Gli Uffizi vietano le foto sui social. O meglio, per condividerle bisognerà pagare

Condividere le foto di opere d’arte sui propri social e blog non sarà più gratuito. Gli influencer dovranno pagare un canone. E il dibattito si accende

Chiara Ferragni davanti all'Adorazione dei Magi con autoritratto di Botticelli, Gallerie degli Uffizi, Firenze
Chiara Ferragni davanti all'Adorazione dei Magi con autoritratto di Botticelli, Gallerie degli Uffizi, Firenze

Tutti ricorderanno la querelle scatenatasi lo scorso luglio 2020 alla visita di Chiara Ferragni al Museo degli Uffizi a Firenze. L’imprenditrice e influencer si trovava nel famoso museo per uno shooting di Vogue Hong Kong, ma non aveva mancato di posare in compagnia del direttore Eike Schmidt in un paio di scatti (poi postati sui suoi iper seguiti profili) che la ritraevano davanti alla Venere di Sandro Botticelli. Molti avevano gridato allo scandalo e alla mercificazione dell’arte, altri avevano salutato la questione come una ventata di freschezza. Il risultato? Poche settimane dopo una torma di giovani finalmente affollava il Museo grazie alla curiosità generata della Ferragni. A quasi un anno dalla polemica, e mentre il marito dell’ideatrice del blog The Blonde Salad è protagonista di un altro dibattito (ne abbiamo parlato qui), gli Uffizi sembrano fare un passo indietro o meglio un passo di lato.

IL MUSEO VIETA LE FOTO

Nonostante la familiarità del museo con i social network (è stato ad esempio il primo in Italia a sbarcare su TikTok), oggi dagli Uffizi arriva una notizia che genererà dibattito. Sarebbe infatti stato sancito il divieto di scattare immagini e postarle sui propri social. Questo ovviamente non vale per l’anonimo visitatore ma esclusivamnete per gli influencer, per chi insomma utilizza i social per lavoro. Tutte le immagini realizzate al Museo dovranno valere esclusivamente per l’uso privato. A segnalare la notizia, come riporta il Corriere Fiorentino, sono state le guide e anche la blogger fiorentina Sara Innocenti. Sul suo account Instagram (@sarasflorence), infatti, la Innocenti scrive: “Gli Uffizi VIETANO la DIVULGAZIONE DI ARTE SUI SOCIAL!!!! Sono anni che faccio divulgazione sui social, il mio obiettivo è sempre stato quello di far riscoprire i musei, i luoghi e le opere d’arte.  Schmidt direttore degli Uffizi ce lo vuole impedire. Vietando la realizzazione di contenuti dentro e fuori dal Museo! Aiutami a diffondere questa protesta! Perché l’arte è per tutti!!!”

UFFIZI: LE REGOLE DA SEGUIRE

Secondo Schmidt invece le cose andrebbero diversamente. Il sito del Museo, nella sezione “Qualche regola da seguire” precisa: “In termini di riprese fotografiche, precisiamo che secondo il Decr. Legge 83/2014 (art. 12 comma 3) è permesso scattare fotografie alle opere (ad esclusione di quelle esposte nelle mostre temporanee) ai fini di uso personale e di studio, purché senza l’ausilio di cavalletti o luci aggiuntive. Per ulteriori diversi utilizzi (pubblicazioni o usi derivati anche per scopo commerciale) va richiesta apposita autorizzazione e corrisposto, ove previsto, il pagamento di un canone”. Le stesse regole sarebbero state confermare dal direttore in un incontro con le guide turistiche. L’Innocenti, sulle colonne del Corriere Fiorentino protesta: “si tratta di promozione culturale e non di finalità commerciale”. E sottolinea il controsenso: “Ma come, prima mi inviti la Ferragni e poi proibisci i selfie?“. Tuttavia, il sito degli Uffizi, nel suo decalogo, riporta un’ulteriore regola: “Si ricorda inoltre che è permesso disegnare e prendere appunti con la matita, o con dispositivi digitali, mentre non è consentito l’uso di colori, cavalletti, leggii e altri supporti o attrezzature ingombranti”. Sarà forse ora che blogger e influencer si dotino di taccuino e matita?

LA REPLICA DEGLI UFFIZI

In merito alla vicenda della presunta “nuova tassa per i blogger” che – senza fondamento – è stato affermato sia stata istituita dalle Gallerie degli Uffizi, il museo chiarisce che si tratta di una notizia completamente infondata, e che non esiste alcun balzello“, replica il portavoce delle Gallerie degli Uffizi in una mail indirizzata a Artribune. “Esiste, invece, una legge dello Stato, risalente al 1993, quindi aggiornata nel codice dei beni culturali del 2004 ed aggiornata infine nel 2014, che stabilisce come l’uso delle immagini delle opere custodite nei musei possa essere libero se effettuato a titolo privato, scientifico, di cronaca, mentre debba invece essere sottoposto ad un canone qualora invece sia effettuato a scopo commerciale. E’, ovviamente, questo il caso qualora si parli di immagini adoperate da guide in corsi offerti online nell’esercizio della loro professione; lo è altresì nel caso di soggetti che promuovano, sui social, la vendita di oggetti che raffigurano, utilizzandole dunque, tali immagini; non lo è affatto per chi, tenendo una pagina social, un blog, o effettuando altre analoghe attività sul web, ne faccia un uso personale, o saltuario, o scientifico, o di cronaca e comunque non di lucro. Anche una recente circolare del Ministero della Cultura chiarisce oltre ogni ombra di dubbio che la proprietà intellettuale delle opere custodite nei musei debba essere tutelata, e l’utilizzo di immagini per tour virtuali da parte di guide abilitate alla professione sottoposto a canone. Le Gallerie degli Uffizi si limitano dunque a rispettare, come devono, le leggi dello Stato e le disposizioni ministeriali“.
*Articolo aggiornato il 7/05/2021
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