Musicisti sedotti dall’arte. Il cantautore Fabrizio Cammarata si ispira a Goya, Sabbagh e Yoshida per il suo nuovo videoclip

La musica made in Sicily pare avere un debole per le arti figurative: dopo gli Omosumo con Fulvio Di Piazza, tocca a Cammarata per il suo singolo Hold And Stay

Un video-still di Hold And Stay, di Fabrizio Cammarata
Un video-still di Hold And Stay, di Fabrizio Cammarata

Sembra proprio che la musica Made in Sicily abbia un debole per le arti figurative, una fonte di suggestioni da cui attingere visioni che accompagnano ed enfatizzano note e parole. Ne sono un esempio, come alcuni ricorderanno, gli Omosumo, rock band siciliana che ha affidato la realizzazione della copertina del suo ultimo disco al pittore Fulvio Di Piazza. È stato così anche per Fabrizio Cammarata, cantautore palermitano che ha portato la sua musica in giro per l’Europa e il Nord America, aprendo i concerti di Ben Harper, Iron & Wine, Patti Smith, Daniel Johnston e Hindi Zahra.

DUE MISTERIOSE FIGURE NERE
Per il video del suo nuovo singolo, Hold And Stay, Cammarata si è ispirato alla poetica e all’iconografia della pittura di Francisco Goya e della fotografia di Mustafa Sabbagh e Kimiko Yoshida. La canzone parla “di quando due amanti vogliono tenere le distanze dai rispettivi segreti, perché avvicinarsi significherebbe creare un legame difficile da sciogliere… Abbiamo deciso di prendere queste due misteriose figure nere, ispirate al mondo della fotografia di Mustafa Sabbagh e Kimiko Yoshida“, racconta il cantautore. Hold And Stay – registrata a Palermo presso lo studio Indigo, con un video diretto da Manuela Di Pisa – farà parte del prossimo album dell’artista siciliano, On The Shadows: un mondo fatto di neri e di ombre, in senso visuale e figurato, dove l’estetica del “nero sul nero” di Sabbagh, l’immobilità classica dei ritratti di Yoshida e la potenza espressiva delle Pinturas negras di Goya danno forma alla freddezza e alla passione che si celano – e svelano – nei malinconici versi di Cammarata.

Desirée Maida

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.