Festa del Cinema di Roma 2026: Monica Vitti, Javier Bardem e la guida ai film da tenere d’occhio
Monica Vitti è il volto scelto per l’immagine ufficiale della nuova Festa del Cinema, in programma dal 13 al 25 ottobre, mentre Javier Bardem e la produttrice Tessa Ross riceveranno i premi alla carriera. Ecco le prime anticipazioni e i titoli da segnarsi
Tredici giorni di cinema all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone e in numerosi altri luoghi della Capitale. Dal 13 al 25 ottobre 2026 torna la Festa del Cinema di Roma, diretta artisticamente da Paola Malanga e arrivata alla sua ventunesima edizione. La manifestazione quest’anno guadagna anche un giorno di programmazione: la partenza è stata anticipata al 13 ottobre in seguito all’aumento dei film iscritti e alle richieste arrivate da produttori e distributori del cinema indipendente. Ad aprire la Festa sarà Il rumore delle cose nuove di Paolo Genovese, presentato nella sezione Grand Public durante la cerimonia inaugurale condotta da Ema Stokholma. Il film, interpretato tra gli altri da Emanuela Fanelli, Claudia Pandolfi, Vittoria Puccini, Stefano Accorsi, Lino Musella ed Edoardo Pesce, racconta tre coppie costrette da un evento inatteso a rimettere in discussione gli equilibri delle proprie vite.
Monica Vitti, icona della Festa del Cinema di Roma 2026
A dare un volto alla ventunesima edizione è però Monica Vitti, protagonista dell’immagine ufficiale a novantacinque anni dalla nascita. Lo scatto scelto proviene dal set de L’eclisse di Michelangelo Antonioni ed è firmato dal fotografo Sergio Strizzi. Vitti appare immersa nelle geometrie severe dell’EUR, scenario fondamentale del film del 1962 e di quella Roma moderna, rarefatta e quasi metafisica che Antonioni trasformò in paesaggio psicologico. La scelta non rimane confinata alla comunicazione visiva del festival. La Festa dedicherà infatti a Strizzi una mostra di circa trenta fotografie nel Foyer Petrassi dell’Auditorium, accompagnata dall’anteprima del documentario Terrific Sergio, realizzato dalle figlie del fotografo, Vanessa e Melissa Strizzi. È uno dei punti in cui il programma cinematografico intercetta più direttamente la storia dell’immagine e della fotografia, mettendo al centro un autore che ha documentato dall’interno alcuni dei set cruciali del cinema italiano.
I Premi alla Carriera della Festa del Cinema di Roma
Tra gli ospiti internazionali già annunciati figura Javier Bardem, che riceverà il Premio alla Carriera. L’attore spagnolo, premio Oscar per Non è un paese per vecchi dei fratelli Coen, accompagnerà a Roma El ser querido di Rodrigo Sorogoyen, presentato nella sezione Best of 2026. A consegnargli il riconoscimento sarà Paolo Sorrentino. Un secondo riconoscimento guarda invece dietro le quinte dell’industria cinematografica. La produttrice britannica Tessa Ross riceverà l’Industry Lifetime Achievement Award durante la serata inaugurale del 13 ottobre. Già responsabile di Film and Drama per Channel 4 e oggi CEO di House Productions, Ross ha legato il proprio nome a film come The Millionaire, L’ultimo re di Scozia, In Bruges, 12 anni schiavo, La zona d’interesse e Conclave. A premiarla sarà il regista Edward Berger.
