Il Castello Svevo di Trani ha un nuovo allestimento multimediale: animali fantastici e un’immersione nel mare

Il castello voluto da Federico II domina l’Adriatico dalla costa pugliese. Esempio mirabile di architettura difensiva medievale, il sito propone un nuovo percorso interattivo, che ripercorre le tappe costruttive dell’edificio, attinge alle iconografie dei bestiari medievali e infine conduce a un confronto diretto con il mare

Anche Trani fu coinvolta nel Duecento nell’imponente progetto di fortificazione, in chiave difensiva, promosso da Federico II di Svevia a protezione del Regno di Sicilia. Tra i castelli eretti in terra pugliese, quello di Trani, collocato al centro di una rada, doveva fungere da cerniera tra il mare e l’entroterra, in posizione strategica per anticipare eventuali attacchi del nemico.

La storia del Castello Svevo di Trani

Costruito sul modello dei castelli crociati di Terra Santa, il Castello Svevo di Trani fu dotato di una pianta quadrangolare, rinforzato ai vertici da quattro torri quadrate di uguale altezza. Nel Cinquecento, con l’avvento delle armi da fuoco, fu adeguato alle nuove tecniche difensive, e nell’Ottocento fu nuovamente rimaneggiato per diventare carcere. Dagli Anni Settanta del Novecento è entrato nelle disponibilità statali, beneficiando di un processo di restauro e musealizzazione, che oggi permette di visitarne gli ambienti storici: i due saloni monumentali al primo piano, di epoca federiciana; il corpo delle casematte, realizzato in epoca rinascimentale; cortili e bastioni; celle di detenzione ottocentesche, come la torre dell’orologio. Nel Museo del Castello, al piano terra del bastione quadrato, si scoprono inoltre i reperti lapidei provenienti dagli scavi effettuati durante i restauri novecenteschi.

Il nuovo allestimento del Castello Svevo di Trani

Ora il nuovo allestimento multimediale curato da Dotdotdot si propone di rendere più interattiva la visita. L’intervento si inserisce in una più ampia e articolata strategia di conservazione, riordino, catalogazione, digitalizzazione e riqualificazione del patrimonio storico-artistico del sito, ideata e coordinata dall’architetta Anita Guarnieri, e sostenuta dal finanziamento di un milione e mezzo di euro ricevuto tramite PNRR.

Lo studio Dotdotdot è specializzato nella progettazione di ambienti narrativi, esperienze interattive e storico-museali, e presente ormai con le sue soluzioni in diversi siti culturali italiani. Al Castello Svevo ha realizzato tre installazioni permanenti, dedicate rispettivamente all’architettura millenaria dell’edificio, al bestiario medievale e al rapporto che lega il monumento al mare. La prima è stata pensata come un archivio tattile, la seconda connette il patrimonio artistico del castello con il territorio circostante tramite la creatività dello spettatore, mentre la terza attinge alle emozioni dei visitatori.

L'allestimento di Dotdotdot al Castello Svevo di Trani. Photo Edoardo Delille
L’allestimento di Dotdotdot al Castello Svevo di Trani. Photo Edoardo Delille

Le installazioni interattive di Dotdotdot per il Castello Svevo di Trani

Si parte dal bastione a nord-est, per utilizzare tatto, vista e ascolto, al cospetto del modellino ligneo settecentesco del castello. Un tavolo interattivo touch consente un’esplorazione tridimensionale del Castello, che spazia attraverso le sale e le epoche storiche. Il visitatore può accedere, inoltre, a un archivio virtuale di 50 reperti e attivare una proiezione sulla volta del torrione guidata dalla voce dell’attore e doppiatore Fabrizio Vidale.
Nella Sala Manfredi è stato messo in scena il bestiario medievale: reperti zoomorfi in pietra – frammenti di drago, leone, felino, aquila, grifone e altri – sono esposti su un sistema di supporti appositamente progettati, accompagnati da una proiezione sulla parete di fondo dedicata agli animali fantastici. E gli stessi visitatori possono progettare il proprio animale fantastico attraverso una filastrocca da comporre. L’installazione fa inoltre dialogare il patrimonio iconografico del castello con la cattedrale, le altre chiese romaniche e i palazzi cittadini.
Il percorso si conclude nelle scuderie, in un ambiente parzialmente ipogeo dove un “mare generativo” si anima sulla parete seguendo un loop di tre minuti, amplificato da un sound design spazializzato. L’opera si basa su contenuti visivi e audio parametrici, generati dal vivo da codice e algoritmi anziché essere preregistrati. Parallelamente, un video mapping a pavimento mette in evidenza i principali reperti presenti, inserendoli nel flusso narrativo senza ricorrere a didascalie tradizionali.
L’operazione ha consentito anche di realizzare una nuova passerella per l’accesso dal cortile centrale e di aprire la Porta a mare per condurre i visitatori, per la prima volta, sul ballatoio sul fronte nord, che offre una vista prospettica inedita della cattedrale di Trani.

Livia Montagnoli

Castello Svevo
Piazza Manfredi, Trani
Scopri di più

Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati