10 itinerari alternativi in Italia tra arte e buonvivere

Dai santuari ai musei ai ristoranti, dieci addetti ai lavori del mondo dell’arte suggeriscono una serie di mete da raggiungere in questo scampolo di estate.

Abbiamo chiesto a 10 curatori, direttori di museo, artisti e galleristi di indicarci altrettanti luoghi speciali per itinerari alternativi.

Santa Nastro

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #61

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1. LAURA BARRECAMUSEO DI CASTELBUONO

Uno dei piatti di Accursio Ristorante a Modica

C’è un posto speciale in Sicilia dove il gusto si trasforma in una forma d’arte. Si chiama Accursio, ed è lo chef stellato che ha dato nome all’omonimo ristorante di Modica. Al piano terreno di un antico palazzo del centro storico, dal 2014 Accursio celebra la cucina siciliana come un rito, un gioco di suggestioni tra memoria locale, tradizioni mediterranee e riferimenti contemporanei. Proprio come davanti a un’opera d’arte, qui la creatività culinaria diventa un’esperienza estetica per la mente.

www.accursioristorante.it

2. ANGELA VETTESE ‒ UNIVERSITÀ IUAV – VENEZIA

Giovanni Michelucci, Chiesa di San Giovanni Battista detta dell’Autostrada, Firenze. Photo Grazia Sgrilli. Courtesy Archivio Fondazione Giovanni Michelucci

Sullo svincolo tra l’AutoSole con la Firenze Mare c’è la chiesa di Giovanni Michelucci (1960-64), nata per onorare i caduti nella costruzione dell’autostrada, ma soprattutto un monumento al lavoro. Ciò che mi attrae sono i muri, dove pietre della stessa provenienza sono state tagliate, assemblate, lavorate secondo le maniere suggerite da usi locali differenti: la cultura progettuale si innesta con il saper fare rurale. Oltre che sul tetto a vela, tutto l’aspetto formale doveva rimanere in quel puzzle di manifattura che sono appunto le pareti. Per questo Michelucci chiese e ottenne che le nove sculture di Sciltian che erano state pensate per decorarle venissero eliminate. Una bella lezione.

3. ALFREDO PIRRI ‒ ARTISTA

Tenuta Dello Scompiglio, SPE Spazio Performatico ed Espositivo, esterno. Photo Cecilia Bertoni

Nel 2009 demmo vita all’Accademia dello Scompiglio, a Capannori (Lucca), con un seminario dal titolo Dialoghi d’armonia. Dentro la tenuta (Dello Scompiglio di Cecilia Bertoni) alloggia un albero secolare ai bordi di uno stagno, credo sia un cedro, ma non ricordo esattamente che albero sia, ha poca importanza saperlo. Quell’albero governa l’area che si stende ai suoi piedi come i sudditi verso un re. Standogli vicino ti senti piccolo ma potente della sua forza che si trasmette verso di te.

www.delloscompiglio.org/it/accademia.html

4. LUDOVICO PRATESICURATORE

Santuario di Macereto

Non è facile raggiungerlo, ma una volta arrivati sull’altipiano dei monti Sibillini, non lontano da Visso, la visione del Santuario di Santa Maria di Macereto è indimenticabile. Sarà per la sua posizione, sarà per la perfezione della sua architettura ottagonale, firmata da Giovanni Battista da Lugano, un misterioso allievo di Bramante che cadde dai ponteggi del cantiere durante la costruzione nel 1539, ma Macereto è un luogo magico, dove la fusione tra arte e natura raggiunge risultati altissimi.

5. ANTONELLA CAMARDA ‒ MUSEO NIVOLA – ORANI

Giò Pomodoro, Piano d’uso collettivo. A. Gramsci 1977, 1977. Courtesy FAI Fondo Ambiente Italiano

Vi parlo di Piano d’uso collettivo. A. Gramsci 1977 ad Ales, in provincia di Oristano. Fuori dalle rotte dell’arte, la piazza-monumento dedicata ad Antonio Gramsci, realizzata nel 1977 da Giò Pomodoro, è un luogo in cui sacralità laica e sentimento poetico si incrociano malinconicamente con il silenzio di una comunità scomparsa o forse mai esistita. Non sono sicura che a Gramsci sarebbe piaciuta l’atmosfera mistica e la sovrabbondanza di simbologie, ma è un luogo che ha il pregio di rendere visibili le utopie degli Anni Settanta e il loro inevitabile fallimento.

