City di Michael Heizer è una gigantesca opera di land art realizzata nel deserto del Nevada in 50 anni e con costi complessivi stimati intorno ai 40 milioni di dollari. Solo sei persone al giorno possono visitarla e solo in alcuni periodi dell’anno, pagando 150 dollari di biglietto (100 con sconto studenti). Ma tutte le persone che non hanno l’opportunità di vederla dal vivo possono ora esplorarla nella sua versione digitale e clandestina, City by Michael Heizer [Free Version] di Lily Belmira.
L’opera di land art “City” di Michael Heizer
Ai due estremi di City, inaugurata nel 2022 a tre ore d’auto da Las Vegas, si trovano due opere in cemento, 45°, 90°, 180° e Complex One, quasi delle rovine aliene. In mezzo, due chilometri di percorsi e cupole di terra e ghiaia perfettamente curate. Vista dall’alto e nelle foto che la raccontano sulle riviste, ricorda a volte le copertine aerografate di un romanzo Urania, un capriccio di civiltà extraterrestri. Altre volte, richiama le opere della Metafisica. Ha una scala monumentale ma disumana, una disumanità preservata dalla sua esclusività. I colori sono quelli di una natura morta di Giorgio Morandi. Peccato che quasi nessuna persona potrà mai visitarla personalmente.
“City by Michael Heizer [Free Version]” di Lily Belmira
Belmira ha usato le mappe LIDAR (in pratica, scansioni altimetriche del territorio) pubblicamente disponibili e le immagini satellitari di Google Maps per dare forma alla City digitale, creando poi i modelli 3D delle sue geometriche costruzioni. Il risultato è distribuito gratuitamente, e tra l’altro non serve neanche scaricarlo: può essere giocato direttamente sul browser internet da questo link.
Perché una versione digitale di “City” di Michael Heizer?
L’intenzione di Belmira non è però meramente fornire un “gemello digitale”, seppur non ufficiale, di City. Il suo City by Michael Heizer [Free Version] è anzi sviluppato in aperta polemica con l’opera originale, da lei definita “una cicatrice borghese sulla Terra”. È un intervento critico, che prima di tutto rovescia l’esclusività di City rendendola virtualmente disponibile a un ampio pubblico. Ma, scrive Belmira nel testo che accompagna l’uscita del videogioco, c’è nella sua opera anche una rilettura più radicale, e un tentativo di empatia. Belmira immagina il piccolo Heizer accompagnare da bambino il padre, l’archeologo Robert Heizer, nei suoi scavi, un’influenza spesso citata nelle sue opere di land art. E si chiede come sia stato restare ossessionato, per 50 anni, da questo padre e dal suo lavoro. In qualche modo, l’opera di Belmira vorrebbe liberare Heizer da tale peso: “Voglio che Heizer, finché è ancora in vita, possa vedere la sua terra venirgli sottratta. Ma perché dovrebbe essere una punizione? Vorrei che fosse felice quando succederà”.
Matteo Lupetti
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