20 anni di Aboca Museum, dove le piante officinali parlano di noi

Nato nel 2002, originale tassello del circuito dei Musei d’impresa, l’Aboca Museum è un’attrazione unica nel suo genere che vale il viaggio a Sansepolcro. Racconta di scienza, farmacia, arte, rapporto dell’uomo con la natura

Nella geografia artistica d’Italia, il borgo di Sansepolcro deve la sua fama a Piero della Francesca, che in questa cittadina dell’Italia centrale, in passato snodo strategico della Valtiberina, nacque e lasciò alcune delle sue opere più celebri. Se non fosse per la fama del pittore aretino, oggi il centro toscano – sebbene facilmente raggiungibile percorrendo la famigerata E45 – risentirebbe di una posizione non proprio favorevole rispetto alle principali rotte turistiche che collegano le città d’arte italiane. Eppure rivela attrazioni non banali (pensiamo anche al Museo della vetrata antica Bernardino Fatti), tra cui il museo d’impresa della healthcare company Aboca, che proprio nel 2022 celebra vent’anni di attività, trascorsi nel segno della ricerca e della divulgazione. Il circuito dei Musei d’impresa, nato nel 2001, racconta la storia delle industrie manifatturiere italiane come parte del patrimonio culturale del Paese, in quanto traccia dell’evoluzione economica, sociale e creativa della Penisola. E il progetto messo in piedi da Aboca non smentisce questo assunto. Sin dalla scelta della sede che ospita una singolare ricostruzione di ambienti tradizionalmente legati allo studio e alla lavorazione delle piante medicinali.

Sansepolcro © Artribune

Sansepolcro © Artribune

LA STORIA DELL’ABOCA MUSEUM

Siamo a Palazzo Bourbon del Monte, che deve la sua fondazione all’arrivo di Giuliano da Sangallo in città all’inizio del Cinquecento, dopo il passaggio alla Repubblica Fiorentina scaturito dalla Battaglia di Anghiari. Dopo numerosi cambi di proprietà, dal 2002 il prestigioso palazzo rinascimentale ospita l’Aboca Museum, nato con l’intento di recuperare e tramandare il millenario rapporto tra l’uomo e le piante medicinali. L’azienda cosmetica – che dal 2019 può vantare anche la certificazione B Corp per l’impegno nella valorizzazione della biodiversità e nello sviluppo di un’agricoltura innovativa – ha saputo sviluppare una serie di rami d’impresa complementari al core business, votati alla divulgazione culturale come espressione di interesse per il bene comune. In questa intelligente gestione rientrano l’impegno di Aboca Edizioni, come pure il Centro Studi che vede all’opera un team di esperti in botanica, farmacia, medicina, arte, bibliografia, al lavoro su una ricerca storico-scientifica sull’uso delle piante in farmacopea, a partire dalla consultazione di testi antichi fondamentali. Attività, quest’ultima, importante anche per lo sviluppo di nuovi prodotti.

L'antica spezieria al Museo Aboca

L’antica spezieria al Museo Aboca

ABOCA MUSEUM: CURIOSITÀ, RICERCA E DIVULGAZIONE

Il museo, che prima della pandemia era arrivato a toccare i 14mila visitatori in un anno, è elemento centrale del sistema, e da poco più di un anno si è dotato di un immancabile percorso interattivo – l’Aboca Experience – dedicato alla filiera produttiva e alla vita aziendale. Tutto, però, discende dal primo nucleo museale, unico progetto in Europa dedicato alle erbe e al loro uso per la cura dell’uomo nella storia. “L’impulso iniziale si deve al presidente Valentino Mercati”, spiega Anna Zita Di Carlo, che del museo è direttrice sin dai primi passi. “Il nostro è un museo aziendale atipico, nato dalla volontà di lasciare traccia di un legame millenario con le piante, che oggi rischia di essere offuscato dall’avvento della chimica. Quando Mercati ha iniziato a interessarsi alle piante medicinali, molti lo considerarono una sorta di stregone. La sua curiosità e lo studio assiduo, invece, hanno creato Aboca. E proprio così ha raccolto la collezione che esponiamo: iniziando ad acquistare testi antichi per formarsi sulle fonti, procacciandosi ceramiche, vetri, mortai, bilance e tutto ciò che testimoniasse il lavoro di trasformazione delle piante. La sua dedizione alla causa, insieme all’amore per la bellezza, hanno determinato la nascita del museo, strettamente connesso al centro di ricerca”.

La Bibliotheca Antiqua

La Bibliotheca Antiqua

LA BIBLIOTHECA ANTIQUA DI ABOCA

L’allestimento intitolato Erbe e Salute nei secoli, non a caso, guida il visitatore tra laboratori di lavorazione fedelmente ricostruiti (spezieria, laboratorio fitochimico, cella dei veleni, farmacia ottocentesca), cimeli antichi di valore scientifico e artistico (mortai, raffinate ceramiche da farmacia, vetrerie, attrezzature da spezieria) e, immancabili, i libri. La Bibliotheca Antiqua di Aboca raccoglie un corpus unico nel suo genere: 2500 testi antichi, dal Cinquecento al Novecento, tra preziosi erbari illustrati, manuali di farmacia, astronomia, astrologia, saggi di botanica. Parte di questo patrimonio è stato digitalizzato – ma l’operazione è in fieri – ed è facilmente consultabile online sul sito della biblioteca, con i vantaggi che ne conseguono non solo in termini di divulgazione scientifica, ma anche di ricerca artistica, essendo gli erbari uno scrigno di iconografie antiche di pregevole fattura.
La storia ci ha già detto tutto, bisogna andare a riscoprirla. È il motto del nostro presidente, che è pure la filosofia del museo, polo di confronto e scambio incessante: siamo una realtà viva. Per questo di recente è nata l’Aboca Experience, che al termine del percorso storico conduce chi lo desidera alla scoperta del nostro presente (il cerchio si chiude al ristorante aperto proprio dirimpetto al museo, che testimonia il contributo per un’alimentazione salutare e consapevole dell’azienda, N.d.R.), per conoscere cosa c’è dietro al lavoro di un’azienda farmaceutica di altissima tecnologia. Tutto questo con un approccio multimediale e giocoso”.

La stanza delle erbe al Museo Aboca

La stanza delle erbe al Museo Aboca

LE ATTIVITÀ DIDATTICHE DI ABOCA. IL PROGETTO ARTE ORTO

Il pubblico a cui si rivolge il museo, del resto, è eterogeneo: “Abbiamo professionisti del settore come farmacisti, erboristi, medici; ma anche appassionati di testi antichi, curiosi di storia e tanti bambini”. Soprattutto a loro sono indirizzati i molteplici progetti didattici del museo, dai laboratori di trasformazione delle piante e utilizzo degli oli essenziali ai tour di Arte Orto, che portano l’esperienza di Aboca oltre i confini provinciali: “Si tratta di rintracciare il collegamento tra botanica e arte. Abbiamo stretto sinergie con enti museali e orti botanici per costruire un percorso che ci portasse prima a scoprire la rappresentazione di piante ed erbe nei quadri di grandi artisti del passato, per poi ritrovarle in natura”. Al momento il progetto coinvolge la Pinacoteca di Brera a Milano, Palazzo Vecchio (e Giardino dei Semplici) a Firenze e Castello Bufalini a San Giustino, non distante da Sansepolcro. “La riscoperta del turismo di prossimità ci ha permesso di resistere anche al periodo difficile. Ora l’auspicio è quello di crescere ancora, con nuove attività e ricerche”.

Livia Montagnoli

www.abocamuseum.it

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