Cannes 2015. “Figli di MAAM”, il film su Metropolitz. Intervista con Paolo Consorti

Il Museo dell'Altro e dell'Altrove di Roma diventa un film. Che arriva a Cannes. Una storia in cui il tema sociale incontra quello sacro, tra metafore esistenziali e storie di vita vissuta. Abbiamo incontrato il regista, Paolo Consorti

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“Figli di Maam” è il secondo film di Paolo Consorti. Dopo essere stato in concorso al Riff, approda al mercato di Cannes per la vendita internazionale. Ambientato in una ex fabbrica di salumi, Metropoliz, occupata da extracomunitari e precari, segue le vicende di un uomo convinto di essere San Giovanni Battista. Nella fabbrica si sta per inaugurare una mostra dʼarte contemporanea organizzata dal MAAM (Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz Città Meticcia), il museo sorto nellʼedificio occupato, in difesa dei “metropoliziani” continuamente minacciati di sfratto. Giovanni vaga tra gli artisti e fa amicizia con i bambini di Metropoliz, confondendo la realtà con le sue visioni.

Paolo Consorti, Figli di MAAM, 2014

Paolo Consorti, Figli di MAAM, 2014

Il suo intento è riunire tutti i santi a Metropoliz per ricominciare la predicazione da quel luogo. Dove l’allegoria religiosa sta per una speculazione filosofica sulla funzione dell’arte nella società e sul suo valore assoluto, Consorti tenta un’operazione estremamente audace, divenuta realtà grazie al produttore Giuseppe Lepore. In attesa di vedere il film, che sarà nelle sale italiane a partire da settembre, il regista ce ne racconta la genesi sui comodi divani del Majestic. Nel cast anche Franco Nero e Alessandro Haber.

Federica Polidoro

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