A New York il Metropolitan museum ingloba la Neue Galerie: ovvero la più importante collezione d’arte austriaca e tedesca fuori dall’Europa
Con la fusione, il Met incorporerà un nucleo di opere che comprende capolavori di Gustav Klimt, Egon Schiele, Oskar Kokoschka, Ernst Ludwig Kirchner, Max Beckmann, Gabriele Münter e Josef Hoffmann
È in programma per il 2028 la fusione annunciata tra il Metropolitan Museum of Art e la Neue Galerie di New York. Così, il piccolo e raffinatissimo museo fondato da Ronald S. Lauder entrerà ufficialmente nell’orbita del Met, trasformandosi in The Met Ronald S. Lauder Neue Galerie, allargando ulteriormente il dominio culturale dell’istituzione sulla museum mile della Fifth Avenue.
A New York nasce The Met Ronald S. Lauder Neue Galerie
La notizia arriva nell’anno del venticinquesimo anniversario della Neue Galerie e segna una delle più importanti ridefinizioni del panorama museale americano degli ultimi decenni. Con la fusione, infatti, il Met incorporerà la più significativa raccolta di arte austriaca e tedesca del primo Novecento presente fuori dall’Europa: un nucleo che comprende capolavori di Gustav Klimt, Egon Schiele, Oskar Kokoschka, Ernst Ludwig Kirchner, Max Beckmann, Gabriele Münter e Josef Hoffmann. Al centro, naturalmente, il celeberrimo Ritratto di Adele Bloch-Bauer I, la “Donna in oro” di Klimt acquistata da Lauder nel 2006. L’operazione consolida anche la strategia espansiva del Met guidato da Max Hollein, impegnato da anni a ridefinire il ruolo contemporaneo dell’istituzione newyorkese. La nuova ala dedicata all’arte moderna e contemporanea progettata da Frida Escobedo, prevista per il 2030, dialogherà idealmente con questa nuova “sede satellite”, che si aggiungerà a quella dei Cloisters ampliando ulteriormente la geografia culturale del Met.
La collezione della Neue Galerie a New York
Nel lungo messaggio diffuso insieme all’annuncio, il collezionista ricostruisce la genealogia affettiva della Neue Galerie, partendo dalla New York degli Anni Sessanta e dall’incontro con il mercante Serge Sabarsky, destinato a diventare il suo mentore. “Negli ultimi venticinque anni, le mostre della Neue Galerie, la collezione permanente, i negozi di design e libri e il Café Sabarsky hanno creato un’esperienza capace di trasportare i visitatori in un’altra epoca, nella Vienna di inizio Novecento e la Germania di Weimar”, ha dichiarato Lauder. “La fusione con il Met nel 2028 preserverà e rafforzerà per sempre l’eredità della Neue Galerie”.
L’accordo tra il Met e la Neue Galerie di New York
E il Met sembra voler preservare esattamente questa identità. Dopo il completamento dell’accordo, la William Starr Miller House continuerà infatti a ospitare le collezioni, il Design Shop e il Café Sabarsky. Ma la fusione comporterà anche un rafforzamento sostanziale sul piano economico e patrimoniale. Lauder e la figlia Aerin Lauder Zinterhofer doneranno tredici opere eccezionali provenienti dalla loro collezione privata, tra cui il monumentale Die Tänzerin di Klimt, Die Russische Tänzerin Mela di Kirchner e Galleria Umberto di Beckmann. A queste si aggiungeranno future donazioni: un altro Klimt, The Black Feather Hat, e opere di Otto Dix, George Grosz e Franz Marc. Parallelamente, è stato avviato un massiccio piano di fundraising destinato a sostenere la conservazione della Neue Galerie e l’integrazione amministrativa e curatoriale nel sistema Met. Secondo quanto annunciato, verrà creato un fondo patrimoniale sostenuto da importanti trustee del museo newyorkese, con una donazione principale della collezionista Marina Kellen French e il coinvolgimento di numerosi mecenati americani. Hollein ha definito Lauder “un collezionista senza eguali”, sottolineando come il museo fondato dal magnate rappresenti “una profonda espressione della sua passione, competenza e filantropia”.
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