I musei e i palazzi da vedere a Ferrara

Conosciuta come “la città delle biciclette”, Ferrara incanta per i numerosi palazzi signorili che animano le vie della città, costruiti nel Rinascimento dagli Estensi. Ed è proprio in quelle mura che la storia si racconta, tra affreschi e collezioni d’arte. Ma quali sono i musei e i monumenti da visitare a Ferrara? Ecco una selezione

Semplice ed elegante: così potremmo definire Ferrara, situata nella bassa pianura emiliana, una città a portata d’uomo che si contraddistingue per un notevolissimo patrimonio storico-artistico e per la sua arte culinaria. Fra giardini, palazzi signorili, musei e monumenti, la piccola città d’arte non teme il confronto con le grandi capitali nostrane, vantando anche una serie di festival fotografici e rassegne d’arte di livello nazionale e internazionale.

Valentina Muzi

1. CASTELLO ESTENSE

Il castello estense di Ferrara

Uno dei primi monumenti da non perdere a Ferrara è sicuramente il Castello Estense, dimora della signorile corte che rese grande la città dal 1264 con l’arrivo di Obizzo II d’Este. Ovviamente, col passare del tempo il potere della famiglia d’Este crebbe, tanto da confermarsi con la personalità di Nicolò II. Dopo essere stato simbolo indiscusso di Ferrara e dei suoi Signori fino al Seicento, il Castello divenne sede dei Cardinali Legati quando Alfonso II d’Este morì senza eredi e il Ducato assunse le fattezze di “provincia periferica” dello Stato della Chiesa. Un cambiamento radicale che comportò anche la dispersione delle collezioni d’arte degli Estense, le quali vennero trasferite al palazzo Ducale di Modena. In questo particolare periodo non vennero affrontati interventi strutturali all’edificio, anzi, purtroppo a seguito di due incendi avvenuti il 1634 e il 1718 alcuni affreschi attribuiti a Dosso Dossi e Battista Dossi andarono persi per sempre. Successivamente, nel 1796 le truppe francesi di Napoleone irruppero nella tranquilla città e la occuparono, assieme al Castello. Dopo, fu la volta degli Austriaci, i quali vigilarono sulla Restaurazione e sul ritorno dei rappresentanti politici dello Stato Pontificio. Le cose cambiarono nel 1859, quando Ferrara fu annessa al Regno d’Italia, e diversi pittori come Francesco Saraceni, Gaetano Domenichini, Francesco Migliari vennero chiamati per lasciare la loro firma nelle diverse sale che, oggi, sono adibite a spazi espositivi con mostre di artisti di calibro internazionale.

