Hitchcock a Parma: una mostra da paura

Il film “Marnie” compie cinquant’anni e Parma dedica a Hitchcock una mostra per ripercorrere la carriera del celebre maestro. Per mettere a fuoco un percorso che ne sveli curiosità e dettagli della regia e ne valorizzi la figura.

Alfred Hitchcock e Janet Leigh sul set di “Psyco” (1960) © 2014 Universal Studios. Tutti i diritti riservati, MONDADORI PORTFOLIO/The Kobal Collection

Fotogrammi che sono icone: il volto di Norman Bates/Anthony Perkins, l’attacco dei pennuti, la finestra sul celebre cortile sono entrati da decenni nel patrimonio visivo di tutti e si pongono come cifre distintive dell’opera di un grande maestro del cinema, Alfred Hitchcock (Leytonstone, 1899 – Los Angeles, 1980). L’occasione per dedicargli una mostra è offerta dal 50esimo anniversario di una delle sue pellicole più famose, quella Marnie che suscitò pareri contrastanti e scalpore nel suo tentativo – riuscitissimo – di “filmare una persona in preda a una pulsione inconscia”, concretizzato in un thriller psicologico dalle profonde stratificazioni e che già da solo rivela lo spirito audace e innovativo del regista.
Realizzata da Alef – cultural project manager in collaborazione con la Universal Pictures, che detiene i diritti di 14 film, la mostra espone circa 70 fotografie e molti video costituiti da contenuti speciali e inediti, tra cui interviste a Hitchcock, approfondimenti di Gianni Canova e tagli dei film originali. L’intento è offrire una prospettiva completa e complessa della produzione cinematografica, mettendo in sequenza i film in ordine cronologico e dedicando loro apposite sezioni: da La finestra sul cortile del 1954 a La donna che visse due volte del 1957; da Psyco (1960) a Gli Uccelli (1963) e infine al già citato Marnie (1964), nelle sale sono disseminati gli scatti di backstage eseguiti da vari fotografi.

Veduta della mostra Alfred Hitchcock nei film della Universal Pictures, Parma, 2014
Veduta della mostra Alfred Hitchcock nei film della Universal Pictures, Parma, 2014

Frutto di una lunghissima operazione di ricerca negli archivi fotografici della Universal, la selezione ha messo in luce il lavoro di Hitchcock dietro la macchina da presa, il suo rapporto con gli attori – burrascoso, si dice, quello con Tippi Hedren, della quale si sarebbe innamorato –, le curiosità che inevitabilmente caratterizzano i giorni delle riprese – il caldo infernale sul set della Finestra, le difficoltà tecniche nel mettere in pratica gli effetti speciali per gli Uccelli, l’ostinazione a girare Psycho nonostante il parere contrario della Paramount.
Interessante inoltre il focus sul rapporto tra il regista e il compositore Bernard Herrmann, il quale compose numerose soundtrack che da sole riescono a dare tutto il senso della suspense richiesta dalla scena, tanto che Hitchcock talvolta decise di eliminare i dialoghi e i suoni d’ambiente per lasciare l’intero sonoro a Herrmann.

Non manca infine qualche tocco di britannica ironia, senza la quale Hitchcock non sarebbe Hitchcock. “L’auto-imitazione è uno stile”, “la durata di un film dovrebbe essere commisurata alla capacità di resistenza della vescica umana”, “malgrado i miei modi da spaccone, sono una persona decisamente sensibile e codarda” e altre frizzanti citazioni si lasciano leggere a fianco delle notizie storiche e delle curiosità, in un allestimento gradevole che focalizza in ogni sala, con piccoli dettagli, il film descritto.

Marta Santacatterina

Parma // fino al 9 novembre 2014
Alfred Hitchcock nei film della Universal Pictures
PALAZZO DEL GOVERNATORE
Piazza Garibaldi 2
051 218929
[email protected]
www.ilmaestrodelbrivido.com

 

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Marta Santacatterina
Giornalista pubblicista e dottore di ricerca in Storia dell'arte – titolo conseguito all'Università degli Studi di Parma con una tesi in Storia dell’arte medievale –, svolge da molti anni la professione di editor freelance per conto di varie case editrici ricoprendo anche, dal 2015 all’inizio del 2018, il ruolo di direttore editoriale del marchio Fermoeditore e della rivista collegata “fermomag”, sulla quale si è dedicata alle rubriche di arte, fotografia e mostre. Scrive per “Artribune” fin dalla nascita della rivista nel 2011, mentre più recenti sono le collaborazioni con il sito “Art&Dossier” – sul quale recensisce progetti allestiti in gallerie private –, con “La casa in ordine”, dove si occupa di designer emergenti e autoprodotti, e con la rivista “Dolcesalato”, su cui propone ai pasticceri suggestioni tratte dall'arte contemporanea. Scrive inoltre testi storico-artistici e sul fumetto per case editrici italiane (Giunti editore, Grafiche Step editrice ecc.) e statunitensi (Fantagraphics Books). Ha partecipato come giurata a concorsi di arte o fotografia e raramente cura delle mostre per artisti che riescono a convincerla grazie alla qualità dei lavori e alla solidità della loro poetica. Per la sede di Parma del Boston College, si occupa inoltre di attività di tutoring sull'arte contemporanea per studenti americani.

3 COMMENTS

  1. Siamo già ai saldi espositivi di mezza estate? Potevate dire che è la stessa identica mostra fatta a Milano l’anno scorso….

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