A Roma aprirà un hotel al posto di uno storico teatro degli Anni Trenta (ma il teatro dovrebbe restare)

Si sblocca dopo oltre 20 anni la vicenda del Teatro delle Arti di Roma. Lo storico spazio culturale si avvia a soffiare sulle sue prime 90 candeline ma è in abbandono da una vita. Ora la svolta...

A patto che non siano dei Pesci d’Aprile, a Roma si sono sciolti due nodi urbanistici che galleggiavano a mezz’aria sopra la città da decenni. Il Cinema Metropolitan di Via del Corso finalmente sblocca la sua trasformazione in spazio commerciale pur mantenendo una sala cinematografica all’interno. E anche il Teatro delle Arti, abbandonato da 30 anni e in predicato di rigenerazione da almeno 20, trova un orizzonte progettuale grazie agli investimenti catalizzati da Castello Sgr: “Diventerà un nuovo albergo con una insegna internazionale che ancora non opera a Roma“, promettono gli acquirenti dell’immobile.

L'ex Teatro delle Arti a Roma
L’ex Teatro delle Arti a Roma

La storia del Teatro delle Arti di Via Sicilia a Roma

L’edificio razionalista progetto da Carlo Broggi in Via Sicilia (non lontano da Villa Borghese e da Via Veneto, in un distretto che si sta clamorosamente riempiendo di grandi catene alberghiere internazionali dopo anni di stallo e marginalità), pur trasformandosi in hotel punterà ugualmente a mantenere parte della sua identità. “Il teatro interno al fabbricato resterà e diverrà parte dell’esperienza degli ospiti“, hanno dichiarato gli investitori che probabilmente senza queste accortezze non potrebbero ottenere il via libera ai lavori da parte degli enti di tutela.

Un teatro futurista simbolo dell’epoca fascista

Il Teatro delle Arti venne aperto nel 1937, dunque il suo rifacimento scoccherà al compiere dei suoi 90 anni. Fu progettato da Carlo Broggi, architetto milanese (figlio di Luigi Broggi, cui si devono quasi tutti i palazzi attorno a Piazza Cordusio, a Milano) e nel tempo ospitò stagioni culturali importanti e di avanguardia con uno sguardo al Futurismo, molto si deve al suo primo direttore Anton Giulio Bragaglia che ne fece un luogo cruciale per capire l’andamento del mondo del teatro durante il regime fascista. Si chiamava “delle arti” perché aveva come mission tenere insieme teatro, danza, musica e poesia. Anche per questo negli Anni Quaranta era considerato tra gli spazi più sperimentali di Roma. 

L'ex Teatro delle Arti a Roma
L’ex Teatro delle Arti a Roma

Gli ultimi anni di attività del Teatro delle Arti e la trasformazione

Il livello si mantiene alto fino agli Anni Settanta, negli Anni Ottanta poi passa in gestione a Vittorio Cecchi Gori che dà continuità per qualche anno fino a alzare bandiera bianca nel 1990: sono dunque 36 anni che lo spazio è chiuso e in abbandono. Dal 2005 venne acquistato come investimento dalla Cassa di Previdenza dei Ragionieri che provò più volte a raggiungere un accordo col Comune per trasformarlo, ai tempi di Alemanno sindaco sembrava essere cosa fatta la trasformazione in uno spazio polifunzionale (commerci, teatro, residenze) intitolato ad Anna Proclemer, ma poi non se ne fece più niente nonostante il teatro per motivi politici fosse molto caro al primo cittadino. Oggi questo investimento da parte del fondo pensione dei ragionieri pare avere una prospettiva di rendita, nell’auspicio che resti una significativa parte di apertura al pubblico e che il Teatro delle Arti non si trasformi in un teatrino di corte ad esclusivo appannaggio degli ospiti di un hotel di lusso.

Massimiliano Tonelli

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Massimiliano Tonelli

Massimiliano Tonelli

È laureato in Scienze della Comunicazione all’Università di Siena. Dal 1999 al 2011 è stato direttore della piattaforma editoriale cartacea e web Exibart. Direttore editoriale del Gambero Rosso dal 2012 al 2021. Ha moderato e preso parte come relatore a…

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