Desiderio e solitudine sono i temi affrontati da due artiste nelle mostre alla galleria Di Marino a Napoli 

Tra memoria paleolitica e paesaggi interiori, fino al 30 luglio, tra la Casa e la Galleria, duplice anima del progetto partenopeo Di Marino, Isadora Neves Marques e Guendalina Cerruti raccontano le forme più intime e complesse dell'esperienza umana

I due spazi napoletani Di Marino la Galleria e la Casa ospitano due mostre personali che dialogano attorno a una stessa urgenza di dare forma a ciò che sfugge alle parole. Il doppio appuntamento si dimostra il riflesso della duplice anima del progetto Di Marino. Da una parte la galleria, luogo della ricerca consolidata; dall’altra la casa, spazio più libero e sperimentale, pensato per accogliere intuizioni e opere ancora in divenire.

“Love in the Paleolithic” la mostra di Isadora Neves Marques ideata per Casa Di Marino a Napoli

È proprio qui che prende forma Love in the Paleolithic di Isadora Neves Marques (Lisbona, 1984) concepito per Casa Di Marino. Al centro della mostra vi è una delle più antiche immagini sessuali conosciute nella storia dell’arte: un’incisione rupestre della valle del Côa, nel nord del Portogallo, in cui un uomo penetra un toro. Un’immagine remota, quasi vertiginosa, che l’artista trasforma in una serie di dipinti delicati e intensi, realizzati dopo un lungo allontanamento dalla pittura.

Ciò che emerge da queste opere non è tanto la provocazione del soggetto, quanto il tentativo di avvicinarsi a qualcosa di profondamente umano e universale. L’incisione paleolitica diventa il punto di partenza per interrogare il desiderio prima che venga organizzato da norme e convenzioni culturali.

Isadora Neves Marques, Installation View, Casa Umberto di Marino, Courtesy of Galleria Umberto di Marino
Isadora Neves Marques, Installation View, Casa Umberto di Marino, Courtesy of Galleria Umberto di Marino

La riflessione sull’umano di Marques a Napoli

L’artista individua in quell’immagine una testimonianza ancestrale dell’intensità del desiderio umano, una traccia che attraversa millenni e che continua a parlarci oggi. Al centro della riflessione non vi è il rapporto tra uomo e animale in sé, ma la possibilità di pensare l’amore e il desiderio come forze che precedono qualsiasi costruzione normativa. Neves Marques guarda a un tempo in cui l’amore appare ancora indisciplinato, non addomesticato, mosso da forze che precedono le categorie attraverso cui oggi definiamo ciò che è accettabile o legittimo.

I dipinti esposti rappresentano inoltre il primo capitolo di una ricerca più ampia che confluirà in un film attualmente in lavorazione. Presentarli all’interno di una casa significa rendere visibile un processo ancora aperto, ma anche introdurre nel contesto domestico immagini che ne incrinano le consuetudini, piegando la funzione decorativa dello spazio a favore di una riflessione sul desiderio e sulle sue possibilità.

Alla Galleria Umberto Di Marino la mostra “Guendalina malatesta” di Guendalina Cerruti

Se la mostra di Neves Marques offre uno sguardo su noi stessi, utilizzando come pretesto le pulsioni primigenie, Guendalina malatesta di Guendalina Cerruti (Milano, 1992) sembra invece abitare le fragilità del presente. Entrando negli spazi della galleria si ha la sensazione di attraversare il paesaggio mentale di una generazione che fatica a trovare un luogo comune in cui riconoscersi. Un universo fatto di inquietudini silenziose, incapacità comunicative, desideri inespressi, solitudini condivise.

Le opere nascono da un gesto paziente e ostinato. Perline, fili, ricami, farfalle e piccoli dettagli decorativi si accumulano fino a costruire ambienti sospesi tra il sogno e la costrizione. L’estetica del bricolage, delle attività creative dell’infanzia, delle camerette adolescenziali e dei pomeriggi trascorsi a inventare mondi possibili viene qui attraversata da una tensione più oscura. Dietro la leggerezza apparente emergono gabbie metalliche, griglie e strutture che evocano forme di contenimento emotivo, come se l’immaginazione cercasse continuamente una via di fuga da qualcosa che la comprime.

Nella prima sala questa energia si manifesta come un vortice interiore. Il fare artistico diventa un tentativo di dare ordine al caos, di trasformare l’ansia e la disillusione in materia visibile. Nella seconda, invece, il tumulto si scioglie in una dimensione sospesa.

Le opere di Guendalina Cerruti in mostra a Napoli

La mostra è attraversata da una dimensione genealogica che trova forma nei ricami, nei tessuti e nelle narrazioni familiari che affiorano tra le opere. È il racconto di un universo domestico e affettivo costruito attraverso relazioni femminili, che tuttavia non si esaurisce mai nella sfera privata. Le opere di Cerruti sembrano parlare per molti: per una generazione che vive costantemente esposta allo sguardo degli altri, che abita spazi sociali sempre più affollati e al tempo stesso sperimenta forme profonde di isolamento. Il lavoro dell’artista intercetta così una fragilità condivisa: quella di giovani soggettività costantemente esposte a richieste di performatività, autoaffermazione e successo, ma spesso incapaci di trovare spazi autentici di confronto reciproco. Se le parole sembrano insufficienti a esprimere il disagio, la pratica artistica diventa allora il luogo in cui tale complessità si disgrega.

A Napoli, tra Casa e Galleria Di Marino, il sogno diventa un punto di vista alternativo sulla realtà

In entrambe le mostre il sogno appare come uno strumento per guardare diversamente la realtà, piuttosto che rifuggirla. Da una parte il ritorno a un’immagine ancestrale che attraversa migliaia di anni; dall’altra la costruzione di paesaggi fragili e poetici in cui il disagio trova finalmente una forma. Due percorsi differenti che confermano la volontà della Galleria Umberto Di Marino e di Casa Di Marino di accogliere pratiche capaci di interrogare il presente senza rinunciare alla complessità dell’immaginazione.

Diana Cava

Napoli // Fino al 30 luglio 2026
Guendalina Cerruti. Guendalina malatesta
Isadora Neves Marques. Love in the Paleolithic
UMBERTO DI MARINO Via Monte di Dio, 9, 80132 Napoli NA
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