Nuova squadra per la Triennale di Milano: nominati il nuovo direttore generale e i curatori

Stefano Boeri, presidente della Triennale di Milano, ha annunciato insieme al sindaco di Milano Giuseppe Sala la nuova squadra di lavoro dell’istituzione. Ecco tutte le novità…

Conferenza Stampa Triennale di Milano
Conferenza Stampa Triennale di Milano

Si è appena conclusa la conferenza stampa del Presidente della Triennale di Milano, Stefano Boeri che, insieme al sindaco di Milano Giuseppe Sala, ha annunciato la nuova squadra di lavoro dell’istituzione completamente riformata. Entra a pieno regime, dunque, la Triennale a trazione Boeri, che come anticipato nel corso della nostra intervista a ridosso della nomina a presidente, punta ancora in primis sull’architettura, ma vista in un’ottica più ampia che ingloba tutti i linguaggi della creatività.

UNA TRIENNALE PIÙ INTERNAZIONALE

È il sindaco Sala ad aprire la conferenza dichiarando l’accordo assoluto con il presidente a dare un taglio profondamente internazionale al nuovo corso della Triennale. “Milano è viva come mai io ricordi”, sottolinea il sindaco Sala, “ma la competizione tra le città per imporsi sulla scena internazionale è sempre più forte. Io e il presidente Boeri concordiamo sul fatto che Milano debba competere con realtà come il Giappone, l’Africa, gli Stati Uniti, non certo Roma. Nessuna polemica, ma Milano e la Triennale, che è una sorta di antenna collegata a quello che avviene in tutto il mondo, hanno orizzonti diversi”.

UN MANAGER COME DIRETTORE GENERALE

È Carlo Morfini il nuovo Direttore Generale della Triennale di Milano e la sua carica avrà una durata di 4 anni. “So che il mio profilo è apparentemente molto lontano dal mondo dell’arte”, dice Morfini, “ho un’esperienza aziendale diversa da questo, ho lavorato in diverse aziende di moda ma esistono dei punti in comuni tra azienda e Triennale come la capacità di bilanciare la creatività, il talento e la sistematicità, che è la capacità di mettere  a sistema questi valori come elemento di successo che deve perseguito in tutti i generi di aziende. Ma voglio riservarmi un po’ di tempo per studiare la realtà prima di stilare un programma”. Un profilo da manager di ottimo livello con esperienze in tutti in modelli aziendali anche molto diversi tra loro: dalla multinazionale alla start-up, Morfini è stato amministratore delegato di Arcadia Spa, Dondup, Alice Allison Sa e Borbonese. Dal 2017 opera come advisor e consulente di management sia per imprenditori che per fondi di Private Equity.

