Natale 2015 al museo. New York

Vi abbiamo raccontato alcuni brani d’Europa in una settantina di mostre. Da vedere se andate in vacanza in Gran Bretagna, Francia, Germania, Svizzera, Belgio, Paesi Bassi, Lussemburgo. Ma magari avete prenotato un volo per New York, complici temperature piuttosto miti per la stagione. Ecco qualche consiglio anche oltreoceano.

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Jim Shaw – The End is Here - New Museum, New York 2015 - photo Maris Hutchinson

Jim Shaw – The End is Here – New Museum, New York 2015 – photo Maris Hutchinson

SULLA BOWERY, FRA CONTEMPORANEO E MODERNO
Cominciamo da Nolita, nel Lower East Side. Siamo sulla Bowery, dove il processo di gentrification procede a passi speditissimi. Qui le tappe sono due: entrambe hanno un sapore italiano e si svolgono in edifici degni di nota.
Al New Museum (1), nel building progettato da Kazuyo Sejima e Ryue Nishizawa, e dove Massimiliano Gioni è direttore associato, di mostre ce ne sono tre. Si parte con l’antologica di Jim Shaw, che non ha bisogno di presentazioni: si risale fino a My Mirage (1985-91) e si arriva alla grande installazione praticabile Labyrinth: I Dreamt I was Taller than Jonathan Borofsky (2009). Tutta da scoprire l’opera di Barbara Rossi (nata e vissuta in Illinois, a dispetto del nome) e dei Chicago Imagist. Discorso simile vale per Wynne Greenwood, meglio nota – almeno negli States – come Tracy + the Plastics, band tutta al femminile composta da tre elementi, che poi è sempre lei.
Appena un isolato e si arriva alla Sperone Westwater Gallery (2), nell’edificio disegnato da Foster + Partners e inaugurato a settembre 2010. Due le mostre allestite in queste settimane: una grande rassegna storica su Futurismo, Astrattismo e Arte Concreta (qui trovate l’intervista alla curatrice Maria Antonella Pelizzari) e la prima personale statunitense di Nanda Vigo, tra le fondatrici del Gruppo Zero.

Frank Stella - A Retrospective - Whitney Museum, New York 2015 - photo Ronald Amstutz

Frank Stella – A Retrospective – Whitney Museum, New York 2015 – photo Ronald Amstutz

CHELSEA E LA HIGH LINE
Si risale verso Chelsea – siamo sempre a Manhattan – e ci si accosta all’Hudson River, dunque West Side.
In Gansevoort Street c’è da vedere innanzitutto il nuovo Whitney Museum of American Art (3) progettato da Renzo Piano e inaugurato lo scorso maggio. Dentro potete scegliere (o anche no, e vederle tutte) fra una mezza dozzina di mostre. Noi vi consigliamo un classico-contemporaneo: la retrospettiva di Frank Stella.
Sulla stessa via inizia (o finisce, come preferite) la High Line, linea ferroviaria dismessa che è stata riconvertita in un parco di sculture sospeso. È il modo migliore per risalire fino alla 34esima strada, partendo dal Panorama di Katrín Sigurdardóttir sino a quello di Gabriel Serra. Il tutto per le amorevoli cure di Cecilia Alemani, che forma insieme al suddetto Gioni la coppia più quotata d’italiani dell’arte nella Grande Mela.
Prima di iniziare la passeggiata, però, fate una sosta al Dia:Chelsea (4), dove fino a giugno c’è una retrospettiva di Robert Ryman, che racconta la sua grande avventura nell’astrattismo dagli Anni Cinquanta al XXI secolo.
E poi va visitata almeno una delle megagallerie che popolano il quartiere. Ad esempio, se scegliete la Pace Gallery (5), vi troverete i New Paintings di Ilya & Emilia Kabakov e un corpus di lavori tardi di Robert Rauschenberg. Così, tanto per gradire (per dovere di cronaca: Pace ha un altro spazio a Manhattan, sulla 57esima strada, e poi a Londra, Beijing, Hong Kong e a Menlo Park in California).


COSTEGGIANDO CENTRAL PARK
Da Midtown a Carnegie Hill, passando per l’Upper East Side. Tenendo sulla sinistra Central Park, percorrendo con poche deviazioni la Fifth Avenue. Chiunque mastichi anche solo minimamente d’arte, sa di quale viaggio pazzesco si tratti.
Si comincia con il MoMA – Museum of Modern Art (6), che propone qualcosa come quindici mostre. Sì, quindici. Si spazia da un classico Picasso Sculpture (con oltre cento opere tridimensionali, per una mostra unica nel suo genere) all’antologica di Walid Raad (per ripercorrere venticinque anni di lavoro dell’artista libanese), dalla (ri)scoperta dell’uruguagio Joaquín Torres-García (per comprendere come un artista sudamericano abbia attraversato le Avanguardie Storiche) a un approfondimento sui rapporti fra musica e design (con una prospettiva che parte dall’inizio del XX secolo e arriva all’iPod).
Alla Frick Collection (7) si compie invece un poderoso balzo all’indietro: la main exhibition è infatti dedicata ad Andrea del Sarto, figura senz’altro meno nota di altri suoi connazionali rinascimentali. L’esposizione colma una lacuna importante, non solo per il pubblico statunitense. E per i completisti c’è una mostra correlata al Metropolitan (8), che sta sempre sulla medesima direttrice (attenzione però: se entrate lì dentro verrete risucchiati per ore, se non per giorni).
Ultima sosta al Guggenheim (9), dove si celebra il centenario della nascita di Alberto Burri con una mostra di tale importanza che, un po’ paradossalmente, ha sbaragliato qualsiasi evento omologo organizzato in Italia. Vedere per credere, e se volete approfondire, qui trovate l’intervista che abbiamo fatto alla curatrice Emily Braun.

