La mostra sui Tesori dei Faraoni ha fatto record a Roma. E ora va in tour negli Stati Uniti

Si è conclusa lo scorso 14 giugno 2026, dopo sei settimane di proroga, la fortunata mostra che ha esposto alle Scuderie del Quirinale 130 reperti in arrivo dal Museo Egizio del Cairo e dal Museo di Luxor. Più di 400mila visitatori e due nuove tappe oltreoceano

Che la mostra I Tesori dei Faraoni, inaugurata a Roma lo scorso autunno, fosse destinata a riscuotere grande successo, era facilmente prevedibile. E la qualità dei reperti in arrivo dal Museo Egizio del Cairo e dal Museo di Luxor, alcuni mai usciti prima dall’Egitto, ha avuto la meglio anche su un allestimento non proprio inappuntabile, quanto meno sotto il profilo dell’apparato didascalico. Anche al curatela di Tarek El Awady, già direttore del Museo Egizio del Cairo, del resto, era una garanzia (catalogo e guide sono state curate da Zahi Hawass).

Visitatori record per la mostra “I Tesori dei Faraoni” a Roma

L’affluenza di pubblico è stata ingente, facendo registrare alle Scuderie del Quirinale uno dei successi espositivi più evidenti della sua storia. A mostra conclusa, dopo la proroga di oltre un mese concessa per accontentare la richiesta, si contano più di 400mila visitatori (nel periodo compreso tra il 24 ottobre 2025 e il 14 giugno 2026), con un coinvolgimento significativo del pubblico più giovane: circa 60mila tra studentesse e studenti hanno visitato l’esposizione, di cui oltre 40mila provenienti dalle scuole primarie. Scendendo nel dettaglio della profilazione dei visitatori si scopre anche che il 20% di loro ha meno di 30 anni; e che nel complesso il 60% dei visitatori è arrivato da Roma e dal Lazio, mentre il 40% dal resto d’Italia e dall’estero. “La grande partecipazione di scuole, giovani e famiglie, attraverso visite guidate, attività didattiche e laboratori, conferma la capacità del progetto di essere anche un importante momento formativo ed educativo, grazie all’indubbia attrattiva che la ricchezza del patrimonio dell’antico Egitto da sempre suscita” sottolinea ora Simone Todorow, ad di MondoMostre che in sinergia con il Ministero del Turismo e delle Antichità dell’Egitto ha coprodotto con ALES la mostra “Un sentito ringraziamento va ad Ales e alle Scuderie del Quirinale: partner fondamentali, con i quali è stato possibile realizzare, nel segno della collaborazione tra pubblico e privato, una mostra di siffatta importanza”.

Il tour negli Stati della mostra “I Tesori dei Faraoni”

Ma il successo si misura anche dalla decisione di portare I Tesori dei Faraoni in tour negli Stati Uniti. Prossimamente, infatti, la mostra arriverà a San Francisco e Fort Worth. Treasures of the Pharaohs sarà dapprima allestita al de Young Museum di San Francisco, per spostarsi in un secondo momento al Kimbell Art Museum di Fort Worth, entrambi nel board di produzione del progetto sin dall’origine.

In California la mostra debutterà il primo agosto (fino al 31 gennaio 2027), co-organizzata dai Fine Arts Museums of San Francisco insieme al Kimbell Art Museum, al Ministero del Turismo e delle Antichità della Repubblica Araba d’Egitto e al Supreme Council of Antiquities, in collaborazione con Ales S.p.A. e MondoMostre. Il pubblico di San Francisco potrà ammirare l’intero nucleo scientifico della mostra: i 130 manufatti presentati a Roma, inclusi pezzi – come i reperti della Città d’Oro di Amenofi III, scoperta nel 2021 da Zahi Hawass – che faranno per la prima volta la loro comparsa in Nord America.
Il 2027, invece, sarà l’anno del Texas: a Fort Worth, nell’edificio progettato nel 1972 da Louis I. Kahn (poi ampliato da Renzo Piano nel 2013), la mostra sarà allestita dal 14 marzo al 19 settembre. E l’auspicio è che dopo la seconda tappa il tour americano possa proseguire.

Tesori dei Faraoni
Tesori dei Faraoni: la maschera funeraria di Amenemope

Gli highlight della mostra “I Tesori dei Faraoni”

Anche in America la mostra riproporrà sei sezioni tematiche (I Tesori dei Faraoni; Le persone attorno ai Faraoni; Religione e credenze; La vita quotidiana; La Città d’Oro; Morte e aldilà) per presentare una visione completa della civiltà egizia, dallo sfarzo di corte alla quotidianità degli artigiani. Tra ori e corredi funerari (il sarcofago di Psusennes I, la Collana delle Mosche d’oro), pratiche rituali del passaggio verso l’aldilà (il monumentale sarcofago di Tuya, gli shabti, i vasi canopi) e altissime espressioni dell’arte faraonica, come la Hatshepsut in atto d’offerta, la diade di Thutmosi III con Amon, la Triade di Micerino in scisto scolpito e la maschera funeraria d’oro di Amenemope.

Livia Montagnoli

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