Largo Castello 1
https://www.castelloestense.it/it

2. MUSEO DI PALAZZO SCHIFANOIA

Palazzo Schifanoia, Ferrara

Cosa vuol dire Schifanoia? Il termine deriva da schifar, ovvero “schivar la noia”. Ed è proprio sulle note dello svago e dell’allegria che Alberto V d’Este decise di costruire il Palazzo – un tempo denominato “delizia” ‒ nel 1385, unico esempio esistente di monumento dedicato alla rappresentanza e al divertimento da vedere a Ferrara. L’edificio, come lo si conosce oggi, è opera dei lavori di ampliamento condotti sotto il ducato di Borso d’Este. Artefice del cambiamento fu l’architetto Pietro Benvenuti degli Ordini, il quale aggiunse il piano nobile e il Salone dei Mesi, concluso nel 1470. Ovviamente, il duca di Ferrara coinvolse i migliori artisti per decorare la dimora, fra i quali spiccano Francesco del Cossa ed Ercole de’ Roberti che affrescarono il salone di rappresentanza con il ciclo dei Mesi e celebrarono la casata in chiave astrologica e mitologica. L’obiettivo era quello di creare uno dei più stupefacenti capolavori del Rinascimento nostrano, rendendo giustizia alla famiglia regnante. Il portale marmoreo esterno, invece, è stato attribuito ad Ambrogio di Giacomo da Milano e Antonio di Gregorio, dove si stagliano lo stemma estense e l’Unicorno, simbolo assai caro a Borso. Infine, il suo successore, Ercole I, Biagio Rossetti venne incaricato di ingrandire ancor di più la struttura e sostituì la merlatura della facciata con un cornicione in cotto con il simbolo del duca, l’impresa del diamante. Una volta che gli Estensi abbandonarono Ferrara, anche Palazzo Schifanoia venne accantonato, passando in eredità da una casata all’altra. Quando si pensava che la memoria e lo sfarzo rinascimentale fossero andati persi, arrivò il restauratore e pittore Giuseppe Saroli, il quale fece emergere parte delle ricche decorazioni. La scoperta destò grande interesse nella comunità, tanto che anche Luigi Caroli e Francesco Avventi si unirono nel restauro, e nel 1840 le pareti settentrionale ed orientale furono finalmente ben visibili. Il Comune decise di intervenire nel recupero sia degli affreschi che degli immobili, e nel 1897 fu approvato il progetto che trasformò l’antica delizia nel Museo Schifanoia. Purtroppo, a causa dei gravi danni subiti dal terremoto del 2012, il museo è rimasto chiuso per dieci anni. Oggi, finalmente, ha riaperto le sue porte al pubblico con un percorso espositivo e un allestimento del tutto rinnovato. Ma quali capolavori sono custoditi nelle sale di Palazzo Schifanoia? Fra le diverse collezioni si ricorda quella numismatica, dei codici miniati, di ceramica e la raccolta egizia; senza dimenticare lo sfarzoso Salone dei Mesi, la Sala delle Virtù – il cui apparato decorativo venne realizzato da Domenico di Paris, coadiuvato da Bongiovanni di Geminiano Gabrieli –, e la Sala delle Imprese.

Via Scandiana 23
https://www.artecultura.fe.it/159/museo-schifanoia

3. CASA DI LUDOVICO ARIOSTO

Epigrafe sulla facciata della casa di Ariosto in via Ariosto a Ferrara

Se si passeggia per Ferrara non si può perdere la casa-museo del celebre poeta Ludovico Ariosto. Dopo la pubblicazione dell’Orlando Furioso nel 1516, lo scrittore si oppose al Cardinale Ippolito d’Este di seguirlo in Ungheria, ma poco dopo – ovvero, nel 1522 – Ariosto non poté nuovamente declinare l’incarico di governatore della Garfagnana, così partì per sedare tafferugli e liti fra i valligiani. Un incarico non semplice e che lo tenne non solo lontano da Ferrara per tre anni ma anche dalla sua Alessandra Benucci. Non appena tornato a Castelnuovo, il poeta decise di ritirarsi per qualche tempo; un’esigenza che si evince anche nei versi allusivi della VII Satira diretta dall’amico Bonaventura Pistofilo. Fortunatamente, Ariosto disponeva di diverse entrate che gli diedero la possibilità di acquistare la casa sita nella Contrada del Mirasole nel 1526 e un paio di anni più tardi anche l’area attigua da trasformare in giardino. La struttura, per come la conosciamo oggi, è il risultato di una serie di trasformazioni ideate dal poeta stesso nel corso degli anni, fino a quando non ci si trasferì nel 1529 assieme al figlio Virginio e la moglie. Ad oggi, passeggiando per la casa-museo l’eco del grande poeta torna, soprattutto visitando le sale del piano nobile in cui l’allestimento di cimeli e preziosi edizioni delle sue opere evoca l’assetto realizzato in occasione delle Celebrazioni per i Centenari Ariosteschi del 1875 e del 1933.

