Possible Love, il film di Lee Chang-dong sull’amore nell’epoca dell’ultra-disuguaglianza
In concorso alla 83. Mostra del Cinema di Venezia, il nuovo film del regista coreano intreccia crisi del lavoro, disparità sociale e vita coniugale. E usa l’incontro tra due coppie per interrogarsi sulla possibilità di comprendere chi vive in condizioni molto diverse dalle nostre
Quanto è possibile costruire un rapporto con qualcuno che vive in condizioni sociali ed economiche radicalmente diverse dalle nostre? E che cosa succede quando a tentare questo avvicinamento è il cinema? Possible Love, in concorso alla 83. Mostra del Cinema di Venezia (e prossimamente su Netflix), parte dall’incontro tra due coppie per affrontare questioni che riguardano il lavoro, il potere economico, le relazioni e la possibilità di comprendere realmente l’esperienza degli altri.
La trama di “Possible Love” di Lee Chang-dong
Al centro del nuovo film di Lee Chang-dong (Taegu, 1954) ci sono Ho-seok, lavoratore licenziato durante la riorganizzazione di un grande conglomerato, e sua moglie Mi-ok. La loro quotidianità incrocia quella di Yeji, documentarista interessata alla vicenda dei lavoratori licenziati, e del marito Sang-woo, appartenente a una realtà economica molto più agiata. La realizzazione del documentario porta i quattro a frequentarsi e mette progressivamente in evidenza non soltanto ciò che li separa, ma anche le contraddizioni insite nel tentativo di entrare nella vita di qualcun altro per raccontarla.
La questione sociale che passa dalla dimensione privata
Lee parte da un fatto economico e dalle sue conseguenze. “Volevo raccontare questi temi senza farlo in maniera astratta”, spiega il regista. Il licenziamento diventa quindi il punto da cui osservare ciò che accade dopo: come cambia un matrimonio, come si modifica la percezione di sé e quale spazio rimane all’individuo quando decisioni prese altrove incidono direttamente sulla sua esistenza. La questione sociale, in Possible Love, passa così attraverso la dimensione privata. Per Lee, tuttavia, la distanza tra i protagonisti non può essere descritta soltanto nei termini consueti della differenza di classe. Parla piuttosto di un “ultra-gap”, un divario talmente ampio da rendere difficile persino riconoscere l’esperienza dell’altro. Sang-woo dispone di un potere economico che Ho-seok semplicemente non può raggiungere: appartiene a un sistema di possibilità diverso. Il punto non è soltanto chi possiede di più, ma quanto il denaro determini il modo di muoversi nel mondo, di scegliere e perfino di interpretare ciò che accade agli altri.
Il ruolo del cinema nell’immedesimazione
È su questo terreno che entra in gioco Yeji. Lee la considera il personaggio più vicino alla propria posizione di cineasta e attraverso di lei sposta il discorso sul significato stesso del raccontare. La documentarista vuole conoscere la realtà di Ho-seok e Mi-ok, ma la sua disponibilità all’ascolto non elimina la distanza che li separa. “Quanto amore posso davvero portare alle persone che racconto?”, si domanda Lee. È un interrogativo che riguarda direttamente il suo lavoro: con quale grado di sincerità un regista può parlare di persone che vivono condizioni che non gli appartengono? Sang-woo porta questa domanda alle conseguenze più scomode: immedesimarsi non significa condividere la stessa esperienza. Possible Love evita così di presentare l’empatia come una risposta sufficiente alla disuguaglianza. L’avvicinamento tra i personaggi non annulla le rispettive posizioni e, anzi, finisce per renderle più visibili. A Mi-ok spetta invece un’altra possibilità, quella della libertà individuale. Lee insiste sulla sua volontà di confrontarsi con le forze che condizionano la sua vita senza accettarle come inevitabili. È qui che il titolo acquista un significato più ampio. L’amore “possibile” non riguarda soltanto la relazione sentimentale: riguarda la capacità di riconoscere l’altro senza pretendere di annullarne le differenze e di conservare, dentro strutture economiche sempre più pervasive, uno spazio concreto di libertà.
Margherita Bordino
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