È uno dei musei più importanti al mondo: i capolavori del Kunsthistorisches Museum di Vienna per la prima volta a Roma

L’arte da sempre unisce e lo dimostra “Da Vienna a Roma. Capolavori degli Asburgo dal Kunsthistorisches Museum organizzata” mostra visitabile al Museo del Corso fino al 5 luglio, con cui la prestigiosa istituzione viennese, proclamando il 2026 “Anno dell’Italia”, celebra attraverso l’arte il legame secolare tra due Paesi

Fecondi, intensi, complessi, a tratti burrascosi, i rapporti secolari tra Vienna e Roma hanno segnato, con tratto profondo, la storia d’Europa, almeno fino al Primo Conflitto Mondiale. Un fil rouge di alterne vicende condivise, e soprattutto di mutui scambi culturali, che, in realtà, non si è mai interrotto. Tanto che oggi, il Kunsthistorisches Museum, prestigiosa istituzione museale viennese (dovremmo dire, mondiale) ha deciso di proclamare il 2026 “Anno dell’Italia”, con un ricco e articolato calendario di iniziative che coinvolgono entrambe le nazioni, a rinsaldare fattivamente un antico legame con un dovizioso omaggio alla grande arte italiana.

Veduta dell'allestimento della mostra "Da Vienna a Roma", Museo del Corso di Palazzo Cipolla, Roma
Veduta dell’allestimento della mostra “Da Vienna a Roma”, Museo del Corso di Palazzo Cipolla, Roma

La mostra “Da Vienna a Roma. Capolavori degli Asburgo dal Kunsthistorisches Museum”

A dare il via alla nutrita programmazione, la grande mostra a Palazzo Cipolla, Da Vienna a Roma. Capolavori degli Asburgo dal Kunsthistorisches Museum, a cura di Cäcilia Bischoff, storica dell’arte del KHM. Oltre cinquanta opere – dal tardo Rinascimento al Barocco – provenienti dalle collezioni della famiglia imperiale degli Asburgo, esposte per la prima volta in Italia, adunano i maestri della pittura europea: da Tiziano a Rubens, da Caravaggio a Velasquez, dal Tintoretto a Van Dyck. Tra i capolavori della pinacoteca imperiale, un piccolo spazio è stato riservato ai preziosi manufatti della Kunstkammer del museo: si tratta di una camera delle meraviglie (affine alla Wunderkammer), un ambiente ecletticamente allestito a saziare lo sguardo onnivoro ed enciclopedico, di filiazione umanistico-rinascimentale, del ricco e talvolta erudito committente.

Confronti tra Roma e Vienna

La sala che introduce alla mostra propone un confronto tra il Palazzo neorinascimentale, progettato dall’architetto Antonio Cipolla per ospitare la Cassa di Risparmio di Roma (ultima grande impresa edilizia della Roma papale e primo grande edificio pubblico della Capitale del Regno d’Italia, recita il pannello di sala) ed oggi sede del Museo del Corso, e l’edificio monumentale concepito dagli architetti Gottfried Semper e da Carl Hasenauer, anch’esso in stile neorinascimentale, su commissione dell’Imperatore Francesco Giuseppe per accogliere le collezioni asburgiche, e inaugurato nel 1891.

Orazio Gentileschi, Riposo durante la fuga in Egitto, 1622-1623 ca. © KHM-Museumsverband
Orazio Gentileschi, Riposo durante la fuga in Egitto, 1622-1623 ca. © KHM-Museumsverband

Una mostra per riflettere sui legami tra nazioni e storie

Da meditare a lungo, le parole dello storico dell’arte Jonathan Fine, direttore del KHM, introduttive al catalogo: “La storia artistica condivisa riflette un comune impegno nei confronti dei valori fondamentali dell’Europa. Anche in questo ambito, arte e cultura svolgono un ruolo essenziale: esse connettono la profondità storica alla responsabilità contemporanea e operano come ponti duraturi tra nazioni, istituzioni e società…In un momento segnato da rilevanti sfide globali ed europee, la mostra riafferma la forza unificante dell’arte e della cultura, nonché la responsabilità dell’Europa nei confronti del proprio patrimonio condiviso”.

Giuseppe Arcimboldo, L'inverno, 1563 © KHM-Museumsverband
Giuseppe Arcimboldo, L’inverno, 1563 © KHM-Museumsverband

Un’opera simbolo di Arcimboldo

Ci soffermiamo in particolare dinanzi a un’allegoria dell’Inverno di Giuseppe Arcimboldo, uno di quei singolarissimi dipinti che hanno reso il pittore lombardo famoso in tutto il mondo per la forza visionaria del suo ingegno e per aver saputo mostrare, senza retorica, come la metamorfosi e la trasformazione siano il motore ineffabile della vita. Tramutando l’eterno dramma dell’esistenza in un lampo di godimento estetico.

Luigi Capano

Roma // fino al 5 luglio 2026
Da Vienna a Roma. Capolavori degli Asburgo dal Kunsthistorisches Museum
MUSEO DEL CORSO DI PALAZZO CIPOLLA – Via del Corso, 320
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Luigi Capano

Luigi Capano

Di professione ingegnere elettronico, si dedica da diversi anni all’organizzazione di eventi culturali sia presso Gallerie private che in spazi istituzionali. Suoi articoli d’arte sono apparsi su periodici informatici e cartacei: Rivista dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma, Expreso…

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