L’arte anticipa il futuro: videogioco e AI nella ricerca di Adrián Villar Rojas sui tecnofossili

Con l’installazione “The End of Imagination”, l’artista argentino dichiara l'insufficienza dell'immaginazione umana davanti al futuro. Villar Rojas innesca mondi, il Time Engine li consegna a forze che nessuna intenzione può controllare. Il tempo li deforma, la materia li cambia, l'ambiente li riscrive

Dopo gli episodi dedicati alla mobilità atmosferica di Aerocene, alla scala urbana e planetaria di Planet City, all’intelligenza artificiale di NOX e agli organismi artificiali di Anicka Yi, poi quello incentrato sulla percezione dello spazio secondo Olafur Eliasson, e la Benzene Float di Monia Al Qadiri, il settimo appuntamento della serie video L’arte anticipa il futuro, promossa da School of Vision in collaborazione con ENI e ROAD, sposta il campo di osservazione sulle criticità dell’immaginazione umana. Attraverso la ricerca dell’artista argentino Adrián Villar Rojas.

“The End of Imagination” di Adrián Villar Rojas

Al cuore del progetto c’è il Time Engine: una macchina costruita dall’artista argentino combinando motori di simulazione da videogioco, intelligenza artificiale e modellazione ambientale, capace di far “evolvere” digitalmente sculture e ambienti per migliaia di anni. Lavatrici, frigoriferi e televisori perdono la propria funzione, si fondono con creature di mondi futuri e diventano tecnofossili, un termine coniato dal geologo Jan Zalasiewicz per indicare le tracce della civiltà industriale destinate a entrare negli strati geologici della Terra, sopravvivendo alla propria funzione e forse alla nostra stessa specie.

Il ruolo dei tecnofossili nel nostro futuro

L’idea di partenza è radicale: esattamente come i cianobatteri dell’era Proterozoica trasformarono l’atmosfera terrestre producendo ossigeno come scarto della fotosintesi, i materiali che introduciamo oggi nella biosfera; plastica, cemento, alluminio, silicio, potrebbero diventare l’ambiente materiale di organismi ancora inesistenti. The End of Imagination dichiara l’insufficienza dell’immaginazione umana davanti al futuro. Villar Rojas innesca mondi, il Time Engine li consegna a forze che nessuna intenzione può controllare. Il tempo li deforma, la materia li cambia, l’ambiente li riscrive, fino a produrre conseguenze che nessuna mente avrebbe potuto concepire in anticipo.
Il progetto ci consente di osservare gli effetti delle nostre decisioni da una distanza che i geologi chiamano deep time.

Adrián Villar Rojas per “L’arte anticipa il futuro”

Adrián Villar Rojas (Rosario, 1980) è un artista argentino conosciuto per le sculture monumentali che mescolano materiali organici e industriali; ha esposto alla Biennale di Venezia, al Museo Guggenheim e nelle principali istituzioni d’arte contemporanea a livello globale.

Il progetto L’arte anticipa il futuro si articola in 14 puntate e nasce con l’intento di analizzare opere di artisti contemporanei internazionali che stanno anticipando il futuro della mobilità, dell’energia, delle città e della sostenibilità. Per il mondo dell’impresa e della scienza, mettersi all’ascolto di questo sguardo significa attingere a un’intelligenza del futuro. Ogni puntata è introdotta e raccontata da Marco Bassan, fondatore di Spazio Taverna e direttore scientifico della School of Vision.

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