Le più importanti mostre da vedere a Milano nell’estate 2026
Pittori del passato tutti da scoprire, protagonisti dell’arte contemporanea e speciali percorsi tematici: ecco quali mostre non perdere in questi mesi a Milano
Tra grandi musei e importanti fondazioni, a Milano l’estate “dell’arte” è ricca di proposte interessanti. Dalla pittura rinascimentale di Giovanni Agostino da Lodi alla Pinacoteca di Brera si arriva a quella contemporanea di Francesco Clemente in Triennale, passando per la stagione dei Macchiaioli e quella della Metafisica a Palazzo Reale. Al Pirelli HangarBicocca le mostre parlano di casa e abitare, mentre alla Fondazione Rovati il protagonista è un mito antico. Il Museo del Novecento, invece, dedica uno speciale focus a una speciale storia milanese… Non rimane che scegliere cosa vedere, per cui ecco le mostre da non perdere nell’estate 2026 a Milano.

Pinacoteca di Brera – Giovanni Agostino da Lodi
È la prima mostra dedicata a questo artista così originale, attivo in Italia a cavallo tra XV e XVI Secolo. L’esposizione restituisce tutta la complessità di Giovanni Agostino da Lodi attraverso 46 opere autografe e di altri grandi autori quali Bramantino, Giovanni Bellini, Giorgione e Dürer, con prestiti internazionali da musei come il Louvre a Parigi, il Kunsthistorisches Museum di Vienna, il Prado di Madrid e la National Gallery a Londra. Il percorso espositivo ricostruisce la carriera e il contesto in cui Giovanni Agostino da Lodi si formò, mostrando come seppe rielaborare in modo del tutto personale le lezioni dei grandi maestri.
Milano // fino al 13 settembre 2026
Giovanni Agostino da Lodi. Un pittore itinerante tra Leonardo e Giorgione
PINACOTECA DI BRERA – Via Brera, 28
Scopri di più

Palazzo Citterio – Mimmo Paladino
La Sala Stirling di Palazzo Citterio ospitare i Dormienti di Mimmo Paladino, uno dei lavori più celebri dell’artista, e un nucleo di opere su carta del 1973. Concepiti alla fine degli Anni Novanta, i Dormienti sono stati esposti in numerosi contesti, anche internazionali, a partire dalla Roundhouse di Londra nel 1999. Per quella occasione, Brian Eno compose una traccia sonora che accompagnava la visita del pubblico e che è ora riproposta anche nell’appuntamento milanese. I corpi dei Dormienti, che ricordano i resti inermi degli abitanti di Pompei e Ercolano sorpresi dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., in realtà traggono ispirazione dai disegni che lo scultore britannico Henry Moore realizzò alle persone rannicchiate nei ricoveri di guerra inglesi durante la Seconda Guerra Mondiale.
Milano // fino al 26 luglio 2026
Paladino
PALAZZO CITTERIO – Via Brera, 14
Scopri di più

