Il Palazzo delle Esposizioni di Roma diventa un dancefloor per tre giorni. Intervista sul nuovo festival MAGEÍA 

Uno degli ideatori, Francesco Dobrovich, ci racconta il nuovo festival che tra musica, arte e architettura, dal 17 al 19 settembre, trasforma l’importante museo in un luogo di incontro, stupore e divertimento, dimostrando come la cultura parli diversi linguaggi

Musica, arte e architettura sono i tre elementi fondamentali di MAGEÍA | Art, Music, Take Over, il festival che dal 17 al 19 settembre esordisce a Palazzo delle Esposizioni di Roma trasformandolo, per la prima volta, in un luogo di incontro, arte, musica e performance. Come suggerisce la radice greca del nome, magheía, lo scopo degli ideatori, team di Lux Entertainment, è generare meraviglia e, visto che le premesse effettivamente ci sono tutte, per saperne di più ne abbiamo parlato con uno di loro, Francesco Dobrovich, Head of Art and Curation della società.

Intervista a Francesco Dobrovich, uno degli ideatori del MAGEÍA festival a Roma

Partiamo dall’antefatto, come nasce MAGEÍA e chi c’è dietro?
MAGEÍA nasce da un’idea di Lux Entertainment, società esperta nella creazione di Intellectual Property Format, ovvero di eventi di intrattenimento legati alla cultura, di carattere nazionale e internazionale, estremamente innovativi, volti a intercettare le nuove tendenze ed esigenze di pubblico e società. Tra gli eventi più conosciuti che abbiamo realizzato posso nominare il Balloon Museum e il Color Hotel a Roma. Nello specifico, dietro la direzione artistica di MAGEÍA c’è un affiatato team di persone, guidato da me; Fabio Fantauzzi, Head Communication e Roberto Fantauzzi, il CEO.

Qual è l’idea curatoriale alla base di MAGEÍA che, nascendo dall’incontro tra arti visive, musica, tecnologia e performance, intreccia linguaggi così diversi?
Siamo partiti da una formula consolidata, quella di andare a creare un evento basato non strettamente sul contenuto, ma sull’idea di ritrovarsi assieme, di socializzare in modo nuovo attraverso l’arte e la cultura, andando a rioccupare gli spazi che solitamente sono adibiti a mostre con un appuntamento che ha un forte sapore artistico ma è del tutto inusuale.

Puoi dirci di più?
Fondamentalmente MAGEÍA si compone di tre ingredienti attorno ai quali ruota tutto. La musica, l’arte e l’architettura, con la particolarità che non si limitano a “convivere” ma si fondono generando un’unica impattante esperienza immersiva.

MAGEÍA al Palazzo delle Esposizioni. Quando l’architettura diventa parte dell’esperienza

Quanto è rilevante nel concept di MAGEÍA Palazzo delle Esposizioni che, mi sembra, non sia solo un contenitore ma un interlocutore del progetto?
Il luogo per MAGEÍA è fondamentale perché è uno degli elementi costitutivi della sua alchimia. Dopo la musica e l’arte c’è l’architettura perché l’intervento artistico, firmato in questa prima edizione dai Quiet Ensemble, è rigorosamente site-specific quindi concepito in dialogo con l’edificio.

Festival MAGEÍA, al Palazzo delle Esposizioni, Roma. Foto dell'allestimento dei Quiet Ensemble, Francesco Dobrovich
Festival MAGEÍA, al Palazzo delle Esposizioni, Roma. Foto dell’allestimento dei Quiet Ensemble

I Quiet Ensemble e l’Art Takeover

Puoi dirci qualcosa di più su questi artisti?
Certo, i Quiet Ensemble sono un duo artistico che seguo da tempo. Dal 2009 portano avanti una ricerca visiva e sonora che, partendo da elementi apparentemente insignificanti o nascosti della quotidianità, crea monumentali scenografie di luce e suoni.

E cos’hanno elaborato per gli ampi e maestosi spazi del Palazzo delle Esposizioni?
Un vero e proprio Art Takeover, un progetto totale che, concepito appositamente in base alle caratteristiche dello spazio, lo ridefinisce. Si tratta di un percorso composto da più interventi che, attingendo al loro repertorio, si potrebbe definire una sorta di prima retrospettiva. Tuttavia, pur evocando le installazioni più iconiche, contengono tutte una scintilla di originalità data dall’essere rimodulate per la situazione.

