Addio a Mark Lanegan, precursore del grunge. 5 video per ricordarlo

Il mondo della musica rock perde uno dei suoi esponenti più iconici: Mark Lanegan è morto il 22 febbraio a 57 anni. Per omaggiare il leggendario frontman degli Screaming Trees e caposcuola del genere grunge, abbiamo selezionato 5 video che ripercorrono le sue collaborazioni più importanti.

Collettivamente riconosciuto come uno degli ultimi superstiti della scena grunge degli Anni ‘90, Mark Lanegan ha lasciato un segno indelebile nella storia del rock grazie soprattutto alla sua inconfondibile voce roca e cavernosa. Nato nella cittadina statunitense di Ellensburg, nel 1964, il famoso cantante dallo sguardo tenebroso ha saputo dar vita a un lungo percorso artistico portato avanti insieme alla collaborazione con prestigiosi musicisti del calibro di Layne Staley, Josh Homme dei Queens of the Stone Age, PJ Harvey, Moby, Greg Dulli, e Isobel Campbell, giusto per citarne alcuni. 

– Valerio Veneruso

1. CHI ERA MARK LANEGAN

Mark Lanegan – photo Andrea Amadasi

Contemporaneamente alla fama ottenuta con la celebre band degli Screaming Trees (di cui, nel 1984, è stato tra i fondatori), Lanegan è riuscito ad affermarsi anche come solista incarnando a pieno il ruolo di cantore dell’oltretomba in grado di accompagnare dolcemente i propri ascoltatori all’interno di quello stesso oblio che ha caratterizzato la sua vita privata. Sono numerose, infatti, le battaglie personali che Mark Lanegan ha dovuto affrontare prima di spegnersi nella sua casa in Irlanda lo scorso 22 febbraio, all’età di 57 anni: dagli abissi della tossicodipendenza al lungo ricovero in ospedale per Covid-19 avvenuto l’anno scorso e largamente approfondito nel suo recente libro autobiografico Devil in a coma. Con l’intenzione di ricordare l’unicità di un talento simile, abbiamo scelto cinque canzoni che ripercorrono l’importante carriera di una delle figure più emblematiche della musica contemporanea.    

2. NEARLY LOST YOU – SCREAMING TREES

È il 1992, il grunge sta vivendo la sua età dell’oro, e gli Screaming Trees rilasciano un singolo dalla melodia pop che ben si fonde con sonorità decisamente più ruvide e travolgenti. Contenuto all’interno di Sweet Oblivion (sesto album in studio della rockband statunitense), il brano Nearly lost you porta finalmente al successo gli Screaming Trees consacrando la voce di Mark Lanegan come tra le più morbide e intense di quella sorprendente stagione musicale.

3. LONG GONE DAY – MAD SEASON

L’inesauribile creatività musicale di Mark Lanegan lo porterà, nel 1994, a prendere parte a uno dei progetti più sentiti e toccanti di quegli anni: stiamo parlando di Mad Season, il supergruppo grunge che annovera al suo interno Mike McCready dei Pearl Jam, John Baker Saunders dei Walkabouts, Barrett Martin degli Screaming Trees e l’indimenticabile frontman degli Alice in Chains, Layne Staley. Il risultato di questo fortunato incontro è Above, un capolavoro assoluto che, con ben dieci brani, tocca il suo apice grazie a canzoni struggenti quali Wake up, All alone e Long gone day, nella quale Lanegan riesce a dare tutto il meglio di sé.  

4. NO ONE KNOWS – QUEENS OF THE STONE AGE

La collaborazione artistica che Mark Lanegan ha portato avanti con l’amico fraterno Josh Homme – iniziata dapprima con gli Screaming Trees per poi continuare con il progetto Desert Sessions –, raggiungerà il culmine nel 2002 con una delle pietre miliari del genere stoner, ovvero l’album dei Queens of the Stone Age, Songs for the Deaf. Fra gli incredibili quattordici pezzi in esso contenuto (quindici, se si prende in considerazione la traccia bonus, Everybody’s Gonna Be Happy, inserita nell’edizione europea), non si può non menzionare No one knows: singolo celeberrimo che ha sancito il successo planetario della band capitanata da Josh Homme e spalleggiata dal bassista Nick Oliveri e l’arcinoto leader dei Foo Fighters – nonché ex batterista dei NirvanaDave Grohl. Nel video del brano, girato da Michel Gondry e Dean Karr, Lanegan compare fra le tre vittime dell’atroce vendetta di un cervo accidentalmente investito dalla stessa band.

5. NIGHT FLIGHT KABUL – MARK LANEGAN BAND

Caratterizzata da un ritmo deciso e impetuoso, Night flight Kabul fa parte delle quattordici tracce contenute all’interno di Somebody’s knocking, undicesimo e penultimo disco da solista che Mark Lanegan ha pubblicato nel 2019 insieme al contributo di rinomati artisti tra i quali spicca sicuramente il nome di Greg Dulli, storico fondatore degli statunitensi Afghan Whigs.

6. PELLE – AFTERHOURS

Ed è proprio grazie alla collaborazione con Greg Dulli che, nel 2014, Manuel Agnelli riesce a coinvolgere Lanegan all’interno di Hai paura del buio? Reloaded: l’interessante progetto che ha riunito insieme autori quali John Parish, Piero Pelù ed Eugenio Finardi, per rivisitare (a distanza di ben diciassette anni dalla sua uscita) il famoso disco degli Afterhours, Hai paura del buio? A rendere memorabile l’esecuzione della celebre e commovente Pelle è proprio lui, Mark Lanegan.

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Valerio Veneruso
Esploratore visivo nato a Napoli nel 1984. Si occupa, sia come artista che come curatore indipendente, dell’impatto delle immagini nella società contemporanea e di tutto ciò che è legato alla sperimentazione audiovideo.
Tra le mostre recenti alle quali ha partecipato: Multipli e Unici (Edicola Radetzky, Milano, a cura di REPLICA, 2019), VI Biennale di Incisione e Grafica Contemporanea (Galleria Civica dei Musei di Bassano del Grappa, 2019), Settima edizione del Premio Francesco Fabbri per le Arti Contemporanee (Villa Brandolini, Pieve di Soligo, a cura di Carlo Sala, 2018). 
Tra le principali esperienze curatoriali: le mostre collettive Le conseguenze dell’errore (TRA Treviso Ricerca Arte, 2019) e L’occhio tagliato (Casa Capra, Schio, 2018), il workshop L’occhio tagliato – il potere della manipolazione dell’immagine nell’era contemporanea (Circolo cinematografico The Last Tycoon, Padova, 2016), il ciclo di incontri TorchioTalks – Dialoghi tra arte grafica e arte contemporanea e la relativa esposizione collettiva TorchioFolks, (atelier Palazzo Carminati della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, 2015/2016). È inoltre fondatore, insieme a Davide Spillari, del progetto editoriale BANANE FANZINE e co-curatore delle prime due edizioni del festival di arti interattive Toolkit Festival (Venezia, 2011 – 2012).
Collabora con Kabul Magazine e NOT. Attualmente vive tra Torino e il web.