Gillo Pontecorvo dalla Resistenza a Marlon Brando: la mostra che apre il suo archivio a Torino 

Il regista de “La battaglia di Algeri” è protagonista di una mostra retrospettiva alla Mole Antonelliana di Torino fino al 5 aprile 2027. Un giusto riconoscimento a vent’anni dalla sua morte

Nasce dalla donazione che la famiglia ha fatto al Museo Nazionale del Cinema di Torino, la mostra Gillo Pontecorvo. Una battaglia dopo l’altra in programma al piano accoglienza della Mole Antonelliana fino al 5 aprile 2027. Gillo Pontecorvo (Pisa, 1919 – Roma, 2006) – nato a Pisa nel 1919, tennista di buon livello negli Anni Trenta, fuggito a Parigi in seguito alla promulgazione delle leggi razziali ed entrato nella Resistenza nel sud della Francia – è ricordato nella storia del cinema come uomo di lotta e partigiano che ha saputo documentare nei suoi film gli orrori del colonialismo, dell’olocausto (Kapò, 1960) ma anche l’impegno femminile per l’emancipazione (Giovanna, 1956).

Gillo Pontecorvo sul set del film Queimada (1969) ©Divo Cavicchioli
Gillo Pontecorvo sul set del film Queimada (1969) ©Divo Cavicchioli

L’archivio del regista Gillo Pontecorvo

Il patrimonio archivistico del regista de La battaglia di Algeri, raccolto e ordinato in dieci anni di lavoro dal figlio Simone e catalogato dal curatore Mauro Genovese assieme allo staff del museo, rappresenta uno dei più importanti fondi documentari dedicati a un autore del cinema italiano. Fotografie, manifesti, documenti originali, appunti di lavoro, sceneggiature, corrispondenza, materiali preparatori e filmati, apparecchi sono esposti a Torino esattamente a vent’anni dalla scomparsa di Gillo Pontecorvo e a sessant’anni dal Leone d’oro assegnato a La battaglia di Algeri (1966). In mostra c’è anche l’originale del premio veneziano “finora sempre rimasto su un tavolo a casa di mia madre” racconta Simone Pontecorvo, presente a Torino assieme al fratello maggiore Ludovico in occasione dell’inaugurazione della mostra.

L’attualità della visione di Gillo Pontecorvo in mostra a Torino

Nell’allestire la mostra, non abbiamo guardato solo al passato ma anche a quello che Pontecorvo ha saputo trasmettere alle generazioni successive” spiega Mauro Genovese. “Una dimensione che mi è apparsa chiara vedendo l’omaggio che Paul Thomas Anderson fa a Pontecorvo in Una battaglia dopo l’altra (2025). Il protagonista, Leonardo di Caprio, accende la tv e comincia a vedere proprio La battaglia di Algeri”. Una sequenza simbolo che sottolinea il passaggio fra le battaglie civili e politiche del passato e quelle delle nuove generazioni. “Con l’esposizione dedicata a Pontecorvo continuiamo l’opera di valorizzazione del patrimonio documentario del Museo Nazionale del Cinema mostrando l’archivio nella sua materialità, dalle scatole di conservazione alle carte che vi sono contenute” spiega il direttore Carlo Chatrian. Diverse le curiosità che emergono dalle foto e dai documenti in mostra, come l’amicizia con Enrico Berlinguer o la lettera che Pontecorvo scrive a Palmiro Togliatti. Nel 1948 il non ancora regista svolgeva attività giornalistica in Via delle Botteghe Oscure a Roma come direttore di Pattuglia, settimanale della gioventù comunista e socialista. Nella missiva chiede consigli al segretario del PCI per migliorare la qualità del giornale.

Una vita avventurosa: prima esule, poi partigiano, giornalista e regista

A Parigi, prima e dopo la guerra, Pontecorvo conosce Giorgio Amendola ospitato a casa del fratello Bruno, fisico di fama internazionale, Tristan Tzara, il musicista René Leibowitz, ma anche Picasso, Sartre, Queneau, Éluard. In una fotografia esposta in mostra, si vede Ennio Morricone che suona la tromba per la marcia nuziale in occasione del matrimonio di Gillo Pontecorvo con Picci Ziino nel 1972. Un’amicizia, quella fra il regista e il musicista, che durerà tutta la vita. Pontecorvo ha sempre affermato che il suo sogno era diventare compositore e partecipò attivamente alla costruzione delle musiche de La battaglia di Algeri, che uniscono motivi popolari algerini e gusto occidentale, tanto che il suo nome figura accanto a Morricone nei crediti del film. “Se il cinema non fosse sonoro avrei scelto un altro mestiere” è una delle sue famose affermazioni. “Non mancano rivelazioni inedite su progetti di film mai realizzati, come quello che Marlon Brando voleva girare sui nativi Americani” aggiunge Chatrian. Avrebbe potuto essere una seconda collaborazione fra Pontecorvo e Brando, che già era stato protagonista nel 1969 di Queimada, sempre con le musiche di Ennio Morricone.

La retrospettiva su Gillo Pontecorvo al Cinema Massimo di Torino

A completamento della mostra, dal 15 al 23 settembre 2026 il Cinema Massimo presenta la retrospettiva Il cinema di Gillo Pontecorvo, che propone i suoi film da regista – capolavori di impegno civile – oltre ad alcuni documentari e a Il sole sorge ancora di Aldo Vergano, dove lo si vede nelle vesti di attore, senza dimenticare la documentazione sui suoi anni come direttore della Mostra del Cinema di Venezia dal 1992 al 1996.

Dario Bragaglia

Torino // fino al 5 aprile 2027
Gillo Pontecorvo. Una battaglia dopo l’altra
MUSEO NAZIONALE DEL CINEMA – Via Montebello, 20
Scopri di più

Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati

Dario Bragaglia

Dario Bragaglia

Dario Bragaglia si è laureato con Gianni Rondolino in Storia e critica del cinema con una tesi sul rapporto fra Dashiell Hammett e Raymond Chandler e gli studios hollywoodiani. Dal 2000 al 2020 è stato Responsabile delle acquisizioni documentarie e…

Scopri di più