Festival MAGEÍA, al Palazzo delle Esposizioni, Roma. Foto dell'allestimento dei Quiet Ensemble, Francesco Dobrovich
Festival MAGEÍA, al Palazzo delle Esposizioni, Roma. Foto dell’allestimento dei Quiet Ensemble

Un excursus sonoro tra scenari diversi, ecco la line-up del festival che esordisce a Roma

Adesso passiamo alla musica, altro elemento fondante di MAGEÍA, ci vuoi parlare della line-up che, forse provocatoriamente, avete pubblicato solo recentemente?
Effettivamente abbiamo voluto un po’ sondare il pubblico, lanciando la prevendita dei biglietti prima della line-up e la risposta è stata ottima. Le persone hanno iniziato ad acquistarli sulla base della fiducia, senza sapere esattamente chi avrebbe suonato. Questo secondo me è un segno molto positivo che testimonia come, nonostante la cupezza del momento storico (forse per quello), ci sia una grande voglia di novità culturali, musicali, artistiche e relazionali; un segnale di vivacità culturale e di apertura mentale.

Poi però la line- up l’avete rivelata, ce la racconti?
È ideata come un viaggio, un excursus sonoro lungo tre scene musicali diverse.
La prima serata, il 17 settembre, con Non-Limits Party è dedicata alle energie più vibranti della Capitale, con Gemitaiz, Sine, Gengis, Frenetik e Whtrtrsh e le loro crew che faranno un lunghissimo set di sette ore. Si tratta di alcune delle realtà più rappresentative del panorama musicale romano.
La serata del 18, venerdì, è legata a una celebrazione del clubbing, del dancefloor come spazio di ricerca culturale ed è connotata da una fusione tra la scena italiana e internazionale con il live di Elasi, il DJ set della coreana Shubostar, per la prima volta in Italia, e la presenza di un pilastro del clubbing nazionale: Alex Neri, uno dei fondatori dei Planet Funk, oltre ad altre importanti special guest che andranno a comporre un mosaico trasversale dell’elettronica contemporanea.
Per sabato 19, abbiamo previsto di chiudere con un tributo alla French Touch che, nata negli Anni ’90, ha ridefinito la musica elettronica unendo house, disco, funk e techno con un tocco di eleganza tipicamente francese. Sulla scia della techno berlinese, per il suo valore culturale, nel dicembre 2025 è stata inserita nell’inventario del patrimonio culturale immateriale francese, un primo passo verso una possibile candidatura al patrimonio immateriale dell’UNESCO. Noi la celebriamo con due protagonisti Breakbot & Irfane, che fanno parte della Ed Banger Records, storica etichetta fondata da Pedro Winter, già manager dei Daft Punk.

Insomma un festival che crea veramente MAGEÍA, amplificata dal fatto che durante il giorno l’ingresso è gratuito, giusto?
Esatto, perché vogliamo proprio avvicinare le persone, anche quelle che solitamente non frequentano i musei, a entrare, esplorare e scoprire di che cosa si tratta.

Per Roma, pensare (e realizzare) un festival in un museo rappresenta una novità, perché mi pare sia una delle rarissime volte in cui la musica entra proprio nelle sale espositive e non rimane negli ambienti limitrofi…
Sicuramente è uno degli interventi più totalizzanti mai realizzati e tutto questo è stato possibile grazie alla direzione del Palazzo delle Esposizioni, che ha voluto fortemente questo format, regalando a chi verrà un’esperienza – penso – da ricordare.

Così come l’excursus musicale parte da Roma per arrivare all’estero, anche MAGEÍA è destinato a percorrere altre tappe?
Confermo, tutti i format di Lux hanno questo approccio. Per noi Roma è un hub di sperimentazione, qui abbiamo lanciato i format, che poi abbiamo esportato. L’intenzione è di farlo anche con MAGEÍA, consapevoli che non si tratta di una formula esattamente replicabile ma da declinare di volta in volta in base al contesto.

Per concludere, cosa speri che il pubblico porti con sé dopo aver attraversato il festival?
Quello che vogliamo trasmettere, tornando all’etimologia del nome, è proprio un senso di meraviglia, un’esperienza che non solo valga la pena vivere e ricordare, ma che alimenti ulteriormente la voglia di continuare a uscire, conoscere, scoprire e, naturalmente, ballare.

Ludovica Palmieri

Roma | 17, 18 e 19 settembre 2026
MAGEÍA | Art, Music, Take Over
PALAZZO ESPOSIZIONI, Via Nazionale 194, Roma, Italia
Orari: 10:00 – 16:00 FREE: | 18:00 – 02:00: Ingresso con biglietto
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Ludovica Palmieri

Ludovica Palmieri

Ludovica Palmieri è nata a Napoli. Vive e lavora a Roma, dove ha conseguito il diploma di laurea magistrale con lode in Storia dell’Arte con un tesi sulla fortuna critica di Correggio nel Settecento presso la terza università. Subito dopo…

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