Via Ludovico Ariosto 67
https://www.artecultura.fe.it/73/casa-di-ludovico-ariosto

4. GALLERIE DI ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA

Filippo de Pisis, Natura morta Alla dolce patria, 1932, olio su tela, 50×64,5 cm. Ferrara, Galleria Civica d’Arte Moderna

Tra i musei da vedere a Ferrara ci sono le Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea, che riuniscono un patrimonio di opere d’arte degli ultimi due secoli capaci di restituire uno spaccato storico-artistico delle arti figurative ferraresi. La raccolta dei tanti capolavori ebbe inizio nel 1836 con la fondazione della Pinacoteca civica, ospitata dal 1842 assieme al Civico Ateneo a Palazzo dei Diamanti, per la fruizione e L’educazione del pubblico attraverso un progetto illuminista e di stampo neoclassico. Successivamente, una serie di lasciti e acquisizioni di opere “moderne”, legate per lo più alla storia estense insieme ad altri generi ottocenteschi come il ritratto e i temi sacri ‒ come ad esempio la pittura di Gaetano Turchi e Giovanni Pagliarini ‒, misero in luce la nascita dell’orgoglio locale. Con il Novecento, invece, si intravide un’apertura – sebbene in un primo momento timida – verso le novità dell’impressionismo, favorendo l’entrata di artisti come Previati, Mentessi, Pisa e Boldini. Con il lascito della vedova di quest’ultimo, si istituì il primo nucleo del museo dedicato al celeberrimo artista. Un altro importante corpus di opere arricchì la collezione, ovvero quello dedicato ai lavori di Funi, Melli e di De Pisis. Nella seconda metà del Novecento, le collezioni d’arte vennero divise, riallestendo gli spazi e dando vita al Museo dell’Ottocento, Museo Giovanni Boldini e Museo d’Arte Moderna e Contemporanea “Filippo De Pisis” con un assetto conservato fino al 2012, ovvero fino al terremoto che ne impose la chiusura per i gravi danni che la struttura subì. Ad oggi, è tutto pronto per ripartire e accogliere nuovamente il pubblico, con tante novità, come ad esempio il Centro Videoarte, le nuove acquisizioni avute grazie ai progetti espositivi firmati dalla direzione Farina o la parabola creativa di Michelangelo Antonioni.

Corso Porta Mare 9
https://artemoderna.comune.fe.it/1838/le-collezioni

5. PALAZZO DEI DIAMANTI

Palazzo dei Diamanti

Con un bugnato composto da più di 8mila blocchi di marmo, l’edificio rinascimentale progettato da Biagio Rossetti prende il nome di Palazzo dei Diamanti, uno dei musei da non perdere a Ferrara. L’edificio fu costruito per volere di Sigismondo d’Este, fratello del duca Ercole I d’Este, a partire dal 1493, rappresentando il centro ideale della cosiddetta “Addizione Erculea”, ovverosia un’operazione urbanistica volta all’ampliamento della città. Acquistato dal Comune nel 1832, questo importante monumento è oggi adibito a spazio espositivo dedicato a mostre organizzate da Ferrara Arte e dalle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara. Infine, al primo piano del Palazzo è possibile passeggiare e ammirare i grandi capolavori di eccezionale valore della Pinacoteca Nazionale.

Corso Ercole I d’Este
https://www.palazzodiamanti.it/850/palazzo-dei-diamanti

6. PALAZZO MASSARI

Palazzo Massari, Ferrara. ph. Nicola Quirico

Per volere del conte Onofrio Bevilacqua venne costruito nell’ultimo decennio del Cinquecento, Palazzo Massari. Questo fu eretto tra il quadrivio degli Angeli e l’antica Piazza Nova – oggi Ariostea ‒, incrociando il punto nevralgico dell’ambizioso progetto di ampliamento urbanistico di Biagio Rossetti. Sul calar del Settecento vennero apportate diverse modifiche all’edificio, come la Palazzina Bianca conosciuta anche Palazzina dei Cavalieri di Malta. A subire delle profonde trasformazioni fu anche l’area verde annessa al Palazzo. Il progetto dell’architetto Luigi Cosimo Bertelli, infatti, rese i vecchi orti retrostanti in giardini dall’impronta italiana. Poi, dopo l’Unità d’Italia, il complesso passò alla famiglia dei conti Massari che decisero di dare al giardino uno stile più anglosassone. Nel 1936 diventa di proprietà del Comune di Ferrara che lo ha reso accessibile al pubblico, destinandolo gran parte a parco. A partire dalla fine degli anni 70 nell’area adiacente al palazzo viene allestito un vero e proprio spazio espositivo animato dalle sculture di arte contemporanea firmate dagli artisti esposti in Palazzo dei Diamanti o Palazzo Massari. Infine, dal 1975 nella dimora signorile albergano in pianta stabile le Gallerie di Arte Moderna e Contemporanea.