I NUOVI CURATORI

È Lorenza Baroncelli, architetto, ricercatrice e curatrice romana, classe 1981, il nuovo curatore per il settore Architettura, rigenerazione urbana, città. La nomina della Baroncelli era già nell’aria da un paio di giorni. Da quando cioè si è dimessa dalla carica di Assessore alla rigenerazione urbana del Comune di Mantova, incarico che ricopriva dal 2016 (nello stesso anno era stata indicata come Assessore all’urbanistica da Roberto Giachetti in caso di vittoria di quest’ultimo alla corsa per il sindaco di Roma). Nulla è trapelato dalle sue dimissioni se non che la Baroncelli ha lasciato il suo ruolo in giunta poiché ha accettato un nuovo incarico professionale, a Milano, inerente alla sua attività di architetto e curatrice. Una scelta di garanzia quella della Baroncelli che ha collaborato come “associate special projects” alla Serpentine Galleries di Londra, in qualità di coordinatrice del programma di architettura. È inoltre consulente per strategie urbane e culturali per Edi Rama (del quale ha curato la prima mostra in Italia, da Artiaco a Napoli), primo ministro albanese, ed Erion Veliaj, sindaco di Tirana, per cui sta lavorando, proprio con Stefano Boeri, alla stesura del nuovo piano regolatore di Tirana. Collaborazione di lunga data quella con Boeri con cui aveva già lavorato su diversi progetti di ricerca e urbanistici e in particolare allo sviluppo del Concept Plan per Expo Milano 2015. Anche come curatrice la Baroncelli ha dalla sua un’ottima carriera internazionale culminata nella co-curatela, con Hans-Ulrich Obrist, del padiglione svizzero alla Biennale di Architettura di Venezia 2014 diretta da Rem Koolhaas. Baroncelli sarà, viste le deleghe che le sono state assegnate, anche la direttrice artistica di fatto della Triennale.
Ha poco più di 40 anni, Joseph Grima, nuovo curatore per il settore Design, moda, artigianato della Triennale di Milano, ma è già considerato un nome di punta del design internazionale. Nato ad Avignone, da genitori inglesi con origini maltesi, nonna italiana, ha vissuto a lungo ad Assisi, prima di trasferirsi a Londra e laurearsi in architettura. Vero globetrotter con base a New York, ha sempre mantenuto vivo il legame con il nostro paese. È stato il più giovane direttore di Domus, la rivista italiana più importante d’architettura e nel 2015 è stato scelto quale direttore artistico di Matera Capitale Europea della Cultura 2019. È, inoltre, stato nominato creative director della Design Academy di Eindhoven, una delle più prestigiose scuole di design del pianeta. Tra i suoi lavori più noti c’è l’installazione progettata a Mantova, sul Lago Inferiore, per la Capitale Italiana della Cultura 2016, proprio durante l’assessorato della Baroncelli. Un “paesaggio fluttuante”, collocato di fronte al Castello di San Giorgio, capace di relazionarsi con il patrimonio storico della città.
Non ci sarà un vero curatore per l’arte contemporanea come in passato (“con istituzioni del calibro di Hangar Bicocca e Fondazione Prada che senso ha fare mostre di arte contemporanea pure alla Triennale?” deve aver pensato Boeri che ha perfettamente in testa la geopolitica culturale degli spazi a Milano essendo stato anche assessore qualche anno fa all’inizio della giunta Pisapia), ma ci sarà una figura che si occuperà più specificatamente di tecnologia, fotografia e video. La scelta è caduta sulla tunisina Myriam Ben Salah, tunisina classe 1985 che vive a Parigi e, oltre ad una collaborazione col magazine Kaleidoscope, ha in passato lavorato al Palais de Tokyo e curato la decima edizione dell’Abraaj Group Art Prize. Un curriculum non del tutto allineato al ruolo. “È una donna giovane, ma già con un profilo internazionale molto alto”, spiega però Boeri “è stata responsabile del coordinamento dei progetti speciali del Palais de Tokyo a Parigi ed ha curato mostre in istituzioni internazionali, tra cui segnalo Shit and Die di Maurizio Cattelan a Torino nel 2015, a mio avviso una delle più interessanti mostre di arte contemporanea degli ultimi anni”.

I CONFERMATI

È stata invece riconfermata (del resto disarcionare, come è stato fatto col precedente direttore generale Cancellato, chi come lei può vantare un contratto di assunzione a tempo indeterminato non è agevole) Silvana Annicchiarico, membro del comitato scientifico della Triennale dal 2002 e direttrice del Triennale Design Museum dal 2007. Una direzione di lungo corso a cui si ascrive il merito di aver ideato e realizzato il primo modello di “museo mutante”italiano, che come raccontato nell’intervista per il decennale ad Artribune è un progetto museale volto non solo alla conservazione del passato, ma pensato per cambiare ogni anno narrazione provando a sperimentare sempre allestimenti diversi ed innovativi.
Anche per il settore Teatro, danza performance e musica è stato riconfermato Umberto Angelini già in carica dal 2017 che ha un’esperienza consolidata da Direttore Artistico della Fondazione del Teatro Grande di Brescia alla direzione di Uovo Performing Arts Festival dal 2003 al 2010 e ha portato in Italia, anche per la prima volta, i lavori di Antony&TheJohnsons, Matthew Barney, Jerome Bel, Romeo Castellucci, William Forsythe, Grand Magasin, Gob Squad, Xavier Le Roy, Lone Twin Theatre, Meg Stuart, Tino Sehgal e promosso e sostenuto giovani artisti italiani come Silvia Costa, Dewey Dell, Francesca Grilli, pathosformel. Non è stato invece riconfermato, proprio per il discorso sull’arte contemporanea che si diceva sopra, Edoardo Bonaspetti, curatore per le arti visive in Triennale e fondatore di Mousse, che lascia dopo quattro anni di mandato. 

– Mariacristina Ferraioli

Dati correlati
CuratoriStefano Boeri, Joseph Grima, Lorenza Baroncelli, Myriam Ben Salah, Paola Antonelli
Spazio espositivoTRIENNALE - PALAZZO DELL'ARTE
IndirizzoViale Emilio Alemagna 6 - Milano - Lombardia
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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia e Icon Design. Sta conseguendo un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano ed è docente a contratto presso diverse istituzioni tra cui l’Accademia di Belle Arti di Brera.

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