6. CATERINA RIVA ‒ MACTE – TERMOLI

Chiesa di Santa Maria Foris Portas, Castelseprio

In cima all’Italia, in provincia di Varese, custodita da prati e boschi c’è Castelseprio. La sua esistenza l’ho scoperta dalle pagine del manuale con cui preparavo l’esame di storia dell’arte medievale all’università, poi ho visitato dal vero la Chiesa di Santa Maria Foris Portas con i suoi sorprendenti affreschi. Nell’alto Medioevo longobardo, tra il VII e il X secolo, un maestro, forse bizantino, realizza un sorprendente ciclo di affreschi con storie della Madonna e dell’infanzia di Cristo riprendendo episodi dei vangeli apocrifi. Perle della provincia italiana.

www.antiquarium.castelseprio.beniculturali.it

7. LORENZO GIUSTI ‒ GAMEC – BERGAMO

Salvatore Fancello, Disegno ininterrotto, ante 1938, dettaglio

Il mio luogo del cuore è il piccolo Museo Salvatore Fancello a Dorgali, dove è conservato il meraviglioso “disegno ininterrotto”, donato dall’artista all’amico Costantino Nivola in occasione delle sue nozze, nel 1938. Un rotolo di sette metri rappresentativo del sorprendente immaginario dell’artista sardo, morto in guerra all’età di soli 25 anni. Un bestiario “più fiabesco che moralistico, (…) trasposizione dall’umano in chiave di garbata ironia“, come ebbe modo di definirlo Giulio Carlo Argan, tra i primi sostenitori di Fancello.

www.museoarcheologicodorgali.com/museo-fancello

8. PAOLA CAPATA MONITOR GALLERY – ROMA-LISBONA-PERETO

Santuario della Madonna dei Bisognosi, Serra Secca

Il Santuario della Madonna dei Bisognosi si trova sulla sommità del monte di Serra Secca a 1043 metri d’altezza, tra Pereto e Rocca di Botte. Non è possibile datare con precisione l’epoca dell’erezione del primo nucleo del Santuario, ma esso vanta all’incirca mille anni di storia. Al suo interno si trovano sia una statua della Madonna in trono con bambino (XII secolo), valido esempio di arte abruzzese, sia una cappella con affreschi, la maggior parte realizzati nella seconda metà del Quattrocento.

9. LORENZO CANOVA ‒ CURATORE

Adalberto Libera, Palazzo dei Ricevimenti e dei Congressi, Roma, 1939 54

Un mio percorso del cuore a Roma attraversa l’EUR e va dal Palazzo dei Congressi di Libera allo splendido Palazzo delle Poste dei BBPR, fino al “Colosseo Quadrato” di Guerrini, Lapadula, Romano e al Bar Palombini. Spesso ci vado dopo aver cenato a La Rosa Rossa che, senza clamori, è diventato un ritrovo di artisti e di intellettuali, e mi immergo nel vuoto (ir)razionale e metafisico di una città ideale e fallita, per un po’ dimentico la devastazione di Roma e mi consolo, non di rado, con un sigaro Avana dell’evocativo humidor di Palombini.

10. SERGIO RISALITI ‒ MUSEO NOVECENTO – FIRENZE

Filippo Brunelleschi, Crocifisso, 1425 28, legno policromo. Firenze, Santa Maria Novella

Entrati nella Basilica domenicana di Santa Maria Novella vi si trova nel transetto di sinistra per chi guarda la Cappella Gondi, che ospita il Crocifisso ligneo di Filippo Brunelleschi, scolpito tra il 1410 e il 1415 in risposta a quello di Donatello esposto in Santa Croce, o piuttosto tra il 1425 e il 1430. Secondo Giulio Carlo Argan, “il Cristo del Brunelleschi è quasi un canone proporzionale: il corpo ha l’affusolata sodezza d’un fusto di colonna, tra le braccia tese come due archi”. Quell’uomo appeso a una croce è una figura geometrica, disegnata pensando ai cerchi, ai quadrati, in relazione alla musica e allo spazio cosmologico.

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AutoriAlfredo Pirri, Lorenzo Canova
CuratoriLaura Barreca, Angela Vettese, Ludovico Pratesi, Antonella Camarda, Caterina Riva, Lorenzo Giusti , Sergio Risaliti
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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.