Corso Porta Mare 9
https://artemoderna.comune.fe.it/1839/palazzo-massari

7. PADIGLIONE D’ARTE CONTEMPORANEA

Ketty La Rocca. Gesture, Speech and Word, Exhibition view at Padiglione d’Arte Contemporanea, Ferrara 2018. Photo Marco Caselli

All’interno del complesso di Palazzo Massari ‒ in cui sono ospitate le Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea – e più precisamente nel suo giardino, troviamo uno spazio espositivo interamente dedicato a mostre e artisti di calibro nazionale e internazionale. Il Padiglione d’Arte Contemporanea, attivo dal 1976, ospita ogni anno la rassegna Biennale Donna.

Corso Porta Mare 5
http://artemoderna.comune.fe.it

8. PALAZZO PARADISO E BIBLIOTECA ARIOSTEA

Teatro Anatomico di Palazzo Paradiso, Ferrara

Fra le delizie estensi è da ricordare Palazzo Paradiso, uno dei monumenti da vedere a Ferrara perché al suo interno si trova la Sala Ariosto e la Biblioteca Ariostea. Il pittore ferrarese Antonio Alberti realizzò un grande affresco– restando in sintonia con il nome dell’edificio-, in occasione della prima sessione del Concilio Ecumenico del 1437 e il 1438. Purtroppo, ad oggi, la decorazione è andata persa, ma nel corso della storia il complesso si è reso protagonista diventando sede delle varie sedi universitarie ferraresi. Con Giovan Battista Aleotti, la facciata fu spostata su Via delle Scienze (dove si trova ora) e aggiunse la torretta con l’orologio e impostato il portale di pietra bianca. Opera dell’Aleotti fu anche il mausoleo dedicato al celeberrimo Ludovico Ariosto, realizzato per volere di un suo nipote nel 1801 e nel quale sono custodite le ceneri del poeta. Stagliato fra grappoli di frutta, il busto in alabastro lo celebra con austerità, incorniciato da decorazioni statuarie che raffigurano la Poesia e la Fama. Infine, nel 1731 l’anatomista Giacinto Agnelli e l’architetto Francesco Mazzarelli costruirono il teatro anatomico, ancora oggi visibile al pianterreno dell’immobile. Da non perdere è anche la signorile Biblioteca Ariostea, la quale racchiude un patrimonio di circa 400mila libri fra scaffali e magazzini.

Via delle Scienze 17

9. PINACOTECA NAZIONALE

Carlo Bononi, Angelo custode, 1625-30. Ferrara, Pinacoteca Nazionale su concessione del MiBACT

Al piano nobile di Palazzo dei Diamanti sono ospitati i capolavori della prestigiosa collezione della Pinacoteca Nazionale, uno dei musei da non perdere a Ferrara perché racconta uno squarcio storico-artistico che passa dal Duecento al Settecento. Temi religiosi ed ecclesiastici si esprimono nei cicli di affreschi medievali provenienti dalle chiese di San Bartolomeo e di Sant’Andrea. Il Quattrocento si racconta con i grandi artisti locali Cosmè Tura ed Ercole de’ Roberti, ai quali si affiancano forestieri come Gentile da Fabriano, Mantegna e il Carpaccio, per poi attraversare le tele seicentesche firmate dallo Scarsellino, Carlo Bononi e il Guercino.
La collezione venne istituita nel 1836 con una serie di pale d’altare provenienti dalle piccole diocesi cittadine, fra cui spicca il Polittico Costabili del Garofalo, realizzato insieme a Dosso Dossi.