Greater New York - MoMA PS1, New York 2015 - Tony Matelli

Greater New York – MoMA PS1, New York 2015 – Tony Matelli

GITA A LONG ISLAND CITY
L’equivalenza New York = Manhattan sarà pur vera per molti aspetti, ma esiste un mondo fuori dall’isola. E allora vi proponiamo di attraversare un ponte a vostra scelta e di dirigervi verso Long Island.
Anche perché al MoMA PS1 (10) c’è la quarta edizione di Greater New York, rassegna quinquennale che fa il punto sugli emergenti che lavorano nella Grande Mela. Risultato: oltre 400 opere per 157 artisti, oltre a un intenso programma di proiezioni e performance.
Tappa conclusiva allo Sculpture Center (11), spazio ridisegnato da Maya Lin e ampliato nel 2014. Due le personali in corso: quella di Anthea Hamilton, londinese alla prima esposizione museale negli States, che lavora sul fenomeno delle controculture e precisamente sul momento in cui vengono riassorbite dal mainstream (nota a latere: l’opera centrale è un omaggio a Gaetano Pesce); e quella di Gabriel Sierra, colombiano che potreste ricordarvi per una bella personale allestita un paio d’anni fa da Peep-Hole a Milano.

Marco Enrico Giacomelli

1
New York // fino al 10 gennaio 2016
Jim Shaw – The End is Here
a cura di Massimiliano Gioni e Gary Carrion-Murayari
New York // fino al 3 gennaio 2016
Barbara Rossi – Poor Traits
a cura di Natalie Bell
New York // fino al 10 gennaio 2016
Wynne Greenwood – Kelly
a cura di Johanna Burton e Stephanie Snyder
NEW MUSEUM
235 Bowery
+1 (0)212 2191222
[email protected]
www.newmuseum.org

2
New York // fino al 23 gennaio 2016
Painting in Italy 1910s-1950s: Futurism, Abstraction, Concrete Art
a cura di Maria Antonella Pelizzari
Nanda Vigo
SPERONE WESTWATER
257 Bowery
+1 (0)212 9997337
[email protected]
www.speronewestwater.com

3
New York // fino al 7 febbraio 2016
Frank Stella – A Retrospective
a cura di Michael Auping e Adam D. Weinberg
WHITNEY MUSEUM
99 Gansevoort Street
+1 (0)212 5703600
[email protected]
http://whitney.org

4
New York // fino al 18 giugno 2016
Robert Ryman
a cura di Courtney J. Martin e Megan Witko
DIA:CHELSEA
545 West 22nd Street 
http://diaart.org/sites/main/chelsea

5
New York // fino al 23 gennaio 2016
Ilya & Emilia Kabakov – New Paintings
PACE GALLERY
510 West 25th Street
+1 (0)212 2554044
New York // fino al 16 gennaio 2016
Robert Rauschenberg – Anagrams, Arcadian Retreats, Anagrams (A Pun)
PACE GALLERY
534 West 25th Street
+1 (0)212 9297000
www.pacegallery.com

6
New York // fino al 7 febbraio 2016
Picasso Sculpture
a cura di Ann Temkin e Anne Umland
New York // fino al 31 gennaio 2016
Walid Raad
a cura di Eva Respini
New York // fino al 15 febbraio 2016
Joaquín Torres-García – The Arcadian Modern
a cura di Luis Pérez-Oramas
New York // fino al 18 gennaio 2016
Making Music Modern: Design for Ear and Eye
a cura di Juliet Kinchin e Luke Baker
MOMA – MUSEUM OF MODERN ART
11 West 53 Street
+1 (0)212 7089400
www.moma.org

7
New York // fino al 10 gennaio 2016
Andrea del Sarto – The Renaissance Workshop in Action
FRICK COLLECTION
1 East 70th Street
+1 (0)212 2880700
[email protected]
www.frick.org

8
New York // fino al 10 gennaio 2016
Andrea del Sarto’s Borgherini Holy Family
MET – THE METROPOLITAN MUSEUM OF ART
1000 Fifth Avenue at 82nd Street
+1 (0)212 5357710
www.metmuseum.org

9
New York // fino al 16 gennaio 2016
Alberto Burri – The Trauma of Painting
a cura di Emily Braun
SOLOMON R. GUGGENHEIM MUSEUM
1071 Fifth Avenue at 89th Street
+1 (0)212 4233500
[email protected]
www.guggenheim.org

10
New York // fino al 7 marzo 2016
Greater New York
a cura di Peter Eleey, Douglas Crimp, Thomas J. Lax e Mia Locks
MOMA PS1
22-25 Jackson Avenue at 46th Avenue
+1 (0)718 7842084
http://momaps1.org

11
New York // fino 4 gennaio 2016
Anthea Hamilton – Lichen! Libido! Chastity!
Gabriel Sierra – Numbers in a Room
SCULPTURE CENTER
44-19 Purves Street
+1 (0) 718 3611750
www.sculpture-center.org

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