La galleria genovese Pinksummer sbarca a Palermo per Manifesta con la mostra Pictorial Goose Turn

Durante i mesi di Manifesta, la galleria diretta da Francesca Pennone e Antonella Berruti inaugura il suo spazio pop up nel cuore del centro storico di Palermo. Abbiamo intervistato le galleriste per farci raccontare la nuova avventura siciliana

Pictorial Goose Turn, mostra di Pinksummer a Palermo
Pictorial Goose Turn, mostra di Pinksummer a Palermo

Spazi, gallerie, project room, e tutte rigorosamente (almeno per il momento…) pop up: in questi giorni Palermo è un proliferare di galleristi che, da tutta Italia, arrivano nel capoluogo siciliano per “esserci” durante i mesi di Manifesta. La biennale d’arte contemporanea itinerante che il prossimo 16 giugno aprirà la sua 12esima edizione ha già attirato a Palermo le due gallerie romane Lombardi e La Nica e il biellese Vittorio Rappa, titolare della omonima project room che, insieme agli studi degli artisti Ignazio Mortellaro e Luca Cutrufelli, anima l’appena inaugurato Spazio Speciale. Il 24 maggio invece sarà la volta di Pinksummer, galleria genovese diretta da Francesca Pennone e Antonella Berruti che, dopo le esperienze di Roma e Torino, nel capoluogo siciliano porteranno il loro format Pinksummer goes to con la mostra Pictorial Goose Turn, visitabile fino al 6 ottobre negli spazi di via Patania, nel cuore del centro storico, in collaborazione con il curatore palermitano Paolo Falcone.

Amy O'Neill, Mudflaps, 2015, embossed recycled tire rubberand metal hungers/structure. 78 x 79 x 3 cm edition of 30 (gold); edition of 9 (colors). Courtesy the artist and pinksummer
Amy O’Neill, Mudflaps, 2015, embossed recycled tire rubberand metal hungers/structure. 78 x 79 x 3 cm edition of 30 (gold); edition of 9 (colors). Courtesy the artist and pinksummer

PINKSUMMER GOES TO PALERMO

“Palermo sta vivendo un momento molto positivo, spero si gettino i semi per progetti che vadano oltre il periodo di fermento legato a Manifesta”, racconta ad Artribune Francesca Pennone. “Senza dubbio questa Biennale è stato il motore di molti progetti  indipendenti, anche di artisti, ad esempio quello di Luca Trevisani su Raymond Roussel al Grand Hotel et Des Palmes. Parallelamente alcuni privati si sono innamorati della città, e penso ad esempio alla grande operazione di Palazzo Butera di Massimo Valsecchi”. Un’occasione da non mancare quindi per la galleria genovese che, con Palermo, ha un legame un po’ speciale: “Pinksummer goes to Palermo accade grazie all’amico curatore Paolo Falcone, alla sua consorte Olimpia Cavriani, ad Anna Maria e Roberta Falcone che ci hanno concesso, dalla primavera all’autunno gli spazi in Via Patania 25/27”, spiegano Pennone e Berruti. La famiglia Falcone e la Fondazione Sambuca negli anni hanno supportato gli artisti rappresentati da Pinksummer per le produzioni delle loro opere alla Biennale di Venezia: basti citare Galaxies Forming Along Filaments, Like Droplets Along the Strands of a Spider’s Web di Tomás Saraceno presentata in Laguna nel 2009; El donde estoy va desapareciendo / The where I am is vanishing, opera realizzata da Mariana Castillo Deball per la Biennale del 2011; Per l’Eternità di Luca Vitone per il Padiglione Italia del 2013; e infine Shipyard di Michael Beutler, in occasione dell’ultima Biennale d’Arte, Viva Arte Viva, del 2017.

LA MOSTRA

Pictorial Goose Turn nel titolo trae ispirazione da Pictorial turn, saggio scritto da William J. T. Mitchell che affronta il tema del ruolo delle immagini – e soprattutto del loro uso e abuso – nella società contemporanea, e dal gioco dell’oca, “goose” appunto, che a sua volta fa riferimento alla particolare planimetria degli spazi espositivi di via Patania. “La conformazione labirintica di stanze e stanzine dello spazio che occupiamo ci ha rimandato ad un percorso a caselle come quello del gioco dell’oca. Un percorso/ gioco che fa parte della tradizione e che si rivela iniziatico”, ci spiega Pennone. Un percorso che si fa inoltre metafora della “svolta iconica” di cui parla Mitchell e che a Palermo viene proposta attraverso le personali di quattro artisti, Costa Verso Costa di Peter Fend, A Tengam di Koo Jeong A, Med T-1000 di Invernomuto e la mostra ancora senza titolo di Sancho Silva. Ogni esposizione occuperà una parte diversa dello spazio, una diversa “casella” di questo immaginario gioco dell’oca: “il gioco dell’oca è stato suggerito dalla planimetria dello spazio e il titolo, scherzandoci un po’, muove dal saggio ‘Pictorial Turn’ di Mitchell, che è così diventato ‘Pictorial Goose Turn”, ci racconta Antonella Berruti. “In questo caso intendiamo la svolta iconica come qualcosa di magico e di propiziatorio, con l’augurio che gli artisti, con le loro immagini e con le loro visioni, possano essere ancora fari di un mondo ‘reale’ politico che talvolta sembra mancare di visione e di finalità e in un certo senso di realtà nel senso più autentico”.

– Desirée Maida

Palermo // dal 24 maggio al 6 ottobre 2018
Pinksummer goes to Palermo
Via Patania 25/27
www.pinksummer.com

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Dati correlati
AutoriTomas Saraceno, Invernomuto, Koo Jeong-a, Peter Fend, Sancho Silva
Spazio espositivoPINKSUMMER - PALAZZO DUCALE
IndirizzoPiazza Giacomo Matteotti 28r - Genova - Liguria
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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.