Il Louvre guarda sempre più ad Oriente: dopo Abu Dhabi è la volta di Teheran

Il museo simbolo della Francia è sempre più attivo sul fronte internazionale. Dopo l’apertura del Louvre Abu Dhabi, è la volta dell’Iran che per la prima volta accoglie sul suo territorio una mostra interamente organizzata da un’istituzione occidentale.

Mithra immolant le taureau © 2010 Musée du Louvre Thierry Ollivier
Mithra immolant le taureau © 2010 Musée du Louvre Thierry Ollivier

No, non stiamo per raccontarvi dell’apertura di una nuova sede del museo parigino dopo l’inaugurazione del Louvre Abu Dhabi, ma di una mostra che rappresenta comunque di per sé un evento storico. Per la prima volta l’Iran ospita sul suo territorio un’esposizione interamente organizzata da un museo occidentale. È la mostra Le musée du Louvre à Téhéran, che inaugurerà il prossimo 6 marzo al Museo Nazionale dell’ Iran in concomitanza con i festeggiamenti per l’ottantesimo anniversario dalla nascita dell’istituzione museale più importante del paese. Un evento che al di là della portata culturale, segna un atto diplomatico significativo di distensione dei rapporti tra la Francia e l’Iran e svela, ancora una volta, la linea internazionale intrapresa dal museo simbolo della grandeur francese e, in senso lato, dal governo del presidente Macron.

LA MOSTRA A TEHERAN

La mostra nasce in seno all’accordo firmato tra il Louvre e l’ICHHTO, l’organizzazione iraniana responsabile dei musei e del patrimonio, durante la visita del Presidente Rohani in Francia nel gennaio 2016. Una mostra piccola ma significativa che presenta 50 opere provenienti dal museo del Louvre e dal Museo Delacroix, selezionate con cura in particolar modo dai dipartimenti di arte greca, romana e persiana nell’intento di mostrare al pubblico l’universalità del genio umano. Non senza una velata dose di astuzia, la mostra Le musée du Louvre à Téhéran vuole soffermarsi sui punti di contatto tra la cultura occidentale e quella persiana a dimostrazione di una comune matrice formale e culturale. Il percorso espositivo ripercorre in piccolo la storia della costituzione delle collezioni del museo del Louvre, dalla sua creazione nel 1793 alle acquisizioni contemporanee, evidenziando la ricchezza di opere di civiltà ed epoche differenti.

LA MOSTRA A PARIGI

In contemporanea con la mostra di Teheran, il Louvre ospita a Lens la mostra The Empire of Roses. Capolavori dell’arte persiana del XIX secolo. Una storia ricchissima quella iraniana ma ancora troppo poco conosciuta in Occidente. La mostra di Lens è la prima in Occidente dedicata alla dinastia dei Qajars che hanno regnato in Iran dal 1786 al 1925. Questo periodo è stato uno dei più affascinanti e prolifici nella storia del paese, diviso all’epoca tra la voglia di preservare la sua identità e la spinta verso la modernità. La creazione artistica di questo periodo è particolarmente ricca e abbondante, stimolata da un mecenatismo di corte estremamente virtuoso. Il percorso espositivo si snoda attraverso 400 opere, di cui una buona parte è presentata in esclusiva mondiale, che provengono da collezioni private e istituzioni internazionali oltre da una serie di prestiti di rilievo da parte dei principali musei iraniani. La mostra raccoglie dipinti, disegni, gioielli, tappeti, costumi, fotografie in una scenografia coinvolgente e colorata.

LA DISTENSIONE POLITICA DOPO ANNI COMPLESSI

La doppia mostra di Teheran e Lens indica un clima più disteso dopo anni complessi dal punto di vista dei rapporti culturali. L’Iran è stato a partire dal 19esimo secolo luogo privilegiato di scavi archeologici per la Francia in particolare intorno al sito di Susa, risalente al 4200 a.C. Dalla metà dell’Ottocento un decreto stabilì che gli archeologi francesi potessero condurre in patria tutto quello che tornava alla luce nei siti iraniani. Una parte consistente di questi reperti è conservata dalla fine dell’Ottocento nelle sale del Louvre dedicate all’arte iraniana. Tra questi il famosissimo Codice di Hammurabi, una fra le più antiche raccolte di leggi scritte che ci sia pervenuta, conservato proprio nel museo francese. Come forma di provocazione nei confronti della Francia, accusata per decenni di aver derubato all’Iran migliaia di opere d’arte, il museo espone da anni una copia del codice. Proprio lo stesso museo che ospiterà la collezione del Louvre che comprende anche opere d’arte iraniane che torneranno così per la prima volta in patria anche se per un tempo limitato.

Mariacristina Ferraioli

Le musée du Louvre à Téhéran / 6 marzo – 8 luglio 2018-02-20

National Museum of Iran

http://nmi.ichto.ir

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia e Icon Design. Sta conseguendo un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano ed è docente a contratto presso diverse istituzioni tra cui l’Accademia di Belle Arti di Brera.