Parte la rigenerazione delle ex caserme di Roma, dove sorgerà anche il Museo della Scienza. Obiettivi e tempi del cantiere
A ottobre 2026 partiranno gli interventi di demolizione e bonifica dell’ex caserma del quartiere Flaminio, in stato di abbandono da anni. Dirimpetto al MAXXI, l’area di 5 ettari diventerà un distretto a uso misto, con abitazioni private, spazi commerciali, social housing, un hotel, spazi verdi aperti al pubblico. La collaborazione tra COIMA e Cassa Depositi e Prestiti
L’ultimo atto ufficiale dell’iter che porterà al recupero dell’area dell’ex Caserma Guido Reni, nel quartiere Flaminio di Roma, risale alla fine del 2025, con l’accordo di collaborazione sancito tra Cassa Depositi e Prestiti e COIMA Sgr (già insieme per la costruzione del Villaggio Olimpico Milano Cortina 2026).

L’ex Caserma Guido Reni di Roma. Un’area da bonificare
L’area in questione giace dal 2019 in totale abbandono: dirimpetto al MAXXI e nelle vicinanze dell’Auditorium e del Palazzetto dello Sport di Luigi Nervi, l’ex caserma – in realtà destinata alla produzione di ordigni e in attività fino al 1950 – si sviluppa su 5 ettari e comprende 23 edifici ex industriali, fino a qualche anno fa utilizzati da CDP, una volta assuntane la proprietà ceduta dal Demanio, per eventi (si ricordi, per esempio, il progetto Videocittà di Massimo Rutelli).
Lo scorso novembre, dunque, CDP Real Asset ha selezionato COIMA SGR – società immobiliare leader nell’investimento, sviluppo e gestione di patrimoni immobiliari per conto di investitori istituzionali – come partner industriale per la riqualificazione dell’area, che sarà trasformata in un distretto urbano a uso misto, integrando abitazioni, retail, un hotel, aree verdi e spazi pubblici pensati per il quartiere.

Il progetto di COIMA e CDP per l’ex Caserma Guido Reni
Attualmente il progetto è in fase di presviluppo: da ottobre 2026 inizieranno le demolizioni – tutti gli immobili saranno demoliti integralmente, fatta eccezione per due edifici che ospiteranno rispettivamente una biblioteca e un polo civico, gestiti dal Comune di Roma, sul lato di Via del Vignola – e gli interventi di bonifica e risanamento del terreno e della falda. Da quel momento, ci vorranno cinque anni per concludere il cantiere, con la fase operativa auspicabilmente in avvio nel 2029, dopo lo sviluppo progettuale e le gare per individuare i società di ingegneria, designer e general contractor. Si procederà, comunque, secondo un Piano Integrato di Intervento (PII) già approvato dal Comune di Roma nel 2019, e poi nuovamente nel 2024 con una variante, ereditato da COIMA dalla procedura di gara di CDP (che in questo progetto sarà a tutti gli effetti partner).
Come sarà il nuovo distretto urbano di Guido Reni
Nello specifico, la riqualificazione dell’area – con un investimento complessivo di 400mila euro, al quale partecipa tramite Coima anche Eagle Hills, società privata di Abu Dhabi fondata dall’imprenditore emiratino Mohammed Ali Alabbar – “aprirà” un nuovo passaggio pubblico, con una strada carrabile che da via Guido Reni, all’altezza del MAXXI, condurrà fino a via del Vignola, per ricongiungersi a piazza Perin del Vaga. Viene da sé che l’isolato non sarà più contenuto all’interno di mura perimetrali com’è stato finora, ma si integrerà con l’urbanistica e la viabilità del quartiere. E nei nuovi spazi verdi del “distretto” – pensato per privilegiare la dimensione pedonale – si potrà accedere liberamente, godendo così di un prolungamento dello spazio pubblico che circonda il MAXXI (dove proseguono i lavori per la realizzazione del Grande MAXXI). Da masterplan, l’hotel occuperà 6mila metri quadrati dell’area; quota analoga sarà riservata al social housing sviluppato con il Comune di Roma. Gli edifici residenziali si svilupperanno per 28 metri in altezza, contando 7 piani ciascuno. E potranno usufruire di due piani di parcheggio interrato (15mila metri quadrati in totale), in minima parte destinato ai visitatori del futuro Museo della Scienza.

Il Museo della Scienza nell’area dell’ex Caserma Guido Reni
Nell’area, infatti, sorgerà anche il nuovo Museo della Scienza affidato alla progettazione dello studio romano ADAT, che nell’estate 2023 si aggiudicava la vittoria del concorso internazionale di idee bandito per trasformare l’ex Stabilimento Militare Materiali Elettronici e di Precisione (grazie a un investimento di circa 75 milioni di euro, su una superficie di 19mila metri quadrati). “Pur ricadendo nella stessa area di pertinenza della rigenerazione, sarà il Comune a occuparsi del cantiere per la realizzazione del Museo della Scienza” spiega ad Artribune Alessandra Bellioni, Director Development Manager di COIMA “Stiamo comunque collaborando moltissimo con l’amministrazione cittadina, e speriamo di andare avanti insieme, però il progetto del museo andrà avanti per proprio conto, su un orizzonte temporale che prescinde dal comparto sviluppato direttamente da Coima, che consegnerà al Comune le aree di sua pertinenza una volta bonificate”.
Nel frattempo, insieme all’Università La Sapienza è stato condotto uno studio approfondito del quartiere che permetterà di condurre il cantiere con una consapevolezza maggiore del contesto: “Abbiamo intenzione di dialogare con il quartiere, presenteremo tappa dopo tappa i progressi dei lavori con delle restituzioni pubbliche, e ascolteremo le istanze della comunità”.

Gli altri investimenti di COIMA a Roma. Il restauro di Galleria Sciarra
COIMA, intanto, consolida la sua presenza a Roma. Nell’ultimo anno, gli investimenti del Gruppo nella Capitale hanno raggiunto circa 1 miliardo di euro, anche grazie all’acquisto delle quote di partecipazione di Morgan Stanley nella comproprietà con Poste Italiane di tre immobili storici del centro città. Appena completato il progetto di riqualificazione di Palazzo Verospi, in Via del Corso 337, mentre è in corso la rifunzionalizzazione del Palazzo del Monte di Pietà, in zona Campo de’ Fiori, il 3 giugno 2026 aprirà il cantiere di restauro conservativo delle pitture murali e della copertura in vetro e acciaio di Galleria Sciarra (collegamento urbano tra via Marco Minghetti e piazza dell’Oratorio, nel rione Trevi), sede di Anac. Affidato tramite gara d’appalto alla società romana Acanto, l’intervento si protrarrà per dieci mesi (investimento di 1 milione di euro), comportando la chiusura temporanea al pubblico della galleria realizzata alla fine dell’Ottocento su impulso di Maffeo II Sciarra Colonna, e decorata da Giuseppe Cellini nel 1888, con un ciclo di pittura che esalta l’ascesa della borghesia del tempo e il ruolo della donna nella dimensione familiare.
Livia Montagnoli
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