A Milano una mostra racconta la mitica Elisabetta Catalano, grande fotografa amica degli artisti

Negli spazi di Viasaterna Elisabetta Catalano è protagonista di un percorso che mette insieme il suo lavoro, le sue passioni e le sue relazioni: dai ritratti delle dive all’amicizia con Fabio Mauri e Jannis Kounellis

Elisabetta Catalano. Cinema, Moda e Performance è il titolo della mostra dedicata alla fotografa romana di origine pugliese Elisabetta Catalano (Roma, 1944 – 2015), ospitata negli Spazi di Viasaterna. Organizzata in collaborazione con l’archivio della fotografa, è curata da Laura Cherubini ed è dedicata alla memoria del marito di Catalano, Aldo Ponis, recentemente scomparso, che ha fatto molto per la costruzione e l’ampliamento dell’archivio di Elisabetta. Personaggio unico nel mondo della fotografia, ha lavorato a stretto contatto con alcuni degli artisti più importanti del panorama dell’arte contemporanea dagli Anni Sessanta, da Mario Ceroli a Jannis Kounellis, da Joseph Beuys a Gilbert and George.

Installation view: Elisabetta Catalano. Cinema, Moda e Performance. Ph: Eduardo De Matteis. Courtesy Viasaterna e Archivio Elisabetta Catalano
Installation view: Elisabetta Catalano. Cinema, Moda e Performance. Ph: Eduardo De Matteis. Courtesy Viasaterna e Archivio Elisabetta Catalano

Il rapporto di Elisabetta Catalano con gli artisti

Anche se l’artista con il quale ha collaborato più intensamente è stato Fabio Mauri con il quale ha vissuto una lunga storia di amore e amicizia, che l’ha formata in senso artistico e culturale. Mauri, intellettuale raffinato, ha collaborato con Catalano per alcuni dei suoi lavori, così per Ebrea e per Il Teatro delle mostre. Vettor Pisani e Michelangelo Pistoletto hanno realizzato nel suo studio di Roma Plagio, presentata alla Galleria Marlborough nel 1973. Ricordo ancora quando Fabio Mauri me l’ha presentata oltre venti anni fa, come una fotografa che non potevo non conoscere.

I ritratti di Catalano in mostra da Viasaterna

Elisabetta, con la quale ho passato un divertente pomeriggio fra boutiques e caffè, mi ha raccontato della sua passione per i ritratti su cui si basava buona parte della sua attività. Molti politici romani sono passati dal suo obiettivo, ma anche aristocratici e attori. Il lavoro che l’ha lanciata è stato quello sul set di di Federico Fellini. Indimenticabile il ritratto sui set, come dimostrano i numerosi scatti presenti in mostra, a partire dal ritratto dei tre protagonisti de Il giardino dei Finzi Contini di Vittorio De Sica, un film del 1970: Helmut Berger, Dominique Sanda, Lino Capolicchio. Un’immagine in cui il tempo è sospeso. Silvana Mangano è ritratta sul set di Gruppo di famiglia in un interno di Luchino Visconti, in cui interpreta il ruolo di un’arricchita arrogante. La pelliccia che indossa è di Fendi. Anche qui Catalano riesce a comprendere il senso più profondo della scena, della volontà dell’artista, del mondo della moda.

La moda negli scatti di Catalano

Catalano è stata anche fotografa di moda. I suoi lavori sono immediatamente riconoscibili, il più delle volte sono dei veri e propri set in cui sono inserite anche opere d’arte. Altre volte la foto di moda è ambientata negli atelier degli stilisti stessi, come in un celebre scatto del quale è protagonista Valentino Garavani. Nel 1971 ha lavorato a New York per Vogue America e a Parigi per Vogue France.

La psicologia della diva in mostra a Milano

Catalano è riuscita a cogliere la psicologia dei suoi personaggi con cui riusciva a entrare in dialogo, una sorta di Nadar dei tempi moderni, che ha cattura attrici come Claudia Cardinale, Stefania Sandrelli, Mariangela Melato, Sandra Milo sempre ritratta su un set di Fellini, Giulietta degli spiriti. Di grande forza il ritratto di Florinda Bolkan in una posa a dire poco sexy e accattivante che è diventata il manifesto di Metti una sera a cena di Giuseppe Patroni Griffi.

Angela Madesani

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Angela Madesani

Angela Madesani

Storica dell’arte e curatrice indipendente, è autrice, fra le altre cose, del volume “Le icone fluttuanti. Storia del cinema d’artista e della videoarte in Italia”, di “Storia della fotografia” per i tipi di Bruno Mondadori e di “Le intelligenze dell’arte”…

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