L’Italia che vince nel mondo. C’è anche lo studio romano MdAA Architetti Associati fra i premiati al World Architecture Festival di Singapore: ecco le immagini del progetto

Vi abbiamo già informati dei risultati del WAF, il World Architecture Festival ospitato in un’intensa tre giorni (4-6 novembre) presso il Marina Bay Sands di Singapore che ha visto sfilare gran parte del gotha internazionale dell’architettura contemporanea, impegnato a contendersi le massime onorificenze della propria professione. Ma ora ci torniamo con maggiore dettaglio per raccontarvi […]

Vi abbiamo già informati dei risultati del WAF, il World Architecture Festival ospitato in un’intensa tre giorni (4-6 novembre) presso il Marina Bay Sands di Singapore che ha visto sfilare gran parte del gotha internazionale dell’architettura contemporanea, impegnato a contendersi le massime onorificenze della propria professione. Ma ora ci torniamo con maggiore dettaglio per raccontarvi che fra i vincitori c’è stato quest’anno anche uno studio italiano, trionfatore nella prestigiosa sezione Best Interior Design nella categoria INSIDE/ Residential. Parliamo dei romani MdAA Architetti Associati, selezionati, grazie al progetto Tree House, tra le centinaia di candidature provenienti da 16 differenti paesi. La casa, originariamente concepita per ospitare carrozze e cavalli, è ricavata da una ex stalla nel cuore del rione Trastevere a Roma: uno spazio inusuale, intimo ed insieme imponente, dai volumi importanti, soprattutto in altezza (circa 12 metri). Ridisegnata come abitazione, è stata pensata dai progettisti – Massimo d’Alessandro, Paolo Pannocchi e Maria Cagnoni – con una grande zona living al piano terra e un “nido sospeso” per la zona notte.

UNA SPECIE DI CASA SUGLI ALBERI
A completare l’impianto scenografico, l’elegante uso di materiali caldi e naturali, accostati ad opere d’arte. “Ho pensato ad uno spazio in alto, rispetto al soggiorno, una specie di casa sugli alberi, un vero rifugio privato rispetto alla vita mondana che può essere vissuta al piano terra. Ho realizzato qualcosa dalla geometria incerta, un po’ deformata, come le cose che ci si può costruire da soli, fatta magari da pezzi di ferro inchiodati”, racconta D’Alessandro, fondatore dello studio nonché professore ordinario di design presso la facoltà di Architettura alla Sapienza di Roma, specializzato in arredi urbani e in edifici residenziali e commerciali. Lo studio, costituitosi formalmente nel 1990, è composto da un team di persone provenienti da diversi ambiti professionali specifici. Gli architetti partners lo dirigono con la collaborazione degli architetti senior Antonio Luchetta, Susanna Mirza, Bianca Patroni-Griffi e Francesco Sorrentino. Ogni proposta viene elaborata in base alla capacità di adattarsi ai tempi-movimenti-gusti-abitudini di chi vi spende la propria vita all’interno. L’invenzione spaziale di ogni progetto si costruisce come un grande layer capace di accettare sovrapposizioni funzionali, segni mutanti di mobili e di gusti.

Giulia Mura

www.mdaa.it

 

 

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Giulia Mura
Architetto specializzato in museografia ed allestimenti, classe 1983, da anni collabora con il critico Luigi Prestinenza Puglisi presso il laboratorio creativo PresS/Tfactory_AIAC (Associazione Italiana di Architettura e Critica) e la galleria romana Interno14. Assistente universitaria, curatrice e consulente museografica, con una forte propensione all'editoria e allo sviluppo di eventi e progetti culturali, per il magazine PresS/T letter e per il format Archilive ha curato una rubrica sui libri d'architettura. È stata caporedattrice per la rivista araba Compasses e da anni collabora come freelance per testate italiane e straniere; con continuità è presente nella versione online e onpaper di Artribune. È co-founder di Superficial, studio creativo di base a Roma che si occupa di ricerca e sviluppo di progetti incentrati su: comunicazione, immagine, architettura, design, cultura, eventi, branding.