Museo del Novecento – Picasso a Milano
È una piccola mostra-focus che ricostruisce la vicenda dell’Homme assis di Pablo Picasso, primo dipinto dell’artista a entrare nelle collezioni civiche milanesi nel 1972. Attraverso fotografie, documenti e materiali d’archivio, il percorso racconta come il “moschettiere” picassiano sia divenuto un simbolo politico e culturale tra la Parigi del Salon de Mai, la Cuba rivoluzionaria del Salón de Mayo e la Milano delle mobilitazioni antifranchiste. Al centro della narrazione emerge la grande iniziativa del 1972 Amnistia. Que trata de España, ospitata a Palazzo Reale nel marzo 1972 grazie al sostegno del Comune di Milano, dei sindacati italiani e delle Comisiones Obreras spagnole. L’acquisto del dipinto da parte del Comune di Milano per volere del sindaco Aldo Aniasi trasformò l’opera in un gesto concreto di solidarietà internazionale e di sostegno alla lotta contro il regime franchista.
Milano // fino al 27 settembre 2026
Il primo Picasso di Milano
MUSEO DEL NOVECENTO – Piazza del Duomo, 8
Scopri di più
Triennale – Andrea Branzi / Francesco Clemente
Le due grandi mostre in Triennale sono dedicate a due protagonisti della cultura italiana tra XX e XXI Secolo. La prima, ripercorre l’opera di Andrea Branzi, architetto, designer, docente, teorico, critico, curatore e artista. Attraverso lo sguardo dell’architetto giapponese e vincitore del Pritzker Prize Toyo Ito, questa mostra mette in dialogo installazioni, oggetti e disegni evidenziando temi centrali del pensiero di Branzi come la fragilità, l’ibridazione e la convivenza planetaria. L’esposizione include anche un’installazione ambientale dedicata a No-Stop City (1969–72), progetto simbolo del pensiero radicale sulla metropoli contemporanea.
La grande retrospettiva dedicata a Francesco Clemente, invece, esplora la sua pratica pittorica dalla fine degli Anni Settanta a oggi, riunendo circa 70 opere tra lavori raramente esposti, produzioni inedite e nuovi dipinti. La mostra propone la dimensione dell’in-between, un essere tra mondi e dimensioni, come soggetto che attraversa tutta la sua produzione. C’è, infatti, un senso di metamorfosi che anima l’immaginario dell’artista, in un continuo dialogo tra interiorità ed esteriorità. Le immagini di Clemente affrontano temi legati all’identità e alla condizione umana – il sé, il corpo, la sessualità, la spiritualità, il mito e paesaggi onirici – in una pratica che non segue un percorso lineare, ma si sviluppa attraverso molteplici direzioni e linguaggi.
Milano // fino al 4 ottobre 2026
Andrea Branzi by Toyo Ito. Continuous Present
TRIENNALE – Viale Alemagna, 6
Scopri di più
Milano // fino al 6 settembre 2026
Francesco Clemente. In between
TRIENNALE – Viale Alemagna, 6
Scopri di più
Pirelli HangarBicocca – Benni Bosetto / Rirkrit Tiravanija
Le due mostre in corso all’HangarBicocca parlano entrambe di casa, benché con prospettive, estetiche e interessi lontanissimi tra loro. Al centro della mostra di Tiravanija c’è la trentennale ricerca dall’artista intorno alla pratica spaziale e architettonica. Il titolo del progetto fa riferimento a una filastrocca inglese dell’Ottocento, strutturata come una narrazione ripetitiva e cumulativa che, pur chiamandosi La casa che Jack ha costruito, non racconta la storia della casa né di chi l’ha edificata. Evocandola, Tiravanija mette in luce il suo rapporto con l’autorialità, un tema da sempre presente nella sua ricerca, concependo gli edifici come piattaforme il cui valore è determinato dall’uso e dalle persone che li abitano, non dalla loro forma né da chi li ha progettati.
Per il suo titolo, Rebecca, la mostra di Benni Bosetto trae spunto dall’omonimo romanzo del 1938 di Daphne du Maurier in cui la casa è protagonista e conserva la memoria di una donna defunta che l’abitava, Rebecca appunto. La casa, così come la mostra, diventa un vero e proprio corpo femminile architettonico, un organismo vivente. Il nome Rebecca, che etimologicamente significa “legame, unione”, rimanda ai gesti dell’accogliere, del raccogliere e del trattenere, temi centrali nella poetica di Bosetto, in cui il corpo e l’ambiente si fondono in una relazione intima e continua.
Milano // fino al 26 luglio 2026
Rirkrit Tiravanija. The House That Jack Built
PIRELLI HANGARBICOCCA – Via Chiese, 2
Scopri di più
Milano // fino al 19 luglio 2026
Benni Bosetto. Rebecca
PIRELLI HANGARBICOCCA – Via Chiese, 2
Scopri di più

Fondazione Prada – Mona Hatoum
Over, under and in between è un progetto site-specific concepito da Mona Hatoum per la sede milanese di Fondazione Prada e che invita a riflettere sull’instabilità dei nostri tempi e sulla precarietà dell’esistenza. Le tre installazioni che compongono la mostra esplorano alcuni elementi identitari del vocabolario artistico di Hatoum: la ragnatela, la mappa e la griglia. La loro presenza riattiva lo spazio dell’edificio Cisterna, che un tempo ospitava i silos e i serbatoi della ex distilleria di alcolici situata nel complesso della Fondazione Prada. I tre lavori, indipendenti l’uno dall’altro, rappresentano i concetti di instabilità, pericolo e fragilità creando un dialogo con lo spazio e, in particolare, con l’esperienza fisica del visitatore.
Milano // fino al 6 novembre 2026
Mona Hatoum. Over, under and in between
FONDAZIONE PRADA – Largo Isarco, 2
Scopri di più

Osservatorio Fondazione Prada – Hito Steyerl
Nell’altro spazio milanese di Fondazione Prada, Hito Steyerl intreccia molteplici narrazioni accomunate dal motivo ricorrente dell’inondazione, evocando temi urgenti come le attuali derive autoritarie alimentate dall’uso dell’intelligenza artificiale, la crisi climatica e le pressioni politiche esercitate sulla comunità scientifica. La mostra presenta un nuovo film di Steyerl, realizzato appositamente per il progetto, che confluisce in un’installazione video e dà origine a una serie di oggetti, strutture e videointerviste. Attraverso questi lavori, tempo e spazio sono riorganizzati prendendo in prestito la logica della fisica quantistica e della fantascienza per esplorarne le dimensioni estetiche e visuali.
Milano // fino al 30 ottobre 2026
Hito Steyerl. The Island
OSSERVATORIO FONDAZIONE PRADA – Galleria Vittorio Emanuele II
Scopri di più

