La Divina Commedia secondo gli architetti italiani. Succede alla Reggia di Caserta

Una mostra curata da Luca Molinari e Chiara Ingrosso riunisce 70 voci della scena architettonica nazionale, dando vita a un confronto tra racconto e immagine calato nella “selva oscura” contemporanea.

Divina Sezione. L’architettura italiana per la Divina Commedia © Ma0
Divina Sezione. L’architettura italiana per la Divina Commedia © Ma0

Custodita nella navata di sinistra di Santa Maria del Fiore, la tavola di Domenico di Michelino nota come La Divina Commedia illumina Firenze o Ritratto di Dante, datata 1465, è tra le più note riletture artistiche ispirate al capolavoro dantesco. Del resto, è proprio sotto alla mole della cupola brunelleschiana che, in una delle fasi più complesse della storia fiorentina, l’attività di culto venne affiancata da assemblee pubbliche con letture della Divina Commedia a cura di esimi letterati. Il racconto del viaggio ultraterreno compiuto dal Sommo Poeta, attraverso tre dimensioni spaziali distinte e riconoscibili, ha plasmato l’identità culturale italiana, fornendo una “materia” inesauribile per generazioni di artisti: dalla già citata pittura all’architettura – con l’incompiuto progetto del Danteum del razionalista Giuseppe Terragni per la città di Roma – fino all’illustrazione, alla fotografia, al fumetto. Conclusa l’esperienza allo Spazio FMG per l’architettura di Milano, il neo Direttore Editoriale di PLATFORM Architecture and Design, Luca Molinari, – il nuovo ciclo del bimestrale di cultura dedicato al mondo dell’architettura e del design si aprirà ad aprile, con l’uscita del numero #18 – ha invitato oltre settanta architetti italiani a misurarsi con il testo dantesco.

ARCHITETTI ED ARTISTI IN MOSTRA

Una ricognizione dagli esiti eterogenei – e non sarebbe potuto essere altrimenti, visto il coinvolgimento di autori come Francesco Venezia, Paolo Portoghesi, Cherubino Gambardella, Francesco Librizzi, Andrea Branzi, Michele De Lucchi, Franco Purini, Beniamino Servino, Matilde Cassani, ma0 studio d’architettura, Tamassociati, Ugo La Pietra, Park Associati, Luca Galofaro, Piuarch – capace di delineare una visione contemporanea dell’escatologia dantesca nelle sale della Reggia di Caserta, rimodulate per l’occasione dall’allestimento di Simona Ottieri con Maria Gelvi e Concetta Tavoletta. Visitabile fino al 29 marzo prossimo, Divina Sezione. L’architettura italiana per la Divina Commedia è accompagnata da un catalogo, edito da Skira, con saggi dei curatori, degli architetti selezionati e del dantista Riccardo Bruscagli.

– Valentina Silvestrini

Evento correlato
Nome eventoDivina Sezione. L’architettura Italiana per la Divina Commedia
Vernissage08/03/2018 ore 16
Duratadal 08/03/2018 al 29/03/2018
CuratoriLuca Molinari , Chiara Ingrosso
Generearchitettura
Spazio espositivoREGGIA DI CASERTA
IndirizzoVia Douhet 22 - Caserta - Campania
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Valentina Silvestrini
Architetto con specializzazione in allestimento e museografia, si è formata presso l’Università La Sapienza e la Scuola Normale Superiore di Pisa, dove ha frequentato il "Corso di alta formazione e specializzazione in museografia". Ha intrapreso il proprio percorso professionale in parallelo con gli studi, occupandosi di allestimenti museali, fieristici ed eventi.​ ​È stata assistente alla progettazione di mostre presso lo studio “Il Laboratorio srl” (Roma, 2004/2007); ha svolto un internship all’ufficio Eventi Speciali di Pitti Immagine srl (Firenze, 2008). All’ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero (Roma, 2008/2010) ha ricoperto il ruolo di assistente alla progettazione di layout espositivi e alla direzione lavori, recandosi in centri espositivi ​in Giappone, Russia e Germania. ​Ha curato il coordinamento eventi e ​la​​​ comunicazione​ della FUA - Fondazione Umbra per l’Architettura (Perugia, 2011)​.​ ​​​​​Ha scritto e scrive per ​Abitare, ​abitare.it, ​domusweb.it, ​Living, Klat, Icon Design, Grazia Casa e Cosebelle Magazine, di cui è caporedattrice design.​ ​Dal 2012 collabora con Artribune​.​