Mario Schifano in mostra a Roma, non solo a Palazzo delle Esposizioni. Alla Galleria Lombardi il pittore che sapeva osservare
C’è ancora qualche giorno per visitare la mostra monografica dedicata allo Schifano attento osservatore del mondo e della società, ospitata presso la galleria di Via Monte Giordano. Oltre 20 opere per ripercorrere trent’anni di attività. Fino al 16 maggio 2026
Mentre a Palazzo delle Esposizioni prosegue fino al 27 maggio la grande retrospettiva dedicata a Mario Schifano (Homs, 1934 – Roma, 1998), che dell’artista ripercorre l’intera carriera – dalle opere degli esordi (la prima personale data al 1959, alla Galleria Appia Antica di Roma), informali e materiche, ai primi monocromi degli Anni Sessanta, dai Paesaggi TV fino ai dipinti fuori misura degli Anni Ottanta, ai lavori degli Anni Novanta – riunendo oltre cento opere, sta per concludersi, sempre nella Capitale, un altro progetto espositivo che centra l’attenzione sul percorso artistico del pittore che fu figura centrale della Scuola di Piazza del Popolo, scomparso ormai quasi trent’anni fa.
La mostra su Mario Schifano alla Galleria Lombardi: “Io guardo”
Mario Schifano | Io guardo è la mostra curata da Lorenzo ed Enrico Lombardi e visibile fino al 16 maggio 2026 presso la Galleria Lombardi di via Monte Giordano. Il titolo fa riferimento alle parole dello stesso Schifano – che del resto fu anche regista – quando parlava del suo approccio all’arte e alla creatività: “Non mi ispiro. Io osservo, guardo… Il mio lavoro nasce dall’esterno, dalla realtà che riesco a captare attraverso i media. Il video per me rappresenta una finestra sul mondo” (dall’intervista rilasciata ad Aldo Forbice nel 1991). Passando in rassegna un periodo che attraversa circa trent’anni di attività dell’artista, dai primi Anni Sessanta ai primi Novanta, la mostra espone una ventina di lavori utili a delineare i principali nuclei della ricerca di Schifano: i monocromi, i cartelli pubblicitari, i paesaggi anemici, il ciclo del Futurismo rivisitato, i quadri equestri e le materie cromatiche degli Anni Novanta.

Lo sguardo di Mario Schifano sul mondo
Quella di Schifano è una pittura colta e stratificata, che rielabora i linguaggi della Pop Art americana in chiave europea: le sue opere trasformano l’immaginario dei consumi e dei mass media– dalle fotografie di giornale alle immagini televisive– in una materia pittorica densa, sospesa tra memoria, visione e critica. La mostra è accompagnata da un catalogo con testo critico di Silvia Pegoraro dedicato proprio all’autonomia intellettuale e alla tensione sperimentale dell’artista, che già negli Anni Sessanta aveva ottenuto i primi riconoscimenti internazionali, arrivando negli Stati Uniti ed esponendo alla Biennale di Venezia, e continuò sempre a sperimentare nuove vie, anche dopo la crisi ideologica vissuta a cavallo tra Sessanta e Settanta, e ancora negli ultimi anni di attività, cimentandosi con la fotografia e i nuovi media.
Una sperimentazione artistica alimentata dalla curiosità
“Tutta l’opera di Schifano – e la sua vita – è in fondo un inseguimento della metamorfosi, e insieme una fuga da essa” sottolinea a riguardo il testo di Pegoraro, distillando l’approccio che ha ispirato la mostra “L’intero itinerario creativo di Schifano potrebbe essere letto come un’avvincente caccia alle immagini, tra fughe e inseguimenti, senza alcuna garanzia sul principio e sull’epilogo”.
Mario Schifano | Io guardo // fino al 16 maggio 2026
GALLERIA LOMBARDI
Via di Monte Giordano 40, Roma
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