Gallerie d’Italia – Arnaldo Pomodoro
La mostra dedicata ad Arnaldo Pomodoro è il racconto di una vita, di un viaggio artistico durato oltre sessant’anni: dal fermento degli esordi alla metà degli Anni Cinquanta fino alle più recenti sperimentazioni degli Anni Duemila. Il percorso espositivo permette di ammirare i capisaldi della produzione dell’artista, ma anche di scoprire opere meno note e un nucleo di materiali d’archiviocapaci di stimolare nuove chiavi di lettura. A restituire la forza visionaria della ricerca di Pomodoro contribuisce anche l’allestimento, con una rilettura dei più efficaci display ideati dall’artista nel corso della sua carriera.
Milano // fino al 18 ottobre 2026
Arnaldo Pomodoro. Una vita
GALLERIE D’ITALIA – Piazza della Scala, 6
Scopri di più
Palazzo Reale – Macchiaioli / Anselm Kiefer
Con oltre 100 opere esposte, la mostra dedicata ai Macchiaioli ricostruisce l’avventura di artisti come Fattori, Lega e Signorini, che combatterono con pennelli e colori una battaglia estetica e civile, intrecciata alle vicende del Risorgimento. L’esposizione è frutto degli ultimi studi sui Macchiaioli da parte dei tre esperti italiani più autorevoli del movimento: il progetto espositivo è, infatti, ideato e curato da Francesca Dini, Elisabetta Matteucci e Fernando Mazzocca e rappresenta un momento di recupero, riflessione e valorizzazione di un frammento fondamentale di storia dell’arte che ha costruito le comuni radici culturali del nostro Paese, attraverso una nuova e più approfondita lettura della loro esperienza.
Le Alchimiste di Kiefer nasce da un progetto avviato nel 2023 e presenta oltre quaranta grandi teleri concepiti appositamente per dialogare con la drammatica bellezza della Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale, un luogo profondamente segnato dal bombardamento del 1943. Per questa mostra Kiefer ha convocato una costellazione di figure femminili, note e dimenticate: da Isabella Cortese e Maria la Giudea a Marie Meudrac, Rebecca Vaughan e Mary Anne Atwood. Attraverso la sua pittura materica e simbolica, l’artista restituisce volti e corpi cancellati dalla storia, riconoscendo alle alchimiste un ruolo cruciale nella nascita del pensiero scientifico moderno.
Milano // fino al 5 luglio 2026
I Macchiaioli
PALAZZO REALE
Scopri di più
Milano // fino al 27 settembre 2026
Anselm Kiefer. Le Alchimiste
PALAZZO REALE
Scopri di più

Fondazione Rovati – Il mito di Meleagro
Il fulcro della mostra è l’inedita presentazione al pubblico della fronte di un sarcofago romano databile al 170–180 d.C., raffigurante la Morte di Meleagro e altri episodi del mito. L’opera fa parte di una ristretta serie di sarcofagi dedicati al mito di Meleagro e, tra gli esemplari noti, il sarcofago ora in mostra alla Fondazione Rovati si distingue per qualità formale e per la data precoce del suo reimpiego medievale. A partire da questo oggetto, la mostra sviluppa una riflessione sulla “biografia” di un gesto: una figura, generalmente femminile, che irrompe nella scena con le braccia protese all’indietro, espressione codificata di disperazione. Nato in età romana e attestato in un vaso d’argento da Pompei, esposto in mostra e proveniente dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli, questo gesto scompare per oltre un millennio, per riemergere improvvisamente nel XIII secolo. Il percorso arriva fino al pensiero di Aby Warburg, che individuò in questo gesto un caso emblematico di trasmissione delle forme espressive dell’antico, sintetizzato nel concetto di Pathosformel. *
Milano // fino al 2 agosto 2026
Storia di un gesto. Il mito di Meleagro dall’arte classica a Warburg, a Picasso
FONDAZIONE LUIGI ROVATI – Corso Venezia, 52
Scopri di più

PAC – Performance e storia
Arriva la nuova edizione di PERFORMING PAC con una mostra dedicata alla riflessione sull’utilizzo di materiali e linguaggi plurimi, con stratificazioni di significati tramite collage, assemblage e installazioni. Analogamente alle edizioni precedenti, si parte dalla “rimessa in scena” di un’esposizione storica del PAC, ricostruita attraverso materiali d’archivio: Kurt Schwitters. Collages, dipinti e sculture 1914-1947, curata nel 2001 da Karin Orchard con la collaborazione di Luigi Sansone. Il titolo è preso in prestito dai versi finali del poema The Waste Land di T.S. Eliot (1922), che con Schwitters condivide il desiderio di “costruire con le macerie”, raccogliendo i frammenti della cultura occidentale e opponendoli al crollo e alla desolazione del mondo moderno. Partendo dal processo additivo e di rielaborazione di Schwitters sono stati invitati sette artisti che ne raccolgono idealmente eredità e suggestioni: Jacopo Benassi, John Bock, Gabriella Ciancimino, Roberto Cuoghi, Thomas Hirschhorn, Lucia Marcucci e Mika Rottenberg.
Milano // fino al 13 settembre 2026
Performing PAC. These fragments I have shored against my ruins
PAC – Via Palestro, 14
Scopri di più
Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati