A Milano il museo Bagatti Valsecchi si trasforma in una dimora futurista (con bar a tema)
Con la grande mostra dedicata a Fortunato Depero, l’antica Casa Museo in stile rinascimentale fino al 2 agosto cambia veste animandosi all’insegna dell’arte di inizio Novecento, tra circo, pubblicità Campari e tecnologie avveniristiche. Non mancano gli aperitivi a tema
Era il 1957, quando Fortunato Depero (Fondo, 1892 – Rovereto, 1960) inaugurò la sua Casa d’Arte Futurista: un vero e proprio museo dal progetto profetico e dissacrante, in cui l’arte si univa al design. Tutto rigorosamente progettato da lui. Dai mosaici al mobilio, un’utopia che si proponeva di conservare e raccontare il Futurismo di cui l’artista originario di Fondo era stato tra i maggiori protagonisti.
Poco più di un secolo prima, a Milano, un progetto analogo, seppur più orientato all’essere “dimora” che museo – museo lo sarebbe diventato dopo – prendeva corpo dalla passione collezionistica della Famiglia Bagatti Valsecchi. È così che prende vita questo nuovo progetto espositivo, che rilegge il tradizionale percorso nella Casa Museo Milanese all’insegna dell’arte futurista di Depero. Un parallelo narrativo e semantico, in cui ciascun ambiente domestico trova nuova vita accendendosi con il colore e con le forme moderne di tele, sculture e installazioni in movimento. Il tutto accompagnato da una colonna sonora d’eccezione.

Il progetto di Fortunato Depero al Bagatti Valsecchi di Milano
Nata in collaborazione con il Mart di Rovereto, la mostra accosta le figure di Fortunato Depero e i baroni Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi, intrecciando i rispettivi sogni di immergersi nel passato rinascimentale e di proiettarsi verso il futuro della modernità. La Casa Museo si riempie di colore e geometria, rievocando l’idea della Casa d’arte futurista di Rovereto. Ogni stanza diventa una scenografia teatrale, carica di ideali che richiamano l’identità nazionale all’indomani dell’Unità – quando si cercavano le origini del popolo italiano nel Rinascimento – e gli ideali di inizio Novecento. A completare l’esperienza, oltre ai sottili effetti sonori di Gaetano Cappa, va citato il calendario di aperitivi futuristi con appuntamenti fino a luglio nella Guardaroba della Casa, trasformata per l’occasione nel ViBi Bar di Bolzano, un celebre locale ridisegnato proprio da Depero.
La Casa d’Arte Futurista di Depero al Bagatti Valsecchi di Milano
Appena salite le scale al primo piano, una voce simpatica accoglie il visitatore. È la prima installazione sonora che anima il percorso, vivificando, qui, il maggiordomo immortalato sulla tela della parete. Subito si coglie che non sarà una mostra passiva: piuttosto, una costruzione multimediale coinvolgente e ben studiata. La grande Sala dell’Affresco è per l’occasione tramutata in un tendone da circo, in cui è raccolta una serie di iconografie in tema, che vanno da giocolieri, ad acrobati, ad animali addestrati. Evidenza della passione di Depero per le arti circensi: simbolo per eccellenza di creatività, gioia e libertà del pensiero.
Ancora qualche passo, e nella stanza successiva si assapora un po’ della sua collaborazione con Campari, di cui fu storico grafico e designer, come ci ricorda l’installazione in loco.
La Biblioteca è un altro ambiente da non lasciarsi sfuggire nell’itinerario domestico, dove brilla sull’antico tavolo l’installazione girevole Dinamopoly. Una mini-New York ispirata al modellismo e al Monopoly (con tanto di iconiche caselle che spuntano qua e là) disegnata da Gaetano Cappa come omaggio e ricordo dei soggiorni di Depero nella città americana degli Anni Trenta e Quaranta.
I fiori di Fortunato Depero a Casa Bagatti Valsecchi e le altre opere
“Ho ancora da conoscere colui che si occupò nel senso artistico della struttura del fiore”. Così pensava Depero, mentre dava vita alle sue inedite rappresentazioni floreali, in cui – per mezzo di una libera costruzione plastica ritmico-geometrica – aggiungeva nuove “varietà” all’universo naturale. Anche i fiori divengono dunque oggetto di innovazione e ricerca, protagonisti di tavole colorate che rappresentano una sfaccettatura del suo stile a lungo approfondita. Le stanze della Casa Museo, in cui i boccioli arabescati sono già protagonisti delle tappezzerie, dialogano attivamente con questi dipinti, creando un parallelo intertemporale.
Nelle ultime stanze che si attraversano, l’esplorazione della produzione di Depero si estende verso le sue collaborazioni con l’ENIT – Ente Nazionale per le Industrie Turistiche – riportando in vita le sue immagini pensate per promuovere il turismo nazionale nel mondo. A concludere, nella Sala della Stufa Valtellinese, anche alcune sculture di tubi dall’aspetto avveniristico, vicine a Sottsass e Mendini.
Ultimissimo ambiente, in realtà, la ricostruzione del Vi i Bar di Bolzano, con brillanti tarsie in tessuto che raccontano allegorie legate ai piaceri della tavola e del vino.
Emma Sedini
Milano // Fino al 2 agosto 2026
Depero Space to Space. La creazione della memoria
Bagatti Valsecchi Museum
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