Post-Expo. Le piscine Caimi e il Teatro Franco Parenti

Michele De Lucchi, Giovanna Latis e Nicola Russi raccontano uno spazio pubblico d’eccezione della Milano del post-Expo. Con una piscina che resta se stessa ma può diventare allo stesso tempo sede di sfilate e concerti…

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Piscine Caimi, Milano - vista verso sud - (c) aMDL

Piscine Caimi, Milano – vista verso sud – (c) aMDL

Sul filo dell’acqua limpida di una piscina quasi olimpionica, quattro piattaforme mobili in legno si allineano in una passerella per la Fashion Week, si addossano al lato lungo della vasca per accogliere i tifosi di una gara di nuoto, navigano al largo per costruire una zattera-solarium o, ancora, si avvicinano alla riva per funzionare come palco di uno spettacolo estivo all’aperto.
Tutto questo succederà tra pochi mesi nel cuore di Milano, a poche centinaia di metri dal Duomo, grazie all’impegno di una regista e imprenditrice lungimirante e di un affiatato team di progettisti.

FLASHBACK
Già negli Anni Trenta, il “quartiere Vasari”, nei pressi di Porta Romana, è un’efficiente macchina spaziale polifunzionale, che concentra le organizzazioni littorie di quartiere, uno studio medico, una biblioteca, una stamperia e due presenze d’eccezione: un cinematografo e il centro balneare Caimi.
Progettati fin dall’origine per un funzionamento integrato, la sala e le piscine conoscono vicende molto diverse: la prima nel 1972 diventa sede del Salone Pier Lombardo – poi Teatro Franco Parenti – ed è integralmente rinnovata nel 2007 da Michele De Lucchi, confermandosi come un polo importante del sistema culturale milanese; nello stesso anno, le Caimi sono chiuse e abbandonate dalla municipalità per mancanza di fondi.
Di fronte al degrado rapido e insensato delle piscine, Andrée Ruth Shammah, direttore del Parenti, concepisce un piano ambizioso per il loro recupero: richiamato De Lucchi come co-direttore artistico, Shammah gli affianca tre giovani architetti – Giovanna Latis, Elena Martucci e Nicola Russi – e condivide con loro la visione di una nuova unità possibile: “Una città nella città, dove l’architettura è supporto della scenografia” e ogni spazio a disposizione è un palco. “Andrée deve poter fare spettacoli ovunque”, spiega De Lucchi.

Piscine Caimi, Milano - La palazzina - (c) Laboratorio Permanente

Piscine Caimi, Milano – La palazzina – (c) Laboratorio Permanente

LA NUOVA VITA DELLE PISCINE CAIMI
Ogni progettista si occupa di riattivare un elemento di questa concatenazione di spazi.
Così, Giovanna Latis racconta la sala interrata che ha progettato come “un ambiente massimamente flessibile – grazie all’altezza interna di quasi cinque metri e a un ingegnoso sistema di gradinate mobili – che collega direttamente il foyer interrato del Parenti al dehors della piscina, garantendo la compenetrazione fisica tra i due spazi”.
Risalendo al piano terra, il visitatore è accolto dal un’ala del nuovo porticato disegnato da Michele De Lucchi che, sul lato opposto della vasca principale, si affianca alla stecca degli spogliatoi che Elena Martucci ha reinventato come spazio multifunzionale.
Verso sud, le “prospettive dechirichiane” delle Caimi inquadrano la palazzina ex-docce e centrale di clorazione che Nicola Russi – con Laboratorio Permanente, studio che ha fondato con Angelica Sylos Labini – ha trasformato in una “promenade architecturale che attraversa ambienti radicalmente diversi. Nato fin dall’origine per ospitare molteplici funzioni, infatti, l’edificio è stato violentato a causa della cattiva manutenzione e di una sfortunata occupazione, che hanno determinato un degrado differenziato delle sue parti. L’applicazione anti-ideologica di ben quattro differenti filosofie di restauro – ispirate a Ruskin, Viollet-le-Duc, Boito e BBPR – conferisce un’identità specifica a ciascuna delle sale senza cristallizzarne la funzione”.
La sequenza di spazi espositivi e performativi della palazzina sfocia in un giardino minerale che si pone in diretta continuità con il foyer passante del teatro – la più brillante delle invenzioni spaziali del precedente progetto di De Lucchi – chiudendo senza soluzione di continuità il circuito, di cui le piscine riaperte saranno il baricentro fondamentale.

Piscine Caimi, Milano - Il giardino minerale - (c) Laboratorio Permanente

Piscine Caimi, Milano – Il giardino minerale – (c) Laboratorio Permanente

UNA NUOVA PIAZZA PER MILANO
Nato da un progetto corale, aperto verso la città grazie alla valorizzazione del cul de sac di largo Franco Parenti, che ospiterà una scultura site specific di De Lucchi, e con il centro balneare regolarmente gestito dal Comune durante il giorno, il polo Parenti-Caimi si appresta a diventare “una nuova piazza per Milano, che è innanzitutto infrastruttura e supporto” (Nicola Russi), “un luogo aperto all’imprevisto, dove la scenografia prenderà il sopravvento e trasformerà radicalmente l’architettura” (Giovanna Latis) e infine “una metropoli in miniatura, dove ciascuno sarà libero di interpretare le tante fasi della propria esistenza” (Michele De Lucchi).

Alessandro Benetti

www.teatrofrancoparenti.it

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