Chi sono i vincitori del XXIX Compasso d’Oro premiati all’ADI Design Museum di Milano
Arredi versatili pensati per quotidianità sempre più fluide, pasta stampata in 3D, progetti che affrontano in maniera intelligente questioni urgenti come le migrazioni o il caro affitti: così i Compassi d’Oro 2026 interpretano le trasformazioni del mondo contemporaneo
Settant’anni dopo la sua nascita, il Compasso d’Oro continua a interrogare il presente del design italiano. La XXIX edizione del premio ADI, istituito nel 1954 da Gio Ponti e da Rinascente, si è conclusa all’ADI Design Museum di Milano con una cerimonia che ha restituito l’immagine di un settore sempre più ibrido, dove prodotto, ricerca e responsabilità sociale e ambientale tendono ormai a sovrapporsi. In un contesto attraversato da trasformazioni tecnologiche, ecologiche e geopolitiche, il design emerge così non solo come esercizio formale, ma come strumento critico capace di leggere e interpretare la complessità contemporanea. A sottolinearlo è stato anche il presidente ADI Luciano Galimberti, ricordando come il Compasso d’Oro abbia saputo negli anni “affrontare e spesso anticipare le questioni della modernità”, mantenendo il progetto al centro del dibattito culturale e produttivo.

I progetti premiati della XXIX edizione
La giuria internazionale ha assegnato 3 Compassi d’Oro Young e 10 attestati di riconoscimento dedicati ai progetti di studenti universitari, accanto a 38 menzioni d’onore che restituiscono una fotografia ampia e articolata della ricerca progettuale contemporanea. Sono invece 20 i progetti premiati con il Compasso d’Oro ADI. Tra questi, Array, il divano progettato da Snøhetta per MDF Italia; Bilboquet, lampada da tavolo disegnata da Philippe Malouin per Flos; D’Antan, poltrona firmata da Raffaella Mangiarotti per De Padova; Salone del Mobile.Milano Annual Report 2024 (Eco)Sistema Design Milano, il report annuale realizzato da Salone del Mobile.Milano insieme al Dipartimento di Design del Politecnico di Milano; The Glitch Camp, campeggio urbano temporaneo ideato da IED Istituto Europeo di Design; e Trespolo, sgabello-tavolino progettato da Giulio Iacchetti per Orografie.
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I riconoscimenti alla carriera e i prodotti iconici
Ampio spazio anche ai riconoscimenti alla carriera, assegnati a nove figure che hanno segnato il panorama del design italiano: Giovanni Arvedi, Oscar G. Colli, Aldo Colonetti, Lorenzo Delladio, Pietro Galimberti, Antonio Galimberti, Paola Lenti, Alberto Meda, Patrizia Moroso e Antonio Romano. Tre anche i Compassi d’Oro alla carriera per i prodotti entrati stabilmente nell’immaginario collettivo: la Sedia ’64 di AG Fronzoni per Cappellini, il Tavolo Eros di Angelo Mangiarotti per Agape e il Tavolo con ruote di Gae Aulenti per FontanaArte. A questi si aggiungono le tre targhe memorabili dedicate a Claudio De Albertis, Rodolfo Dordoni e Francesco Trabucco.
Dalle motivazioni della giuria emerge con chiarezza una direzione: il design italiano guarda sempre meno all’oggetto isolato e sempre più alla costruzione di sistemi complessi, in cui innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale, servizi e responsabilità collettiva diventano elementi interdipendenti. Una visione che conferma il ruolo del progetto come dispositivo culturale oltre che produttivo, capace di intervenire sulle forme dell’abitare, del lavorare, del comunicare e del condividere.

La mostra all’ADI Design Museum di Milano
Fino al 4 giugno 2026, i progetti candidati al XXIX Compasso d’Oro sono raccolti in una mostra all’ADI Design Museum, sede della Collezione Storica del Compasso d’Oro, che raccoglie circa 2.500 oggetti e documenti premiati o selezionati nel corso di oltre settant’anni di storia. Attraverso prodotti, servizi, sistemi e ricerche, l’esposizione restituisce una lettura aggiornata del design italiano e del suo dialogo continuo con l’industria, la società e le trasformazioni culturali contemporanee.
Cecilia Moltani
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