Viaggio nei tre anni e mezzo di Daniela Santanché ora che è stata sostituita da Giorgia Meloni al Ministero del Turismo

Dopo le dimissioni rassegnate da Daniela Santanché, la guida del dicastero passa temporaneamente alla Presidente del Consiglio, che manterrà l’incarico ad interim (fino al termine della legislatura?). Un bilancio degli ultimi anni

Non si può dire che alla guida del Ministero del Turismo, Daniela Santanché non abbia lasciato il segno. Era il 22 ottobre del 2022 quando, all’atto di formazione ufficiale del Governo Meloni, Santanché – politica navigata oggi in forza al partito di Fratelli d’Italia e imprenditrice nel settore degli eventi e delle pubbliche relazioni – accettava l’incarico a dirigere il dicastero reso indipendente dal Ministero della Cultura poco più di un anno prima, durante il Governo Draghi.

Daniela Santanché al Ministero del Turismo. Un bilancio

Non ci volle molto per partorire la prima trovata di comunicazione – teoricamente punto di forza dell’ormai ex Ministra – per promuovere l’Italia e il suo patrimonio turistico: la campagna Open to Meraviglia, con la Venere di Botticelli influencer alla moda di Chiara Ferragni diventata mascotte dell’Enit su idea del gruppo Armando Testa, riscosse subito indignazione e sfottò, per rivelarsi, in un secondo momento, anche un ingiustificato dispendio di risorse economiche ed energie, a fronte dell’abbandono delle attività social proprio in piena alta stagione turistica.

La Venere della campagna Open to Meraviglia
La Venere della campagna Open to Meraviglia

Ma gaffe tutt’altro che prive di conseguenze per l’immagine di uno dei principali asset economici e occupazionali d’Italia si registrano a più riprese nei quasi quattro anni di mandato culminati con le dimissioni che Santanché è stata costretta a rassegnare a seguito dell’esito referendario del 23 marzo 2026, dopo un duro e inedito braccio di ferro con la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Nel corso del suo mandato, Santanché ha affrontato e superato tre mozioni di sfiducia per i suoi guai giudiziari (il rinvio a giudizio per falso in bilancio nell’inchiesta sulla società Visibilia, l’accusa di bancarotta di Ki Group, e un rinvio pendente per truffa aggravata all’Inps, procedimento tuttora congelato, con udienza preliminare sospesa in attesa del giudizio della Corte costituzionale), difendendo strenuamente il suo attaccamento all’incarico. Nel frattempo, proprio nelle ultime settimane, si è aggiunta all’appello anche l’inchiesta per bancarotta fraudolenta per il crac di Bioera, con l’iscrizione nel registro degli indagati dell’ormai ex Ministra del Turismo.

Le gaffe dell’ex Ministra Santanché

Dall’ostinazione a sostenere la necessità di realizzare un aeroporto per jet privati e piccoli charter a Cortina d’Ampezzo in fase di pianificazione delle Olimpiadi invernali 2026, “perché possa essere una destinazione internazionale al pari di St Moritz, Gstaad, Courchevel” (del resto per la ministra i collegamenti aerei sono sempre stati una buona soluzione, anche al cospetto di un disastro ambientale: leggasi frana di Cogne), ai lapsus cinematografici – il Gattopardo di Lucchini, anziché di Visconti – alla scarsa attitudine all’ascolto degli operatori del settore (diverse sono le contestazioni ricevute in passato durante manifestazioni dedicate agli addetti ai lavori), Daniela Santanché ha sempre dimostrato tutti i suoi limiti nel guidare il dicastero assegnatole. Con un approccio all’impegno istituzionale e alla causa del turismo tutt’altro che adeguato, quando non inopportuno (com’è stato vero, in passato, anche per altri dicasteri con ricadute culturali del Governo Meloni): come dimenticare, tra le ultime gaffe, la condivisione sui profili social del MIT di un articolo apparso a novembre 2025 sul Telegraph, interpretato dalla Ministra come un elogio allo stile di vita italiano, e invece volto a dimostrare la difficoltà di barcamenarsi tra una burocrazia asfissiante e la mancanza di opportunità per i più giovani nel nostro Paese?

Gli ultimi impegni di Daniela Santanché al Ministero del Turismo

Durante l’ultimo Forum del Turismo, tenutosi a Milano lo scorso gennaio, la Ministra proponeva un piano per rilanciare il settore in sei punti, insistendo sulla necessità di sostenere le aggregazioni di imprese per essere più competitivi sul mercato internazionale, di rivedere il calendario scolastico per destagionalizzare il turismo, di lavorare sull’undertourism, di semplificare la burocrazia e di prevedere un sostegno economico strutturale al comparto, su base europea (“serve un fondo europeo per il turismo, solo così potremo dare sostegno al settore”). Mentre l’ultimo impegno istituzionale, solo qualche giorno fa, ha visto Santanché presiedere il tavolo tecnico con Confartigianato sugli effetti delle crisi internazionali per il turismo.

Giorgia Meloni assume l’incarico ad interim per il Ministero del Turismo

Dopo le dimissioni rassegnate da Santanché nel pomeriggio del 25 marzo, il Ministero del Turismo è rimasto vacante. E si è deciso, su proposta della stessa Presidente del Consiglio, di non procedere, almeno per il momento, con la designazione di un nuovo nome (il totonomi aveva coinvolto Giovanni Malagò, Gianluca Caramanna e Luca Zaia). Dunque il dicastero sarà guidato ad interim da Giorgia Meloni (non un grande segnale di attenzione al mondo del turismo c’è da dire), che manterrà temporaneamente l’incarico (forse per l’intero anno residuo – o poco più – della legislatura in corso? O per il tempo sufficiente a far calmare le acque?). A renderlo noto è il Quirinale, mentre Palazzo Chigi comunica, attraverso una nota ufficiale, che Meloni e il Presidente Sergio Mattarella hanno avuto un colloquio telefonico, e che Santanché ha lavorato in questi anni “con grande dedizione e assicurato il proprio contributo alla ripresa e al rilancio del turismo italiano”. Si assicura, inoltre, che il governo “continuerà a lavorare per sostenere e valorizzare un asset strategico dell’economia nazionale, che assicura prosperità, benessere e prestigio”.

Livia Montagnoli

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