Mario Schifano – Io guardo

Informazioni Evento

Luogo
GALLERIA LOMBARDI
Via di monte giordano 40 , Roma, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al

dal martedì al sabato, ore 11.00 – 19.00. Chiuso domenica e lunedì. Aperto/chiuso 25 aprile, 1°maggio

Vernissage
18/04/2026

ore 18

Artisti
Mario Schifano
Curatori
Enrico Lombardi, Lorenzo Lombardi
Uffici stampa
MARIA BONMASSAR
Generi
personale, arte moderna

La Galleria Lombardi, nella sede di via di Monte Giordano 40 a Roma, presenta la mostra monografica Mario Schifano | Io guardo, curata da Lorenzo e Enrico Lombardi, con un testo critico in catalogo di Silvia Pegoraro.

Comunicato stampa

Dal 18 aprile al 16 maggio 2026, la Galleria Lombardi, nella sede di via di Monte Giordano 40 a Roma, presenta la mostra monografica Mario Schifano | Io guardo, curata da Lorenzo e Enrico Lombardi, con un testo critico in catalogo di Silvia Pegoraro.
In contemporanea alla grande retrospettiva in corso a Palazzo delle Esposizioni, la mostra alla Galleria Lombardi propone un percorso selezionato e rigoroso che attraversa trent’anni di attività dell’artista, dai primi anni Sessanta ai primi anni Novanta, restituendo uno sguardo ravvicinato su uno dei protagonisti dell'arte del secondo Novecento.
Il titolo della mostra, Io guardo, richiama una celebre dichiarazione dell'artista: “Non mi ispiro. Io osservo, guardo... Il mio lavoro nasce dall'esterno, dalla realtà che riesco a captare attraverso i media. Il video per me rappresenta una finestra sul mondo”.
In mostra circa venti opere che ripercorrono i principali nuclei della sua ricerca: dai monocromi ai cartelli pubblicitari, dai “paesaggi anemici” al ciclo del “Futurismo rivisitato”, fino ai “quadri equestri” e alle materie cromatiche degli anni Novanta.
Figura centrale della Scuola di Piazza del Popolo, Schifano rielabora i linguaggi della Pop Art americana in chiave europea, contrapponendo alla logica della riproducibilità industriale una pittura colta, stratificata e orgogliosamente manuale.
Le sue opere trasformano l’immaginario dei consumi e dei mass media – dalle fotografie di giornale alle immagini televisive – in una materia pittorica densa, sospesa tra memoria, visione e critica. Gli smalti che "sgocciolano" su carta, i paesaggi televisivi degli anni Settanta, le "geografie della memoria" degli anni Ottanta e Novanta sono emblemi di un artista capace di "sentire" l'immagine prima ancora di dipingerla.
La mostra è accompagnata da un catalogo con un testo critico di Silvia Pegoraro dedicato all'autonomia intellettuale e alla tenzione sperimentale dell’artista.
Cenni biografici: Mario Schifano nasce a Homs (Libia) nel 1934 e si trasferisce a Roma nel dopoguerra. Dopo un breve lavoro al Museo Etrusco di Valle Giulia, abbandona presto il restauro per dedicarsi alla pittura. Esordisce nel 1959 con opere informali, ma nei primi anni Sessanta approda ai celebri monocromi e a un linguaggio personale che integra segni della cultura urbana e dei mass media, mantenendo una posizione autonoma rispetto alla Pop Art. Negli anni Sessanta ottiene i primi riconoscimenti internazionali, espone negli Stati Uniti e partecipa alla Biennale di Venezia. Sviluppa cicli come i Paesaggi anemici e il Futurismo rivisitato, avviando anche una sperimentazione cinematografica. Tra la fine del decennio e i Settanta attraversa una crisi ideologica, ma rinnova la propria ricerca utilizzando immagini televisive trasferite su tela. Dagli anni Ottanta torna con energia alla pittura, concentrandosi su paesaggi e “geografie della memoria”, caratterizzati da una materia cromatica intensa e gestuale. Espone in importanti rassegne internazionali e continua a sperimentare anche con fotografia e nuovi media. Muore a Roma nel 1998. Dopo la scomparsa, numerose retrospettive in Italia e all’estero ne hanno confermato il ruolo centrale nell’arte del secondo Novecento.