Tutta la passione di Istanbul. Al MAXXI di Roma

MAXXI, Roma – fino al 30 aprile 2016. Il museo romano dedica un’attenta rassegna ai grandi mutamenti di cui è protagonista una delle città più controverse e affascinanti della storia recente. Vivace e tormentata, Istanbul è diventata il simbolo del cambiamento globale.

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Istanbul, Passion, Joy, Fury - MAXXI, Roma 2015 - Zeyno Pekünlü - photo Mustafa Hazneci

Istanbul, Passion, Joy, Fury – MAXXI, Roma 2015 – Zeyno Pekünlü – photo Mustafa Hazneci

FURIA
La mostra al Maxxi parla dei grandi mutamenti che avvengono in questi anni in Turchia e ha un bel titolo da “war movie”: Istanbul, Passion, Joy, Fury. In effetti di social/war si tratta, poiché l’esposizione ripercorre le istanze espresse dalla Turchia di Gezi Park. L’analisi di questi mutamenti è l’elemento che illumina e incendia i contenuti della rassegna, giustamente costruita su argomenti politici – dall’insorgere di richieste democratiche al riesplodere delle rivendicazioni femminili, dalle richieste dei giovani alla nuova visibilità delle minoranze curde e armene.
In principio era la parola e la parola è “speculazione edilizia”. L’immensa Città-Stato Istanbul è una storia di speculazione su vastissima scala, cinque volte maggiore rispetto a quella di Roma negli Anni Sessanta, con una crescita continua.

PASSIONE
Alcuni documentari – tra cui quelli di Mario Rizzi – mostrano le iniziative del movimento nato attorno a Gezi Park e i feroci scontri con la polizia, ma anche il problema di una migrazione che pone domande e questioni nell’opera di Cengiz Tekin, Just before paradise, dove un gruppo di migranti impauriti cerca di trovare scampo dal mare. Istanbul è la casa di tutti, dice un proverbio. Eppure oggi questa definizione è in serio dubbio.
Essendo la speculazione edilizia il centro dello scontro, gli studi di architettura rivestono un ruolo di primo piano e sono presenti con diverse proposte. “To Build or Not to Build?” è la domanda dei giovani architetti che presentano strutture metalliche simili a barricate, come Lost Barrier del gruppo SO?, mentre altri interventi degli studi Pattu e Architecture For All sottolineano le incongruenze della crescita urbana e di come il progetto architettonico ne esca sopraffatto.

Istanbul, Passion, Joy, Fury - MAXXI, Roma 2015 - manifestazione a Gezi park

Istanbul, Passion, Joy, Fury – MAXXI, Roma 2015 – manifestazione a Gezi park

Molti i video e le fotografie che documentano gli aspetti creativi dell’opposizione. Per esempio un artista crea un giubbotto per manifestazioni con imbottiture in piombo, testato in video con regolari pestaggi polizieschi. Si organizzano sfilate indossando magliette che riportano gli slogan del movimento, si utilizzano tutti gli strumenti comunicativi possibili per diffondere il senso comunitario e trasversale della protesta. T-shirt, Street Art, fumetti sticker e poster trasmettono i contenuti del movimento su ogni possibile livello linguistico. Un nuovo territorio di resistenza, testimoniato dall’arte contemporanea, vero e proprio tramite agli occhi del mondo.

IL POTERE DELLA COMUNICAZIONE
L’installazione Preparation di Nasan Tur allinea dei monitor per mostrare come si prepara un megafono da manifestazione. È un do it yourself che mostra tutte le necessarie operazioni per realizzare un megafono – dal taglio al collegamento elettrico all’uso. Il messaggio non è “violenza” bensì “comunicazione”. La politica, la sociologia, l’impegno dell’artista nel trattare gli aspetti del quotidiano sono i materiali su cui è costruita la mostra, che veicola un punto di vista “estetico” rispetto alla situazione turca.

Istanbul, Passion, Joy, Fury - MAXXI, Roma 2015 - Halil Altindere

Istanbul, Passion, Joy, Fury – MAXXI, Roma 2015 – Halil Altindere

THE WOMAN IN RED
Al centro di questa mostra/storia c’è Gezi Park con i suoi contenuti anti-sfruttamento a favore della democrazia, sullo sfondo di un durissimo braccio di ferro con il governo e di un altrettanto inflessibile repressione. Le figure femminili dominano la scena, sempre al centro dei momenti di lotta.
Gunes Terkol cuce e ricama stoffe che ritraggono le donne durante le manifestazioni, accentuando il contrasto fra i tradizionali abiti neri e i coloratissimi manifesti di protesta. Zeyno Pekunlu, nel video Al confine di ogni possibile, racconta Gezi Park dalla parte degli attivisti. Rimarrà nella nostra memoria l’immagine apparsa su Youtube nelle famose giornate degli scontri: una ragazza che indossa un impermeabile rosso, sotto gli idranti della polizia. Nell’iconografia cinematografica, vestire di rosso è sinonimo di scandalo & trasgressione e noi la ricorderemo come un’eroica good/bad girl che resiste con tenacia e fierezza al getto degli idranti.

Lorenzo Taiuti

Roma // fino al 30 aprile 2016
Istanbul, Passion, Joy, Fury
a cura di Hou Hanru, Ceren Erdem, Elena Motisi e Donatella Saroli
MAXXI
Via Guido Reni 4a
06 39967350
[email protected]
www.fondazionemaxxi.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/50354/istanbul/

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