Crisi climatica e beni culturali. Il video dei temporali che sorprendono i visitatori a Pompei: fortuna che ci sono le antiche strisce pedonali romane

Un violento acquazzone si è abbattuto su Pompei il 26 giugno 2026, trasformando le strade degli scavi in torrenti d'acqua attraversabili solo grazie ai passaggi pedonali costruiti dai Romani

E mentre in Francia si corre ai ripari per l’emergenza caldo, rimodulando il flusso dei turisti e gli orari di visita nei principali luoghi della cultura, in Italia il maltempo coglie di sorpresa i visitatori. È il caso delle forti piogge registrate a Napoli e provincia che, nel pomeriggio del 26 giugno, hanno investito il Parco Archeologico di Pompei, trasformando i viali degli scavi in torrenti d’acqua. I turisti sono stati così costretti ad attraversare le antiche strade utilizzando gli storici passaggi pedonali realizzati dai Romani circa duemila anni fa.

Il Parco Archeologico di Pompei reso impraticabile a causa delle forti piogge

Nonostante fosse stata diramata un’allerta meteo gialla per temporali in Campania, molti visitatori hanno deciso di recarsi ugualmente agli scavi di Pompei. L’acquazzone che ha colpito il sito archeologico ha però reso impraticabili numerosi percorsi, trasformando le strade in corsi d’acqua attraversabili soltanto grazie ai basoli sopraelevati.
Questi elementi che emergono dal piano stradale possono essere considerati una sorta di antenate delle moderne strisce pedonali: furono infatti progettati dai romani per consentire il passaggio dei pedoni anche in presenza di acqua o fango.

Parola al direttore del Parco Gabriel Zuchtriegel

Dopo una violenta tempesta a Pompei, per ora nessun danno a persone o cose segnalato, grazie a Dio… Invece, si vede cosa succede quando piove a Pompei, e cosa succedeva 2000 anni fa, e a che cosa servivano le ‘strisce pedonali’ dei Romani”, ha spiegato il direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel, in un post pubblicato Instagram.

L’emergenza climatica e la salvaguardia dell’ambiente e del patrimonio culturale

Episodi di questo genere si verificano con frequenza crescente e sono spesso associati agli effetti del cambiamento climatico, che negli ultimi anni ha contribuito all’intensificarsi di fenomeni meteorologici estremi. Come evidenziato anche dai recenti casi di chiusure anticipate e rimodulazioni degli accessi in diversi poli culturali europei, il nuovo scenario climatico sta già modificando diverse attività quotidiane, sul lavoro, sull’ambiente e sul patrimonio culturale.
Nel caso di Pompei, come ha sottolineato il direttore Zuchtriegel, la bomba d’acqua non ha provocato danni al sito archeologico né alle persone presenti. Tuttavia, eventi di questa portata e intensità potrebbero rappresentare, nel lungo periodo, una minaccia per luoghi millenari e particolarmente fragili come il Parco Archeologico di Pompei.

Valentina Muzi

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Valentina Muzi

Valentina Muzi

Valentina Muzi (Roma, 1991) è diplomata in lingue presso il liceo G.V. Catullo, matura esperienze all’estero e si specializza in lingua francese e spagnola con corsi di approfondimento DELF e DELE. La passione per l’arte l’ha portata a iscriversi alla…

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