Le visite al Sancarlone sul Lago Maggiore per scoprire una delle statue più alte al mondo. Dall’interno
Persino il progettista della Statua della Libertà, prima di realizzarla, volle studiare la struttura del Colosso di San Carlo, progettato nel Seicento da Giovan Battista Crespi, per volere di Federico Borromeo. Desideroso di celebrare suo cugino, all’epoca già canonizzato, con un enorme statua posta sulla cima del Sacro Monte di Arona
Chi frequenta la sponda piemontese del Lago Maggiore la conosce come Sancarlone, affettuoso nomignolo attribuito alla Statua di San Carlo Borromeo per la sua stazza imponente. Eretta nel Seicento a coronamento del Sacro Monte di Arona, con i suoi 35 metri di altezza (quasi 12 di piedistallo) la statua è una delle più alte al mondo tra quelle accessibili all’interno: una scala a chiocciola, sulla parte posteriore del piedistallo, conduce alla terrazza che si apre ai piedi del Santo, prima apertura panoramica sul lago; ma chi lo desidera può continuare l’ascesa all’interno del monumento, per mezzo di una ripida scala alla marinara, che termina proprio all’altezza della testa di Carlo Borromeo. Dove i fori circolari ricavati in corrispondenza degli occhi (insieme alle aperture sulla schiena) offrono uno scorcio ulteriore sul paesaggio circostante.
Le visite guidate all’interno della Statua di San Carlo ad Arona
È dunque una visita spettacolare quella proposta da Archeologistics, impresa sociale che gestisce gli accessi al monumento per conto della Veneranda Biblioteca Ambrosiana, proprietaria del complesso dal 1624 (e istituita solo qualche anno prima, nel 1607, da Federico Borromeo). Dal primo marzo, il sito riaprirà dal venerdì alla domenica, e il biglietto d’ingresso (13 euro) consentirà di visitare anche il giardino botanico con le sculture di Marco Mantovani. Inoltre, per celebrare la riapertura, solo domenica primo marzo sarà possibile partecipare a due visite guidate straordinarie (alle 10 e alle 14.30) pensate per accompagnare i visitatori alla scoperta della storia, dell’arte e delle curiosità legate al San Carlone (prenotazione obbligatoria online).
Da Arona a New York: il modello per la Statua della Libertà
Una storia fatta d’ingegno e densa di aneddoti. Per esempio, non tutti sanno che Frédéric-Auguste Bartholdi, prima di progettare la Statua della Libertà, soggiornò ad Arona per studiare la struttura del colosso. E solo nel 1886, quando la statua newyorkese fu inaugurata con i suoi 46 metri di sviluppo verticale, il Sancarlone perse il primato di statua più alta al mondo, detenuto per quasi due secoli. Realizzata sulla sommità di un colle a circa 310 metri di altitudine, sulla strada che collega Arona con Dagnente, la statua – cava all’interno – è sorretta da un’anima in pietra, mattoni e ferro, mentre all’esterno è costituita di lastre di rame battute a martello sulla struttura di supporto e riunite per mezzo di chiodi e tiranti. Il braccio benedicente è costituito da una complessa struttura metallica, concepita per resistere ai forti venti della zona.
La storia della Statua di San Carlo ad Arona
L’opera fu commissionata da Federico Borromeo per celebrare il cugino Carlo nato ad Arona nel 1538 e proclamato santo nel 1610 da papa Paolo V, solo 26 anni dopo la sua morte. E fu realizzata, tra il 1624 e il 1698, su progetto di Giovan Battista Crespi (detto il Cerano), leggermente modificato dagli esecutori materiali delle parti in rame, gli scultori Siro Zanella e Bernardo Falconi, che aumentarono le proporzioni della statua. San Carlo, rappresentato in piedi – in abito talare, con rocchetto e mozzetta – è colto nell’atto di benedire la città con la mano destra, mentre con il braccio sinistro stringe al corpo un volume. E qualche numero rende meglio l’idea dell’imponenza del monumento, finanziato all’epoca con 1 milione e 200mila lire milanesi, e restaurato nel 1975: solo l’indice della mano è lungo 1,95 metri, la mano è larga 1,45 metri, il breviario alto 4,20 metri.Non distante si visita la Chiesa di San Carlo, parte del progetto mai completato per il complesso del Sacro Monte, progettata dall’architetto Francesco Maria Richini e realizzata a partire dal 1614. All’interno custodisce le reliquie del Santo.
Livia Montagnoli
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