Corso Ercole I d’Este 21
https://gallerie-estensi.beniculturali.it/pinacoteca-nazionale/

10. PALAZZINA MARFISA D’ESTE​

Palazzina Marfisa d’Este Ferrara

Pregevole esempio di dimora signorile del XVI secolo, la Palazzina Marfisa d’Este è un gioiello da vedere assolutamente a Ferrara. A volerlo fu Francesco d’Este, figlio del duca Alfonso I e Lucrezia Borgia, ma poi il complesso venne ereditato dalla principessa Marfisa d’Este, da cui prese il nome e nel quale abitò fino ai suoi ultimi giorni. Con la morte di Marfisa d’Este, nel 1608, la Palazzina passò in eredità ai Cybo Malaspina, subendo diversi passaggi di proprietà nel corso della sua storia. Finalmente, nel 1938 l’immobile venne allestito e inaugurato come vera e propria sede museale. A fargli da cornice è un ricco e rigoglioso giardino retrostante, circondato da un loggiato decorato e utilizzato come teatro.

Corso Giovecca 170
https://www.artecultura.fe.it/382/palazzina-marfisa-d-este

11. MEIS – MUSEO NAZIONALE DELL’EBRAISMO ITALIANO E DELLA SHOAH

MEIS, Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah. ®Marco_Caselli_Nirmal

L’acronimo MEIS sta per Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah, ed è uno dei musei da non perdere se si passeggia per Ferrara. Questo importante – e storico – polo museale nasce a Ferrara perché la comunità ha stretto un rapporto profondo con la città e con la famiglia d’Este, tanto che le prime testimonianze risalgono ai duchi Ercole I ed Ercole II. Questi emanarono due editti con i quali accoglievano gli ebrei spagnoli e portoghesi cacciati dalle loro terre nel 1492. Quando la città passò allo Stato della Chiesa si instaurò il ghetto con annesse una serie di limitazioni, le stesse che hanno contratto la vita cittadina, lavorativa ed economica di parte dell’intera comunità. Le persecuzioni nazifasciste, insieme ai rastrellamenti e alla deportazione nei famigerati campi di concentramento, hanno ferito gravemente la comunità. A oggi, la storia viene raccontata, affrontata e approfondita per le nuove generazioni negli spazi delle ex carceri di via Piangipane. Fra gli edifici storici più significativi, il MEIS si pone come un ponte reale tra il passato e il futuro a disposizione delle nuove generazioni, affinché gli anni bui della guerra non tornino più.

Via Piangipane 81

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12. MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE

Il cortile d’onore di Palazzo Costabili, sede del Museo Archeologico Nazionale di Ferrara

Fra i musei da non perdere di Ferrara c’è anche il Museo Archeologico Nazionale, che si trova all’interno del Palazzo Costabili, detto “di Ludovico Il Moro”. Perché? Poiché il cinquecentesco palazzo era stato attribuito al Duca di Milano, il famoso Ludovico Sforza detto il Moro, ma in realtà la dimora signorile apparteneva al suo segretario, Antonio Costabili, una delle più importanti personalità che orbitava nella corte del Duca di Ercole I d’Este. Il progetto iniziale vide la firma di Biagio Rossetti, nume tutelare dell’architettura ferrarese durante il Rinascimento, coadiuvato dalle più celebri maestranze dell’epoca, quali Gabriele Frisoni, Girolamo Pasino e Cristoforo di Ambrogio, fra gli altri si ricorda anche il Garofalo, Ludovico Mazzolino e l’Ortolano. Dopo una serie di vicissitudini e lavori, l’immobile diventa sede espositiva del patrimonio archeologico proveniente dalla necropoli di Spina e, nel 1935, viene inaugurato. Come un libro, il museo racconta la storia di Spina con reperti greci ed etruschi provenienti dalle oltre 4mila tombe delle necropoli. Nelle diverse sale che animano il prestigioso palazzo – Sala dell’Abitato di Spina, Sala delle Piroghe, Sale della Necropoli di Spina ‒ sono esposti gioielli in oro, argento, ambra e pasta vitrea che si accostano a ceramiche decorate con figure nere e rosse, insieme a vasi e oggetti in bronzo.

