MiBACT e Quadriennale firmato un accordo per la valorizzazione dell’ex Arsenale di Roma

Rivedrà finalmente la luce, dopo anni in cui è stato utilizzato come deposito di materiali edili, l’ex Arsenale Clementino Pontificio di Ripa Grande, nel cuore di Roma, grazie ad un accordo tra MiBACT e Quadriennale. Diventerà un polo per la valorizzazione dei giovani artisti.

Arsenale Pontificio
Arsenale Pontificio

Qualcosa sembra iniziare a muoversi anche a Roma per quanto riguarda gli spazi culturali. Almeno a partire dal restauro di architetture lasciate per anni all’incuria e al degrado. Solo pochi giorni fa vi abbiamo raccontato della futura apertura al pubblico, dopo un accurato restyling, della ex Zecca dell’Istituto Poligrafico dello Stato, edificio storico nel quartiere Esquilino, di proprietà del ministero del Tesoro, che diventerà la sede del Museo della Zecca di Roma. Un altro bene architettonico ritornerà ad essere fruibile. È stato firmato un accordo tra il ministero dei Beni culturali e la Fondazione Quadriennale di Roma per “la valorizzazione e la promozione” dell’ex Arsenale Clementino Pontificio di Ripa Grande, per anni utilizzato solo come deposito di materiali edili.

L’ACCORDO

In base all’accordo siglato, il Ministero assegna alla Fondazione l’ex Arsenale come sua sede e si impegna a gestire la manutenzione straordinaria del complesso, degli impianti e del giardino. La Fondazione, dal suo canto, provvederà alla realizzazione di una programmazione culturale ad hoc, incentrata sulla promozione dell’arte contemporanea, occupandosi in particolare della valorizzazione dell’arte emergente e delle giovani generazioni. L’accordo, siglato dal ministro Dario Franceschini, dal segretario generale del MiBACT, Carla Di Francesco, dal direttore generale Arte, Architettura contemporanea e periferie urbane, Federica Galloni, e dal presidente della Quadriennale, Franco Bernabè, avrà una durata di 20 anni. Investimento? 7 milioni di euro.

LA STORIA DEL LUOGO

L’ex Arsenale Clementino Pontificio risale all’inizio del 1700 ed è l’unica testimonianza delle attività navali mercantili che si svolgevano a Roma sotto lo Stato Pontificio. Si affaccia sul porto di Ripa Grande che era un tempo il porto fluviale di Roma, da cui passavano tutte le merci che risalivano e discendevano il Tevere verso Fiumicino. Ne è rimasta traccia solo nella toponomastica, perché la costruzione dei muraglioni ne hanno cancellato sia l’esistenza che le funzioni. Realizzato per volontà di Clemente XI, l’arsenale serviva alla costruzione e alla manutenzione della flotta pontificia ed occupava una superficie di oltre 1.000 mq. Nello Stato del Vaticano, l’arsenale ricopriva un ruolo importante, al di là della sua funzione pratica. Durante l’invasione delle truppe francesi, nel 1798, l’intera biblioteca del Vaticano e altri oggetti preziosi furono trasportati e nascosti proprio nei locali nei suoi spazi. L’Arsenale svolse la sua funzione fino alla fine del XIX secolo, fino a quando, cioè, tutte le attività legate al fiume cessarono. Da quel momento l’edificio è caduto in disgrazia ed è stato utilizzato per decenni addirittura come deposito di materiali edili: mentre a Venezia gli spazi di questo tipo venivano riqualificati per ospitare le mostre della Biennale, a Roma venivano trasformati in centralissima rivendita di mattoni e sacchi di cemento…

LA STRUTTURA

Il MiBACT ha iniziato ad interessarsi dell’ex Arsenale Clementino Pontificio nel 2015, quando lo ha inserito nel Piano strategico “Grandi Progetti Beni culturali”. Da lì l’idea di realizzare un polo dedicato all’arte contemporanea, alle performance di giovani artisti italiani e alle attività espositive della Quadriennale di Roma. Lo spazio è ampio. Circa 1000 metri quadri per la struttura caratterizzata due navate e da grandi arcate a sesto acuto, costruite per agevolare il passaggio in entrata e in uscita delle navi. La chicca è la copertura a capanna che ha al centro lo stemma di Clemente XI sorretto da ippocampi che escono dall’acqua. Ancora non si sa nulla sul progetto architettonico, culturale ed espositivo che la Quadriennale vorrà attuare negli spazi né se l’ex Arsenale sarà in qualche modo utilizzabile già per la Quadriennale 2020. Noi avevamo già espresso qualche riserva strategica sul progetto qui ma staremo a vedere cosa sarà in grado di proporre la Quadriennale, peraltro oggi nelle mani della nuova direttrice Sarah Cosulich.

– Mariacristina Ferraioli

 

 

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia e Icon Design. Sta conseguendo un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano ed è docente a contratto presso diverse istituzioni tra cui l’Accademia di Belle Arti di Brera.