Milano. La lezione partigiana di Licalbe Steiner

Museo del Novecento, Milano – fino al 28 febbraio 2016. Una piccola ma attenta mostra racconta il lavoro e la vita dei grafici e designer Lica e Albe Steiner, uno dei sodalizi più fertili della creatività italiana nel Dopoguerra. Un intenso percorso tra immaginazione, rigore e impegno politico.

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Albe e Lica Steiner, Copertina del catalogo della mostra del Premio Compasso d’Oro la Rinascente, 1954

Albe e Lica Steiner, Copertina del catalogo della mostra del Premio Compasso d’Oro la Rinascente, 1954

RISCOPRIRE LICA E ALBE STEINER
Sono passati decenni dall’ultima volta che la città di Milano dedicò una monografica ai due grafici Lica (Milano, 1914-2008) e Albe (Milano, 1913 – Raffadali, 1974) Steiner, due dei più appassionati interpreti del rinnovamento culturale ed estetico italiano dopo la caduta del fascismo, rinnovamento che la coppia condivise con grandi intellettuali del calibro di Vittorini e Calvino e artisti come Fontana, Melotti, Veronesi e Radice.
L’attenta mostra curata da Anna Steiner, figlia della coppia, cade proprio nel 70esimo anniversario della Liberazione d’Italia, coerentemente alla biografia degli autori che fu costantemente segnata dall’impegno civile, iniziato durante la Resistenza e poi diventato elemento portante della loro poetica.

Gabriele Mucchi, Lica e Albe Steiner, primi anni ‘40

Gabriele Mucchi, Lica e Albe Steiner, primi anni ‘40

UN ARCHIVIO PUBBLICO
Per guidare il visitatore nella fitta rete di riferimenti storici e nella densissima produzione, la sala-archivio del Museo del Novecento propone un’accurata scelta di materiali che alterna testimonianze visive e scritti, manifesti, fotografie, video e prototipi, dando una lettura scientifica e insieme familiare del continente-Steiner.
Scorrendo le teche e le cornici che illustrano il percorso del duo creativo, colpisce ancora oggi l’intensità e la coerenza della visione estetica e dell’impegno politico espresso attraverso quel rigore formale che dagli impaginati della rivista Politecnico, passando per le illustrazioni di case editrici come Feltrinelli, fino all’immagine coordinata di enti come Coop, testimoniano quella poetica dell’ottimismo e fiducia nel futuro propria della rinascita post-bellica.

Albe e Lica Steiner, Prima pagina del giornale “il Politecnico”, numero 1, 29 settembre 1945

Albe e Lica Steiner, Prima pagina del giornale “il Politecnico”, numero 1, 29 settembre 1945

L’IMPEGNO E IL LAVORO, INSCINDIBILI
Impossibile, come si è già detto, separare l’impegno professionale, didattico e militante dall’intimità del proprio vissuto, perciò affiorano continuamente attraverso fotografie e piccoli ma straordinari schizzi e acquarelli, spiragli sereni della vita privata dei due, esposti accanto a quelle che furono le tappe fondamentali della loro avventura nella grafica, dai primi lavori nel 1939 all’importante esperienza messicana tra il 1946 e il 1948, fino alla consacrazione della loro firma negli Anni Cinquanta.
Vale davvero la pena passare del tempo in questo archivio offerto al pubblico, ancor più in una contingenza storica quale questa e in una città come Milano che, dopo la devastazione politica ed estetica degli Anni Ottanta e Novanta, sta finalmente mostrando i segni di una rinascita culturale e civile.

Riccardo Conti

Milano // fino al 28 febbraio 2016
Licalbe Steiner – Grafici partigiani
a cura di Anna Steiner
Catalogo Corraini
MUSEO DEL NOVECENTO
Palazzo dell’Arengario
Via Marconi 1
02 88444061
[email protected]
www.museodelnovecento.org

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/50525/licalbe-steiner-grafici-partigiani/

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