma, credits Loiotile

LA PROGRAMMAZIONE CULTURALE DI FOROF A ROMA

Le incisioni astratte rappresentano lo stadio raggiunto dalla sessualità nella nostra contemporaneità, conclusosi il primo ventennio del Ventunesimo secolo. Le lastre in acciaio vogliono emulare quelle lanciate nel 1977 sulla sonda spaziale Voyager per comunicare a forme aliene l’idea e l’immagine della civiltà umana. Appena entrati nello spazio di Forof, ci si trova catapultati in un luogo ibrido ove è possibile assaporare in particolar modo l’elemento audio-sonoro che si spande in tutto l’ambiente, o ascoltare il vinile elaborato dai Soundwalk. Al piano ipogeo, è diffusa una luce rossa che avvolge ogni cosa, anche l’opera in marmo verde africano che, simulando la forma di un uovo, allude all’organo riproduttivo del futuro, dalle linee sinuose e indefinite. Lo stesso materiale, il marmo africano – insieme al giallo antico e al pavonazzetto – si ritrova nella pregevole pavimentazione di tarsie policrome della Basilica Ulpia, sempre all’interno di Forof. Il risultato dell’opera dei SOUNDWALK Collective è una sovrapposizione di ibridismi canori e timbrico-vocali tra l’umano e il digitale, che ricorda nelle intenzioni Frammenti di un discorso amoroso di Roland Barthes: l’intensità e il grado di intimità che si raggiunge vuole creare un connubio, una summa del sapere umano riguardante il concetto di sessualità e i rapporti affettivi. Se infatti, come afferma Byung-Chul Han“l’esperienza erotica può esistere solo come esperienza dell’Alterità”, quello che i Soundwalk tentano di creare è una fusione tra il mondo prettamente umano e il panorama in evoluzione delle intelligenze artificiali e della cibernetica. Dal 2 febbraio 2022 LOVOTIC e gli spazi di Forof saranno accessibili al pubblico, dal mercoledì alla domenica tramite visite guidate, prenotabili sul sito online. Abbiamo posto alcune domande a Giovanna Caruso Fendi, la promotrice del nuovo spazio culturale.

Giovanna Caruso Fendi credits Loiotile
Giovanna Caruso Fendi credits Loiotile

Qual è stato il motivo che ti ha spinto ad inaugurare con l’opera LOVOTIC?
Sono supportata da un board curatoriale di alto prestigio: appena mi hanno proposto i Soundwalk come artisti per interpretare l’identità del progetto, mi sono commossa perché incarnano davvero l’obiettivo di Forof. I Soundwalk sono un duo franco-americano che lavora come un vero collettivo, avvalendosi del supporto corale di altri artisti in maniera multidisciplinare – dal filosofo, al cantante o musicista, dall’attore al ballerino – abbracciando tutte le forme di arte. Questa installazione ambientale sembra come essere qui da sempre, ha rivestito il luogo, partendo dalle sue radici, dal sito archeologico prezioso al piano ipogeo – la Basilica Ulpia – creando una dimensione senza coordinate spazio-temporali. Sembra di essere proiettati nel futuro ma anche nel passato. Si interpreta così il dialogo permanente e continuo tra archeologia e arte contemporanea.

Quali saranno le prossime tappe del progetto?
Il 22 febbraio ci sarà il primo evento-episodio che attiverà tutta la mostra, il protagonista sarà Paul B. Preciado. I Soundwalk diventano curatori al piano strada del programma di Forof, chiamando tutti gli artisti che hanno collaborato a Lovotic per strutturare talk, performance e happening. Dopo Preciado sarà il turno di Charlotte Gainsbourg, Willem Dafoe poi AtomTM, Lyra Pramuk fino a luglio.

Forof Roma, credits Loiotile
Forof Roma, credits Loiotile

Cosa succederà dopo questo ricco programma inaugurale?
A settembre verrà invitato un nuovo artista che si confronterà col sito archeologico, creando un intervento site-specific al piano ipogeo. Mentre la programmazione al piano strada è intesa come coinvolgimento attivo: il pubblico è allo stesso tempo spettatore e protagonista. Ogni cinque mesi verrà proposta una nuova esposizione, ogni mese verrà ospitata una performance al piano strada con un percorso enogastronomico in dialogo con la poetica dell’artista e in collaborazione con Roscioli.

-Giorgia Basili

Foro Traiano 1 · Roma
www.forof.it
[email protected]

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Evento correlato
Nome eventoSoundwalk Collective - Lovotic
Vernissage27/01/2022 su invito
Duratadal 02/02/2022 al 15/07/2022
Autore Soundwalk Collective
Generiarte contemporanea, inaugurazione
Spazio espositivoFOROF
IndirizzoForo Traiano 1 - Roma - Lazio
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Giorgia Basili
Giorgia Basili (Roma, 1992) è laureata in Scienze dei Beni Culturali con una tesi sulla Satira della Pittura di Salvator Rosa, che si snoda su un triplice interesse: letterario, artistico e iconologico. Si è spe-cializzata in Storia dell'Arte alla Sapienza con una tesi di Critica d'arte sul cinema di Pier Paolo Pasolini, letto attraverso la lente warburghiana della Pathosformel. Collabora con diverse riviste di settore prediligendo tematiche quali l’arte urbana e il teatro, la cultu-ra e l’arte contemporanea nelle sue molteplici sfaccettature e derive mediali. Affascinata dall’innesto del visivo con la letteratura, di tea-tro e mitologia, si dedica alla scrittura di poesie per esprimere la propria sensibilità e il proprio pensiero estetico-critico su ciò che la circonda.