Via XX settembre 122
http://www.archeoferrara.beniculturali.it

13. MUSEO CIVICO LAPIDARIO

Museo Civico Lapidario, Ferrara

Gli spazi della ex Chiesa di Santa Libera sono l’attuale sede del Museo Civico Lapidario, uno dei musei da non perdere a Ferrara. L’edificio fu costruito nel XV secolo per volere del Cavaliere Antonio Angelici per i frati Agostiniani di Sant’Andrea, i quali la cedettero all’Arte dei muratori che provvide ad una serie di operazioni di restauro. Purtroppo, con l’arrivo dei francesi la chiesa perse la sua funzione primaria per vestire i ruoli di magazzino, stalla, laboratori nonché quello di officina metallurgica. Infine, nel 1979, il Comune ne ha riscattato il valore e decidendo di promuovere una serie di interventi di recupero per poi renderla sede ufficiale del Museo Civico Lapidario. Al suo interno è possibile ammirare steli funerarie e alcuni sarcofagi dalle ricche decorazioni, i quali restituiscono al pubblico un ritratto veritiero dell’organizzazione territoriale e sociale dell’epoca. Fra i reperti spiccano: il sarcofago degli Aurelii del III secolo d. C. e il piccolo sarcofago del bambino Neon.

Via Camposabbionario 1
https://www.artecultura.fe.it/242/lapidario-civico

14. PALAZZO BONACOSSI

Palazzo Bonacossi, Ferrara, via Wikivoyage

Costruito nel Quattrocento, il semplice e austero Palazzo Bonacossi fu assegnato da Borso d’Este a Diotisalvi Neroni, un esule fiorentino. L’immobile subì delle trasformazioni nel corso dei secoli, infatti oltre a sopraelevarsi di un piano nel Cinquecento, nel 1572 furono annessi una serie di loggiati e giardini in collegamento diretto con la Palazzina Marfisa d’Este e con il Museo Schifanoia. Passeggiando per le sale è possibile incontrare la Direzione dei Musei di Arte Antica, nonché la Biblioteca e la Fototeca. Quest’ultima, costituitasi nel 1970, gode di un’ampia documentazione fotografica che riguarda perlopiù di monumenti e opere d’arte ferraresi, di cui il nucleo è formato dalla grande donazione fatta dalla vedova di Gualtiero Medri, lo storico direttore dei Musei Civici estensi.

Via Cisterna del Follo 5
https://www.artecultura.fe.it/341/palazzo-bonacossi

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Valentina Muzi
Valentina Muzi (Roma, 1991) è diplomata in lingue presso il liceo G.V. Catullo, matura esperienze all’estero e si specializza in lingua francese e spagnola con corsi di approfondimento DELF e DELE. La passione per l’arte l’ha portata a iscriversi alla Facoltà di Studi Storico-Artistici dell’Università di Roma La Sapienza, laureandosi in Storia dell’Arte Contemporanea e svolgendo il tirocinio formativo presso il MLAC - Museo e Laboratorio di Arte Contemporanea dell’Ateneo, parallelamente ha frequentato un Executive Master in Management dei Beni Culturali presso la Business School del Sole24Ore di Roma. Dal 2016 svolge attività di PR, traduzione di cataloghi, stesura di testi critici e curatela indipendente. Dal 2017 svolge l’attività di giornalista di taglio critico e finanziario per riviste di settore. Attualmente è membro del Board Strategico presso l’Associazione culturale Arteprima noprofit, nella stessa ha svolto il ruolo di Social Media Manager ed è Responsabile organizzativa della piattaforma Arteprima Academy.