L’arte anticipa il futuro: l’artista Anicka Yi immagina nuove creature che si muovo in relazione al contesto e ai corpi circostanti
Nel quarto episodio della serie video promossa da School of Vision in collaborazione con ENI e ROAD, l’artista sudcoreana approfondisce la struttura di organismi artificiali volanti ispirati alle forme delle meduse, dei funghi e di altre creature naturali
Torna L’arte anticipa il futuro, la rubrica editoriale promossa da School of Vision in collaborazione con ENI e ROAD e visibile su Artribune ogni due settimane, che attraverso temi e ricerche di artisti contemporanei indaga nuove possibili prospettive per rileggere le città del domani.
Dopo il primo episodio dedicato alla mobilità atmosferica e solare di Tomas Saraceno, l’urbanizzazione secondo Liam Young e le implicazioni psicologiche dell’intelligenza artificiale, arriva Anicka Yi (Seul, 1971), che indaga nuove forme di mobilità attraverso l’installazione In Love With the World, realizzata nel 2021 per la Turbine Hall della Tate Modern di Londra.
“L’arte anticipa il futuro”: la serie video di School of Vision
Attraverso una serie video in 14 episodi, il progetto analizza il lavoro di artisti contemporanei internazionali che stanno anticipando i cambiamenti legati alla mobilità, all’energia, alle città e alla sostenibilità. Al centro della riflessione c’è il ruolo dell’arte come strumento capace di intercettare i cosiddetti weak signals, i segnali deboli che attraversano il presente e anticipano trasformazioni ancora invisibili agli strumenti tradizionali di analisi. Ogni puntata è introdotta e raccontata da Marco Bassan, fondatore di Spazio Taverna e direttore scientifico della School of Vision.
Anicka Yi: l’artista che rimodula la mobilità
Nel corso dell’ultimo decennio Anicka Yi ha sviluppato un corpus di opere nato dall’incontro tra ricerca scientifica, biologia e mondo della profumeria, all’intersezione tra politica e microbiotica. La sua pratica indaga le distinzioni tassonomiche (ovvero la scienza che si occupa della classificazione degli organismi viventi o dei concetti) sempre più sfumate tra umano, animale, vegetale e macchina, attraverso un processo alchemico di sperimentazione che mette in relazione materiali spesso incompatibili.
Attraverso la collaborazione con ricercatori, l’artista ha realizzato opere caratterizzate da una dimensione politica e approfondisce il modo in cui cultura e società influenzano i sensi e la percezione, un ambito che lei definisce “biopolitica dei sensi”. Le sue installazioni, basate su concetti e tecniche scientifiche e capaci di attivare vividi scenari immaginari come In Love With the World, pongono interrogativi sulla psicologia umana e sui meccanismi che regolano la società.
Anicka Yi e la mobilità sostenibile con “In Love With the World”
L’opera è abitata dagli aerobes, organismi artificiali volanti ispirati alle forme delle meduse, dei funghi e di altre creature naturali. Riempiti di elio, mossi da piccoli rotori e guidati da un software, modificano le proprie traiettorie in relazione all’ambiente e alla presenza degli altri corpi.
I loro movimenti non seguono una coreografia prestabilita: dall’interazione tra macchine, visitatori, correnti d’aria e spazio nasce un comportamento complesso, variabile e solo parzialmente prevedibile. La Turbine Hall diventa così un ecosistema artificiale in continua trasformazione.
Attraverso scultura cinetica, robotica, software, biologia e composizioni olfattive, In Love With the World esplora forme di intelligenza prive di un unico centro di comando, ispirandosi anche a organismi come le muffe melmose, capaci di adattarsi all’ambiente pur senza cervello. L’opera immagina un futuro in cui macchine e infrastrutture possano trasformarsi insieme all’ambiente, adattandosi ai flussi, alle risorse e ai comportamenti collettivi.
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