I film da tenere d’occhio, tra cinema e arti visive
Fra i titoli più interessanti per chi segue le contaminazioni fra cinema e arti visive c’è Il caso Modigliani di Luca Rea. Il documentario torna su uno degli episodi più clamorosi della storia dell’arte italiana recente: il ritrovamento, nell’estate del 1984 a Livorno, di tre teste scolpite inizialmente attribuite ad Amedeo Modigliani e poi rivelatesi false. Una beffa capace di mettere in crisi esperti, critici e istituzioni e di trasformarsi in un caso mediatico nazionale. Il rapporto tra immagine e autenticità torna, in forma di fiction investigativa, anche in Chiaroscuro di Jan Maria Michelini. Protagonista è Cosmo Speranza, interpretato da Pierpaolo Spollon, un art advisor dalla capacità quasi infallibile di distinguere un’opera autentica da un falso. Quando comincia a collaborare con la Squadra Mobile di Roma, lo stesso metodo di osservazione viene applicato alle scene del crimine, in una serie che usa il sistema dell’arte come terreno per un racconto poliziesco costruito intorno al confine fra vero e contraffatto. Alla storia dell’immaginario appartiene invece Pinocchio, il bambino del mondo di Paolo Borraccetti, documentario che, a duecento anni dalla nascita di Carlo Collodi, ricostruisce la fortuna globale del burattino: dalle interpretazioni Disney alle edizioni iraniane, dalla Cina all’animazione sovietica. Girato all’Accademia di Belle Arti di Firenze, il film intreccia materiali d’archivio, edizioni rare e illustrazioni con interventi, fra gli altri, di Francesca Comencini e Guillermo del Toro.
Film italiani da seguire
Tra gli italiani da seguire c’è Giorni felici di Susanna Nicchiarelli, adattamento dell’omonima graphic novel di Zuzu. Protagonista è Claudia, ventenne che nei momenti di maggiore tensione emotiva si trasforma in una creatura dalle ali bianche, zanne e zampe feline. Una metamorfosi fantastica attraverso cui il film affronta crescita, identità e costruzione di sé. Nel cast Carlotta Gamba e Riccardo Scamarcio.
Il linguaggio dell’animazione entra anche in Caro mondo crudele, opera seconda di Niccolò Falsetti dopo Margini. Ambientato ad Albinia nel 1999, il film segue la dodicenne Giovanna nella ricerca dell’amico Mirko, misteriosamente scomparso. A dare forma all’immaginazione della protagonista è Zerocalcare, chiamato ad animare il padre morto della ragazza, trasformato nella sua mente nell’eroe di un cartone animato giapponese.
Documentari, film comici e opere internazionali da non perdere
Sul versante documentario, Kasia Smutniak firma Mustang, un racconto che attraversa più di vent’anni di vita personale e familiare. Tutto parte da un viaggio compiuto nel 2003 con Pietro e da una promessa: tornare nella remota regione nepalese del Mustang per contribuire alla tutela della sua cultura. Anni dopo, attraverso le immagini ritrovate dalla figlia Sophie, quella promessa prende la forma concreta di una scuola per i bambini del territorio. Memoria privata, trasformazione e passaggio generazionale diventano così gli assi del racconto.
Debutto cinematografico alla regia, invece, per Valerio Lundini con Cambogia. Il comico interpreta Valerio De Nicolais, attore di una serie crime che si ritrova improvvisamente catapultato all’interno dell’universo narrativo in cui sta recitando, mentre il personaggio che interpreta prende il suo posto nel mondo reale. Nel cast anche Benedetta Porcaroli, Gabriel Montesi e Sonia Bergamasco. Fra i titoli internazionali spicca infine The Debut, terza regia di Jesse Eisenberg dopo Quando avrai finito di salvare il mondo e A Real Pain. Julianne Moore interpreta Mona Friedman, una donna dalla vita ordinaria che, entrando quasi per caso in una compagnia teatrale amatoriale, scopre nella recitazione uno strumento di emancipazione personale. Al suo fianco Paul Giamatti.
La ventunesima Festa conferma la formula costruita negli ultimi anni: concorso internazionale, sezioni non competitive, incontri, restauri, omaggi e produzioni destinate al grande pubblico, con l’Auditorium come baricentro e una costellazione di sedi diffuse nella città. Il programma completo sarà reso disponibile nei primi giorni di ottobre.
Margherita Bordino
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